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Vellutata di topinambur e patate dolci all’alloro

  • sabrina
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  • 29 Novembre 2017
  • Una vellutata dal sapore delicato dei topinambur, quasi dolce grazie all’aggiunta delle patate americane, per finire con la nota aromatica dell’alloro. Un piatto leggero da servire con crostini o per un piccolo assaggio pre-cena come fosse un antipasto che vuole stuzzicare l’appetito senza sovrastare le papille gustative. INGREDIENTI: 500 g di topinambur (al netto degli […]

    Una vellutata dal sapore delicato dei topinambur, quasi dolce grazie all’aggiunta delle patate americane, per finire con la nota aromatica dell’alloro. Un piatto leggero da servire con crostini o per un piccolo assaggio pre-cena come fosse un antipasto che vuole stuzzicare l’appetito senza sovrastare le papille gustative.

    INGREDIENTI:

    • 500 g di topinambur (al netto degli scarti)
    • 500 g di patate americane lessate
    • 1 patata classica grande
    • 2 foglie di alloro fresco
    • 1 dado classico
    • 1 scalogno
    • 1 noce di burro
    • Pepe macinato fresco
    • 1 limone
    • acqua q.b.
    • crostini per accompagnare (facoltativi)

    PROCEDIMENTO:

    Sbucciare tutti i topinambur ed immergerli in una ciotola con acqua e limone, per evitare che possano ossidarsi al contatto con l’aria.

    Terminata questa operazione, far appassire in una pentola a pareti alte, lo scalogno tritato finemente con il burro. Prima che inizi a colorire versarvi i topinambur scolati dall’acqua acidulata, già tagliati a pezzetti e 1 patata classica anch’essa tagliata a cubetti.

    Far insaporire 2 minuti, poi aggiungere il dado, una macinata di pepe, le foglie di alloro fresco e abbondante acqua ( almeno 4 volte il volume delle verdure preparate, poiché a fine cottura uniremo anche le patate americane che addenseranno ulteriormente la vellutata).

    Portare il tutto a bollore e cuocere a fiamma dolce per circa 40 minuti. Nel frattempo sbucciare le patate americane precedentemente lessate. Trascorsi i 40 minuti, il brodo di cottura dovrebbe essersi ridotto di circa 1/4. Aggiungere le patate dolci preparate e cuocere altri 15 minuti.

    A fiamma spenta, togliere le foglie di alloro e frullare il composto con il frullatore ad immersione. Se necessario addensare ulteriormente a fiamma dolce, girando spesso.

    Setacciare la vellutata prima di Impiattare. Servire con crostini se li gradite.

     

    Crocchette di zucca in panatura piccante

  • sabrina
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  • 28 Agosto 2017
  • Tanto sole e poca pioggia hanno dato vita a piccole zucche  delica  dalla polpa compatta e asciutta, ma soprattutto dolci. Arrivano così le prime zucche di stagione nella mia cucina, con il loro carico di premesse a ricordarci che presto torneremo a parlare di autunno con tutte le sue straordinarie sfumature di tinte calde e […]

    Tanto sole e poca pioggia hanno dato vita a piccole zucche  delica  dalla polpa compatta e asciutta, ma soprattutto dolci.

    Arrivano così le prime zucche di stagione nella mia cucina, con il loro carico di premesse a ricordarci che presto torneremo a parlare di autunno con tutte le sue straordinarie sfumature di tinte calde e profumi avvolgenti.

    Cuocio la prima, rigorosamente tagliata a tranci e arrostita al forno, come piace a me, poi la polpa così soda e asciutta mi invoglia a sperimentare una ricetta nuova, certa che sarà perfetta per una frittura ed un contorno sfizioso.

    INGREDIENTI PER L’IMPASTO:

    •  250 g di polpa di zucca cotta al forno
    • 30 g di parmigiano stagionato 24 mesi
    • 30 g di pangrattato
    • 1 tuorlo
    • 1 presa di sale fino
    • 1 pizzico di aglio secco
    • noce moscata q.b.
    • pepe macinato fresco

    INGREDIENTI PER LA PANATURA:

    •  pangrattato q.b.
    • 1 uovo + 1 albume
    • farina 00 q.b.
    • 1 pizzico di sale fino
    • 1 cucchiaino di peperoncino in polvere (facoltativo)
    • olio  di semi per friggere

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola lavorare bene la polpa di zucca cotta al forno, fino ad ottenere una consistenza cremosa.

    Aggiungere il parmigiano, il pangrattatato, la noce moscata grattugiata fresca, una presa di sale, pepe macinato fresco, un pizzico di aglio in polvere e per ultimo il tuorlo d’uovo. Amalgamare bene il composto.

    A parte preparare la linea per impanare le crocchette. Versare nel primo contenitore qualche cucchiaio di farina 00, nel secondo sbattere l’uovo e l’albume avanzato , mentre nel terzo dovremo miscelare 5-6 cucchiai di pangrattato con 1 pizzico di sale e 1 cucchiaino di peperoncino in polvere.

    Per realizzare le crocchette io ho utilizzato la siringa per dolci, senza posizionare nessun beccuccio all’estremità d’uscita.

    Dopo aver compattato il composto all’interno della siringa, premendo con lo stantuffo per far fuoriuscire l’aria, iniziate a formare le crocchette facendole cadere direttamente nella farina e tagliandole a circa 3 cm.

    Dopo averle infarinate per bene, traferitele nella seconda vaschetta con l’uovo sbattuto e infine nel pangrattatato piccante.

    Friggere in abbondante olio di semi per circa 1 minuto.

    Far scolare le crocchette su carta per fritti, salare. Servire calde e fragranti.

    Composta di fichi all’aceto balsamico

  • sabrina
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  • 15 Agosto 2017
  • Il clima torrido di quest’estate, seguito da violenti temporali ha provocato non pochi danni all’agricoltura. Guardo il mio albero di fichi e mi accorgo di quanto abbia piegato la propria vita ed il proprio ciclo produttivo ai capricci della natura. Il suo tronco curvo e maestoso quasi abbraccia lo steccato che delimita l’orto, proteggendolo per […]

    Il clima torrido di quest’estate, seguito da violenti temporali ha provocato non pochi danni all’agricoltura. Guardo il mio albero di fichi e mi accorgo di quanto abbia piegato la propria vita ed il proprio ciclo produttivo ai capricci della natura. Il suo tronco curvo e maestoso quasi abbraccia lo steccato che delimita l’orto, proteggendolo per quanto possibile dalle intemperie con la sua folta chioma di foglie ramificate. Eppure nella sua maestosità a fatica porta a termine il suo carico di fichi, variando le tempistiche se necessario. Abituata ad un primo raccolto di giugno, seguito da un secondo settembrino, mi ritrovo a cercare i golosi frutti tra le sue fronde in agosto inoltrato, consapevole che la pazienza viene sempre ripagata e il mio albero non delude certo le aspettative, regalandomi frutti dolcissimi. Ancora una volta grazie a te e alla tua forza!

    L’attesa mi ha dato modo di riflettere sull’uso che volevo farne dei fichi raccolti e questa volta ho scelto di non preparare la classica confettura da colazione, bensì di realizzare questa composta tenera, dal sapore intenso, ben esaltato dalla forza dell’aceto balsamico, ottima per accompagnare sia formaggi molli che stagionati, secondo il vostro gusto personale.

    INGREDIENTI:

    •  1 kg di fichi sani e maturi (al netto degli scarti)
    • 350 g di zucchero di canna
    • 50 ml di aceto balsamico di buona qualità

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola raccogliere i fichi già sbucciati e tagliati a pezzettoni.

    Aggiungere lo zucchero di canna e l’aceto balsamico.

    Amalgamare bene, chiudere il contenitore e lasciare riposare per 2 ore.

    Trascorso il tempo di marinatura, versare il tutto in una casseruola e portare a bollore, cuocere per circa 45 minuti a fiamma dolce. La composta sarà pronta quando il suo volume si sarà ridotto di circa 1/3, in ogni caso eseguire la prova del piattino, per verificarne la consistenza a freddo.

    Invasare a caldo nei vasi precedentemente sterilizzati e capovolgere fino a completo raffreddamento per creare il sottovuoto.

    Etichettare e riporre in luogo fresco e asciutto, si conserva bene anche per un anno.

    Tortine di robiola e foglie di carota su chips di carota al sesamo

  • sabrina
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  • 19 Giugno 2017
  • Sarà la crisi economica, sarà la moda culinaria o forse la voglia di spingersi verso nuovi orizzonti e barricate da scavalcare, quel che è certo è la regola che in cucina non si butta via niente. Della mia curiosità culinaria vi ho già parlato, assaggiare qualcosa di nuovo, dai fiori sempre visti per le decorazioni […]

    Sarà la crisi economica, sarà la moda culinaria o forse la voglia di spingersi verso nuovi orizzonti e barricate da scavalcare, quel che è certo è la regola che in cucina non si butta via niente. Della mia curiosità culinaria vi ho già parlato, assaggiare qualcosa di nuovo, dai fiori sempre visti per le decorazioni alle foglie sempre gettate come prodotto di scarto, decisamente l’idea di stuzzicare il palato con nuovi profumi mi elettrizza e forse dientro tutto questo c’è qualcosa di più…..

    Mi piace pensare che in qualche modo è il nostro istinto di sopravvivenza ad emergere, qualcosa di ancestrale che ci insegna tutte quelle doti del vivere con ciò che offre la natura, rispettandola in tutte le sue forme, quasi a dirle che siamo molto grati per ciò che ci offre e non intendiamo certo sprecarlo o addirittura abusarne.

    Così tra pensieri romantici e spiegazioni più razionali mi accingo ad utilizzare questi morbidi e profumati mazzetti di foglie che concentrano in se molti profumi. Nasce così una ricetta leggera e gustosa che elogia la carota in diverse forme e cotture.

     

    INGREDIENTI:

    •  6 carote fresche con l’intero mazzo di foglie
    • 100 g di formaggio robiola
    • 40 g di parmigiano grattugiato a media stagionatura
    • 30 g di pangrattato
    • 2 uova
    • noce moscata grattugiata fresca q.b.
    • sale fino
    • pepe macinato fresco
    • 1 noce di burro + 2 cucchiai di pangrattato per imburrare gli stampini
    • olio extravergine di oliva
    • 2 cucchiai di semi di sesamo bianco
    • 2 cucchiai di semi di sesamo nero

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene e scolare le foglie delle carote.

    Tagliarle finemente a coltello.

     

    Versare il trito ottenuto in una ciotola con il parmigiano grattugiato, il pangrattato, le uova, e una buona grattugiata di noce moscata. Amalgamare bene.

    Aggiungere il formaggio robiola ed amalgamare ancora fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo.

    Regolare di sale e pepe.

    Imburrare gli stampini e cospargerli del pangrattato tenuto da parte. Versare 2-3 cucchiai di composto in ogni stampino, senza superare il margine , poiché in cottura tenderanno a gonfiarsi leggermente.

    Infornare a 180 gradi per circa 15-20 minut. Sfornare e lasciare intiepidire.

    Intantolavare e pelare le carote. Tagliarle in petali sottili utilizzando il pelapatate. Saltare le fettine ottenute in padella antiaderente a fiamma viva con un filo di olio extravergine di oliva, sale, pepe, il sesamo nero e il sesamo bianco per 3-4 minuti o fino a quando iniziano a dorarsi, pur mantenendo la croccantezza.

     

    Impiattare con un letto di chips di carota al sesamo e i tortini di foglie al forno.

     

    Insalata di carciofi, olive taggiasche, formaggio Asiago e pinoli

  • sabrina
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  • 12 Marzo 2017
  • Tante volte ho sentito decantare le lodi del carciofo crudo per un antipasto fresco e leggero  o per un piatto unico, eppure io ho sempre consumato il carciofo cotto in modo semplice con il classico olio, aglio e prezzemolo. Quando me li cucinava la mia mamma da piccola, sapeva bene che il tegame  era per […]

    Tante volte ho sentito decantare le lodi del carciofo crudo per un antipasto fresco e leggero  o per un piatto unico, eppure io ho sempre consumato il carciofo cotto in modo semplice con il classico olio, aglio e prezzemolo. Quando me li cucinava la mia mamma da piccola, sapeva bene che il tegame  era per i 4 componenti della famiglia, ma alla fine ero sempre io, per quanto fossi un piccolo scricciolo a finire tutto, foglia dopo foglia procedevo enesorabile, per poi godermi sul gran finale i fondi e il gambo del carciofo. Ora alla tenera età di 36 anni sento che è giunto il momento di provare questo famoso carciofo crudo, come dire un piatto da grandi!

    Acquisto un voluminoso carciofo romanesco, perché non voglio sprecarne nulla, per cui utilizzerò solo il cuore più morbido per l’insalata e cuocerò le carnose foglie esterne ed il gambo come da tradizione.

    Poche semplici manovre, poco scarto e un tuffo in acqua acidulata per impedirne l’ossidazione, poi la composizione della mia insalata con gli altri ingredienti dal sapore più rotondo.

    Dopo l’assaggio, posso dire che il risultato mi ha sorpresa, poiché mi aspettavo una nota amara, mentre ho gustato un piatto croccante e delicato, tuttavia continuo a preferire il sapore che solo un buon carciofo cotto sa’ sprigionare con diverse intensità a seconda delle sue parti e continuerò il mio lavoro da criceto foglia dopo foglia!

    Dopo tante parole è d’obbligo una precisazione perché nella mia ricetta c’è un errore che riguarda proprio l’ingrediente principale. Nel fare la spesa hanno prevalso il mio senso del risparmio e la mia golosità, scegliendo un robusto carciofo romanesco, mentre per queste insalate crude si utilizza il moretto. Ne consegue che farò un altro tentativo poiché arrendersi non è mai consentito!

    INGREDIENTI PER 2 PERSONE:

    •  2 carciofi romaneschi
    • 1 etto e 1/2 di formaggio Asiago
    • 1 manciata di pinoli
    • 4 cucchiai di olive taggiasche sott’olio
    • il succo di 1/2 limone
    • olio extravergine di oliva di buona qualità
    • sale fino
    • pepe macinato fresco

    PROCEDIMENTO:

    Preparare 1 contenitore con acqua fresca e il succo  del limone, per tuffarvi i carciofi puliti, affinché non anneriscano dopo il taglio.

    Pulire i carciofi, eliminando le foglie esterne più coriacee e le punte. Asportare ora le restanti foglie esterne sane e carnose fino a raggiungere il cuore più tenero del carciofo.

    Tagliare il cuore del carciofo a fettine sottili e tuffarle nell’acqua acidulata.

    Scolare il carciofo ammollato, versarlo in una ciotola ed aggiungere le olive e i pinoli leggermente tostati. Condire con un pizzico di sale, pepe macinato fresco e un filo di olio extravergine di oliva. Amalgamare bene.

    A parte tagliare il formaggio Asiago a spicchi sottili, adagiarli nel piatto e completare con l’insalata di carciofi già condita.

    CONSIGLIO: le ricette consigliano l’utilizzo del carciofo moretto, anziché il romanesco, in ogni caso per non sprecare nulla io ho cotto le foglie esterne come di consueto con olio, aglio e prezzemolo, dopo averle ammollate in acqua acidulata. Lo stesso vale per  il gambo pulito.

    Fagottini di cicoria con salsa al pomodoro piccante

  • sabrina
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  • 18 Gennaio 2017
  • Un bellissimo caspo di cicoria, enorme e sano, troppo bello per declinarlo solo ed esclusivamente alla cottura in acqua e vapore. Così ecco nascere una ricetta semplice e gustosa che nobilita un ortaggio in grado di mettere tutti in riga, come un severo maestro con il suo sapore amaro. Dopo pochi semplici passaggi, il rigore […]

    Un bellissimo caspo di cicoria, enorme e sano, troppo bello per declinarlo solo ed esclusivamente alla cottura in acqua e vapore. Così ecco nascere una ricetta semplice e gustosa che nobilita un ortaggio in grado di mettere tutti in riga, come un severo maestro con il suo sapore amaro. Dopo pochi semplici passaggi, il rigore della cicoria lascia spazio alla golosità e all’allegria di un piatto in perfetto stile street food, capace di stringere gli amici intorno ad un tavolo, tra sorsi e morsi spensierati.

    Una sfoglia fragrante, un cuore vegetariano e una salsa piccante sono gli ingredienti che compongono questo, piatto.

    INGREDIENTI PER 20 FAGOTTINI:

    • 1/2 Caspo di cicoria fresca
    •  70 g di pane integrale (del giorno prima)
    • 30 ml di latte parzialmente scremato
    • 50 g di parmigiano a media stagionatura
    • 2 rotoli di pasta sfoglia
    • olio extravergine di oliva
    •  sale fino
    • pepe macinato fresco
    • 1 tuorlo d’uovo.
    • 1 barattolo di pomodoro a cubetti
    • 1 spicchio di aglio
    • 4 acciughe
    • 1 peperoncino secco (facoltativo)

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene la cicoria e tagliarla a pezzetti piccoli.

    In un tegame scaldare un filo di olio extravergine di oliva con uno spicchio di aglio, poi prima che inizi a soffriggere aggiungere la cicoria tagliata .

    Aggiungere una presa di sale fino e pepe macinato fresco, amalgamare bene e lasciare insaporire 1-2 minuti, poi versare 1/2 bicchiere di acqua, chiudere con il coperchio e lasciare stufare per circa 10 minuti a fiamma dolce. Trascorso questo tempo togliere il coperchio  e proseguire la cottura fino a far evaporare tutta l’acqua.

    Lasciare raffreddare.

    In una ciotola versare la cicoria raffreddata,poi aggiungere il pane raffermo tagliato a cubetti il parmigiano grattugiato e il latte. Amalgamare bene fino ad ottenere un composto compatto, in cui il pane assorbe i liquidi e lega gli ingredienti.

    Stendere i fogli di pasta sfoglia e ricavarne dei dischi con uno stampo del diametro di 10 cm. Adagiare al centro di ogni disco un cucchiaino abbondante di ripieno, ben compattato e richiudere i fagottino per formare mezze lune. Potete facilitare questa operazione, infarinandovi  un po’ le mani, affinché la pasta non  vi si appiccichi.

    Spennellare la superficie dei fagottini con il tuorlo d’uovo leggermente sbattuto e infornare a 200 gradi con funzione ventilata per circa 10 minuti.

    Intanto passiamo alla preparazione della salsa di accompagnamento. In un tegame scaldiamo a fiamma dolce le acciughe.

    Quando iniziano a sfaldarsi, aggiungere il pomodoro a cubetti, amalgamare bene e lasciar cuocere a fiamma viva per 5-6 minuti, facendolo restringere. Un minuto prima della fine, unire anche il peperoncino sbriciolato.

    Sfornare i fagottini di cicoria e servirli tiepidi con la salsa di pomodoro piccante in accompagnamento.

    Omelette al formaggio e prosciutto cotto con insalata di arance e finocchi

  • sabrina
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  • 5 Dicembre 2016
  • Oggi vi propongo una di quelle ricettine sostanziose e golose, che richiedono lo strappo alla regola. Forse l’uso del termine omelette potrebbe risultare improprio, in quanto si tratta di una preparazione di origine francese, a base di sole uova, cotta con burro e olio d’oliva su un solo lato, per conservarne la cremosita’ e farcirla […]

    Oggi vi propongo una di quelle ricettine sostanziose e golose, che richiedono lo strappo alla regola.

    Forse l’uso del termine omelette potrebbe risultare improprio, in quanto si tratta di una preparazione di origine francese, a base di sole uova, cotta con burro e olio d’oliva su un solo lato, per conservarne la cremosita’ e farcirla a piacere solo alla fine. La sua antagonista invece, la frittata, sempre a base di uova, prevede l’aggiunta di qualsiasi ingrediente si desideri, già in cottura, andando a costituirne la trama stessa e cuocendola su entrambi i lati per una cottura omogenea a fronte di un maggior spessore.

    Che dire? Si tratta di omelette o di frittata? Lascio a voi l’ardua sentenza e sopratutto l’assaggio!

    Vi propongo anche un’insalatina fresca e leggera dal sentore aspro delle arance che ben si adattano alle omelette per bilanciare il sapore rotondo dell’omelette.

    INGREDIENTI:

    • 6 uova
    • 80 g di parmigiano stagionato
    • 3 cucchiai di panna fresca
    • pepe macinato fresco
    • 1 cuchiaio di sesamo nero
    • 1 pizzico di sale fino
    • olio extra vergine di oliva
    • 8  sottilette di formaggio
    • 4 fette di prosciutto cotto
    • 2 finocchi freschi
    • 2 arance

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola sbattere bene le uova, poi aggiungere il parmigiano grattugiato, pepe macinato fresco, un pizzico di sale, il sesamo nero e la panna fresca.

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    Amalgamare bene il tutto con la frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.

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    Scaldare un tegame antiaderente con un filo di olio extravergine di oliva. Versarvi circa 1/4 del composto ottenuto e cuocere a fiamma dolce.

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    Per mantenere una consistenza più cremosa e golosa ho scelto di non girare le mie omelette. Le ho cotte sempre sullo stesso lato e quando anche la superficie appare asciutta, tranne la parte centrale, ancora un po’ umida, le ho fatte scivolare in un piatto e ho iniziato a farcirle.

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    Adagiare sulla omelette calda 2 sottilette e 1 fetta di prosciutto cotto, poi arrotolarle su se stesse con delicatezza. In questa operazione potete aiutarvi con un foglio di carta forno.

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    Preparare un’ insalatina d’accompagnamento, composta da finocchi lavati e tagliati a pezzetti e l’arancia pelata a vivo. Condire con un pizzico di sale e un filo di olio extravergine di oliva. Servire con l’omelette calda.

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    IDEA: potete servire la stessa ricetta anche come antipasto o aperitivo, sia caldo che freddo. Basterà avere L’accortezza di tagliare le omelette a strisce più sottili e fermarle infilandole con uno stuzzicadenti lungo, come a formare delle girelle.

    Rose di pizza con formaggio filante e capuliato siciliano

  • sabrina
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  • 3 Dicembre 2016
  • Con questa ricetta apro un nuovo capitolo dedicato al capuliato, un prodotto tipico siciliano composto da un trito di pomodori secchi e erbe aromatiche.

    Con questa ricetta apro un nuovo capitolo dedicato al capuliato, un prodotto tipico siciliano composto da un trito di pomodori secchi e erbe aromatiche. Continue reading “Rose di pizza con formaggio filante e capuliato siciliano”

    Crostini toscani ai fegatini di pollo

  • sabrina
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  • 6 Novembre 2016
  • Oggi la voglia di cimentarmi in una di quelle ricette rustiche e saporite regna imperativa nella mia mente. Ho voglia di piatti della tradizione, dal sapore robusto, rotondo che necessitano di un buon vino rosso d’accompagnamento. Quale migliore occasione  per provare a cucinare i crostini toscani con i fegatini di pollo. Detto fatto, il sapore non […]

    Oggi la voglia di cimentarmi in una di quelle ricette rustiche e saporite regna imperativa nella mia mente. Ho voglia di piatti della tradizione, dal sapore robusto, rotondo che necessitano di un buon vino rosso d’accompagnamento. Quale migliore occasione  per provare a cucinare i crostini toscani con i fegatini di pollo. Detto fatto, il sapore non delude e la spesa è decisamente economica.

    INGREDIENTI:

    •  8-10 fegatini di pollo
    • 1/2 scalogno
    • 1 foglia d’alloro fresco
    • 10 fiori di cappero
    • 3 acciughe dissalate
    • 1 bicchierino di whisky
    • 1/2 bicchiere di acqua
    • olio extravergine di oliva
    • pepe macinato fresco
    • sale fino
    • scaglie di parmigiano a media stagionatura
    • 1 rametto di rosmarino fresco
    • burro q.b.
    • pane casereccio

    PROCEDIMENTO: Lavare bene e tamponare con scottex da cucina i fegatini.

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    Tagliare fine lo scalogno e farlo appassire a fiamma dolce con un filo di olio extravergine di oliva. Prima che inizi a colorire unire i fegatini interi e scottarli su entrambi i lati.

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    Toglierli dal tegame con la pinza, metterli sul tagliere e tagliarli a pezzettoni, per non perdere completamente la consistenza, poiché in cottura tenderanno a sfaldarsi ulteriormente.

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    Rimetterli nel tegame con lo scalogno ed aggiungere le acciughe dissalate, la foglia di alloro fresco, i fiori di cappero tagliati a pezzetti, una presa di sale e una macinata di pepe fresco. Amalgamare bene.

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    Sfumare con il bicchierino di whisky e 1/2 bicchiere di acqua, poi terminare la cottura a fiamma dolce. Se necessario regolare di sale.

    A parte tagliare il pane casereccio per ottenere dei crostini che abbiano uno spessore di 2-3 cm e tostarlo su entrambi i lati.

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    Spalmare sui crostini caldi una piccola noce di burro, poi 1-2 cucchiaini di paté di fegatini.

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    Guarnire con scaglie di parmigiano, foglie di rosmarino fresco e un filo di olio extravergine di oliva. Servire caldo.
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    Tartare di tonno allo zenzero

  • sabrina
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  • 26 Ottobre 2016
  • Ho spesso postato ricette con la tagliata di tonno piatto che amo molto in diverse versioni e generalmente uso la tagliata già pronta senza scarti . Questa volta invece ho potuto acquistare un trancio di tonno al naturale da poter lavorare a mio piacimento. L’unico inconveniente è la pezzatura, così una volta decongelato, ho potuto […]

    Ho spesso postato ricette con la tagliata di tonno piatto che amo molto in diverse versioni e generalmente uso la tagliata già pronta senza scarti .

    Questa volta invece ho potuto acquistare un trancio di tonno al naturale da poter lavorare a mio piacimento. L’unico inconveniente è la pezzatura, così una volta decongelato, ho potuto cimentarmi in diverse preparazioni, crudo compreso. Dopo essermi documentata un po’  in rete ho tagliato il mio trancio in fette, di cui alcune le ho cotte pochi minuti sulla piastra, altre sono servite per una deliziosa pasta alla carbonara e con le restanti per la prima volta mi sono cimentata in questa tartara di tonno che  ho voluto profumare con zenzero fresco.

    Personalmente nella competizione tra un buon trancio scottato e questa semplice tartare,  arricchita  dalla nota fresca dello zenzero vince di gran lunga il crudo.

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

    •  4 fettine di tagliata di tonno (Già congelato per almeno 72 ore)
    •  2 cm circa di radice di zenzero
    • olio extravergine  di oliva  di buona qualità
    • sale fino
    • pepe macinato fresco
    • Qualche filo di erba cipollina fresca (facoltativa)

    PROCEDIMENTO:

    Iniziamo preparando la marinatura per la tartare di tonno. In una ciotola versare quattro cucchiai di olio extravergine di oliva,un pizzico di sale fino, pepe macinato fresco. Pelare la radice di zenzero e grattugiarlo, per quattro persone sarà sufficiente il quantitativo di circa 1 cm di zenzero al netto degli scarti.

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    Lavare bene la tagliata di tonno poi con lo scottex tamponare l’umidità in eccesso. Con l’aiuto di un coltello ben affilato iniziare a tagliare il tonno a cubetti piccoli.

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    Versare i cubetti di tonno ottenuti direttamente nella ciotola della marinatura ed amalgamate bene. Coprire con pellicola per alimenti e riporre in frigorifero a riposare per alcuni minuti .

    Servire a piacere adagiando alcuni cucchiaini di tartara nelle ciotoline monoporzione o se preferite comporre il piatto usando dei piccoli coppa pasta per compattare la Tartare da decorare a piacere con zenzero e verdure fresche. Guarnire con erba cipollina fresca.

    CONSIGLIO: Per il corretto consumo in sicurezza del tonno fresco, specie nelle preparazioni a crudo,  va sempre rispettata la regola delle 72 ore di gelo seguita da un lento scongelamento in frigo per debellare il batterio Anisakis. Questa pratica sostituisce i benefici dell’abattitore  professionale, in ambiente domestico.