image_pdfimage_print

Pesche dolci a San Valentino! ❤️

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/alchermes/" rel="tag">alchermes</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/biscotti/" rel="tag">Biscotti</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/dolci/" rel="tag">dolci</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/misto-per-dolci/" rel="tag">misto per dolci</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/nutella/" rel="tag">nutella</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pesche/" rel="tag">pesche</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/peschine/" rel="tag">peschine</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/zucchero/" rel="tag">zucchero</a>Leave a comment
  • 12 Febbraio 2018
  • Continua la mia collezione di piatti rosa per celebrare San Valentino e tutte le sue tenere sfaccettature. Sorrido e penso agli anni dell’adolescenza, delle scuole medie quando ancora si sognava di trovare il proprio fidanzatino, con gli occhi realmente a forma di cuore, quando gli unici problemi che interrompevano la quotidianità erano i timori di […]

    Continua la mia collezione di piatti rosa per celebrare San Valentino e tutte le sue tenere sfaccettature. Sorrido e penso agli anni dell’adolescenza, delle scuole medie quando ancora si sognava di trovare il proprio fidanzatino, con gli occhi realmente a forma di cuore, quando gli unici problemi che interrompevano la quotidianità erano i timori di un’interrogazione a sorpresa! Continue reading “Pesche dolci a San Valentino! ❤️”

    Crostini toscani ai fegatini di pollo

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/alloro/" rel="tag">alloro</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/bruschetta/" rel="tag">bruschetta</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/crostini/" rel="tag">Crostini</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/fegatini/" rel="tag">fegatini</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/fegatini-di-pollo/" rel="tag">fegatini di pollo</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/fiori-di-cappero/" rel="tag">fiori di cappero</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/parmigiano/" rel="tag">parmigiano</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pate/" rel="tag">paté</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/rosmarino/" rel="tag">rosmarino</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/scaglie-di-grana/" rel="tag">scaglie di grana</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/toscana/" rel="tag">toscana</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/wisky/" rel="tag">Wisky</a>Leave a comment
  • 6 Novembre 2016
  • Oggi la voglia di cimentarmi in una di quelle ricette rustiche e saporite regna imperativa nella mia mente. Ho voglia di piatti della tradizione, dal sapore robusto, rotondo che necessitano di un buon vino rosso d’accompagnamento. Quale migliore occasione  per provare a cucinare i crostini toscani con i fegatini di pollo. Detto fatto, il sapore non […]

    Oggi la voglia di cimentarmi in una di quelle ricette rustiche e saporite regna imperativa nella mia mente. Ho voglia di piatti della tradizione, dal sapore robusto, rotondo che necessitano di un buon vino rosso d’accompagnamento. Quale migliore occasione  per provare a cucinare i crostini toscani con i fegatini di pollo. Detto fatto, il sapore non delude e la spesa è decisamente economica.

    INGREDIENTI:

    •  8-10 fegatini di pollo
    • 1/2 scalogno
    • 1 foglia d’alloro fresco
    • 10 fiori di cappero
    • 3 acciughe dissalate
    • 1 bicchierino di whisky
    • 1/2 bicchiere di acqua
    • olio extravergine di oliva
    • pepe macinato fresco
    • sale fino
    • scaglie di parmigiano a media stagionatura
    • 1 rametto di rosmarino fresco
    • burro q.b.
    • pane casereccio

    PROCEDIMENTO: Lavare bene e tamponare con scottex da cucina i fegatini.

    img_7663
    Tagliare fine lo scalogno e farlo appassire a fiamma dolce con un filo di olio extravergine di oliva. Prima che inizi a colorire unire i fegatini interi e scottarli su entrambi i lati.

    img_7666
    Toglierli dal tegame con la pinza, metterli sul tagliere e tagliarli a pezzettoni, per non perdere completamente la consistenza, poiché in cottura tenderanno a sfaldarsi ulteriormente.

    img_7667img_7668
    Rimetterli nel tegame con lo scalogno ed aggiungere le acciughe dissalate, la foglia di alloro fresco, i fiori di cappero tagliati a pezzetti, una presa di sale e una macinata di pepe fresco. Amalgamare bene.

    img_7669img_7670

    Sfumare con il bicchierino di whisky e 1/2 bicchiere di acqua, poi terminare la cottura a fiamma dolce. Se necessario regolare di sale.

    A parte tagliare il pane casereccio per ottenere dei crostini che abbiano uno spessore di 2-3 cm e tostarlo su entrambi i lati.

    img_7671

    Spalmare sui crostini caldi una piccola noce di burro, poi 1-2 cucchiaini di paté di fegatini.

    img_7672

    Guarnire con scaglie di parmigiano, foglie di rosmarino fresco e un filo di olio extravergine di oliva. Servire caldo.
    img_7673

    Pere volpine al Sangiovese

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/caramello/" rel="tag">caramello</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pere/" rel="tag">pere</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pere-cotte/" rel="tag">pere cotte</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pere-volpine/" rel="tag">pere volpine</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/sangiovese/" rel="tag">Sangiovese</a>Leave a comment
  • 4 Novembre 2016
  • Domenica d’autunno di sole e una bella gita in Romagna. Un’intera scala cromatica delle tinte calde fa da cornice alle strade percorse tra piccoli paesi incantevoli e tradizioni. Non potevano certo mancare acquisti di prodotti tipici e un pranzo degno di un re in una piccola trattoria, quasi sperduta e decisamente difficile da trovare, uno […]

    Domenica d’autunno di sole e una bella gita in Romagna. Un’intera scala cromatica delle tinte calde fa da cornice alle strade percorse tra piccoli paesi incantevoli e tradizioni. Non potevano certo mancare acquisti di prodotti tipici e un pranzo degno di un re in una piccola trattoria, quasi sperduta e decisamente difficile da trovare, uno di quei posti dall’atmosfera accogliente e casalinga, fatta di prodotti genuini di stagione e ricette tramandate. Tornando a casa decisamente sazia e appagata da tanta bontà, mi sono ripromessa di cercare alcune ricette assaggiate e ripetere i piatti a casa, ma poi mi sono resa conto che stavo sognando un ‘utopia.

    Le ricette in rete ci sono e sono abbastanza simili tra loro, così ho provato. Non posso dire che il risultato  mi abbia delusa, ma pur  essendo delizioso, ancora il sapore non è sovrapponibile al piatto assaggiato. Mi sono chiesta cosa mancasse, poi ho capito. Manca un ingrediente che non si acquista in nessun supermercato o piccola bottega pregiata. Manca qualche grammo di famiglia! Qualche grammo di “come me lo faceva la nonna” o “come me lo ha insegnato la mamma”. I segreti tramandati e il sapore dei ricordi non si acquistano, si annidano nel DNA, nel cuore e sono un patrimonio da tramandare. Chi cucina con il cuore e con passione ha la capacità di portare in tavola piatti così straordinari da ricordarli per tutta la vita.

    Ed ecco la prima ricetta che vede come protagoniste le pere volpine, appartenenti alla categoria dei frutti dimenticati.  Minute e deliziose, si consumano solo previa cottura ed è proprio quel che ho fatto cimentandomi con una ricetta tipica romagnola.

    img_8038

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

    • 15 pere volpine
    • 1 bottiglia di Sangiovese
    • 5 cucchiai di zucchero di canna
    • 1 cucchiaino raso di cannella in polvere
    • 3 chiodi di garofano

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene le pere e porle direttamente in una casseruola a pareti alte, senza privarle del picciolo.

    img_8040

    Aggiungere lo zucchero, la cannella in polvere e 3 chiodi di garofano.

    img_8041

    Irrorare con il vino Sangiovese fino a coprire completamente le pere per circa 2 cm.

    img_8045img_8046

    Cuocere a fiamma dolce per circa 2 ore o fino a quando il vino avrà ridotto il suo volume e sarà caramellato.

    img_8047

    Servire con la riduzione di vino e zucchero.

    img_8056

    Spatzle di zucca allo speck e nocciole

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/burro/" rel="tag">burro</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/gnocchi/" rel="tag">Gnocchi</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/nocciole/" rel="tag">nocciole</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/spatzle/" rel="tag">Spatzle</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/speck/" rel="tag">speck</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/zucca/" rel="tag">zucca</a>Leave a comment
  • 27 Ottobre 2016
  • Per la ricetta di oggi, ho deciso di cimentarmi con gli spatzle, un piatto di origine austriaca. Una specie di piccoli gnocchetti, quasi gocce di impasto che cadono direttamente nell’acqua di cottura pochi minuti prima di servire il piatto. Mi hanno sempre incuriosita e si tratta di una preparazione molto versatile, in quanto si possono […]

    Per la ricetta di oggi, ho deciso di cimentarmi con gli spatzle, un piatto di origine austriaca. Una specie di piccoli gnocchetti, quasi gocce di impasto che cadono direttamente nell’acqua di cottura pochi minuti prima di servire il piatto. Mi hanno sempre incuriosita e si tratta di una preparazione molto versatile, in quanto si possono realizzare con qualsiasi ingrediente e condimento. Aggiungiamoci la velocità di preparazione, che non prevede  lavoro manuale sulla spianatoia e  il gioco è fatto. Perché allora il coraggio di cimentarmi nella loro preparazione oggi?

    Semplicemente per una spiacevole esperienza precedente. Il mio primo “contatto” con gli spatzle,nello specifico di spinaci, risale a quasi 14 anni fa, quando ne acquistai una confezione al supermercato, con la dicitura pronti in 3 minuti. Tornati a casa io e Ale, che oggi è mio marito eravamo molto curiosi di assaggiarli, così a bollore raggiunto dell’acqua, aggiungemmo una presa di sale e giù gli spatzle tutti uniti tra loro per il sottovuoto subito. Il risultato? Non ci volle molto a capire che qualcosa non stava funzionando, perché iniziarono a disgregarsi e non potemmo fare altro che vederli finire nello scarico, scolando l’acqua, poiché anche la maglia dello scolapasta non ha saputo trattenerli. Sconfortati per le attese disilluse, pensammo che non era un esperimento da ripetere, pero’ io sono testarda e 14 anni dopo eccomi qui con l’apposito strumento nuovo e fiammante e una ZUCCA che decisamente muore dalla voglia di trasformarsi in spatzle!  Credo che  fatte in casa le cose vengono meglio e probabilmente  il segreto è  trovare il giusto compromesso con la farina. Giudicate voi il risultato!  Quanto al sapone…….ottimo, basta amare la zucca!

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

    •  500 g di zucca cotta al forno
    • 100 ml di latte parzialmente scremato
    • 3 uova
    • Farina 0 circa 200 g
    • noce moscata grattugiata fresca
    • sale fino qb
    • 150 g speck a cubetti
    • 20 nocciole
    • 50 g di burro
    • pepe macinato fresco

    PROCEDIMENTO:

    Dopo aver lavato e tagliato a tranci la zucca,  cuocerla come di consueto in forno a 180° fino a che la polpa risulterà morbida bucandola con i rebbi di una forchetta e i bordi inizieranno a scurirsi.  Lasciare raffreddare la zucca, poi con l’aiuto di un cucchiaio separare la polpa dalle bucce fino ad ottenere 500 g di polpa .

    img_7710

    Lavorare bene la polpa di zucca per ottenere una crema soffice, poi aggiungere un pizzico di sale fino, noce moscata grattugiata fresca, le uova, il latte e a poco a poco la farina, mescolare bene con la frusta. Otterremo un composto omogeneo e “colloso”, che si stacca a fatica dalla frusta quando la solleviamo.

    img_7712

    A parte sciogliere il burro,  unire lo speck precedentemente tagliato a cubetti.  Regolare di sale e pepe poi lasciare insaporire qualche minuto, infine aggiungere le nocciole spezzettate grossolanamente per un risultato più rustico. Spegnare il fuoco e tenere in caldo.

    img_7713

    Quando l’acqua bolle, salarla e posizionare sulla pentola l’apposito strumento per spatzle. Iniziare a versare nell’anello uno o due mestoli per volta del composto ottenuto, poi farlo scorrere  avanti e indietro sulle proprie guide per permettere all’impasto di cadere sotto forma di briciole nell’acqua bollente.

    img_7714

    Dopo pochi secondi riaffioreranno in superficie.  Raccoglierli con il mestolo forato e versarli direttamente nella padella con il condimento.

    img_7724

    Procedere fino ad esaurimento del composto, dopo di che con delicatezza  amalgamare bene le spatzle con il condimento. Servire  caldo con una macinata di pepe fresco .

    img_7725

    CONSIGLIO: se non disponete dell’apposito strumento per spatzle, potete utilizzare lo schiacciapatate con l’inserto a fori larghi.

    La piadina romagnola

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/piadina/" rel="tag">Piadina</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/strutto/" rel="tag">strutto</a>Leave a comment
  • 2 Gennaio 2016
  • Oggi voglio condividere con voi la ricetta di un grande classico! Assolutamente intramontabile e sublime, riesce a soddisfare ogni palato. Infinite combinazioni per farcirla secondo il gusto personale, non possono che esaltare la regina incontrastata della Romagna…….la PIADINA. INGREDIENTI: 1 Kg di farina 00  100 g di strutto 200 ml di latte 1 cucchiaio di […]

    Oggi voglio condividere con voi la ricetta di un grande classico! Assolutamente intramontabile e sublime, riesce a soddisfare ogni palato. Infinite combinazioni per farcirla secondo il gusto personale, non possono che esaltare la regina incontrastata della Romagna…….la PIADINA.

    INGREDIENTI:

    • 1 Kg di farina 00
    •  100 g di strutto
    • 200 ml di latte
    • 1 cucchiaio di miele millefiori
    • 1 bustina di lievito in polvere per dolci
    • 1 pizzico di bicarbonato
    • 15 g di sale
    • (affettati/formaggi/salse/verdure per la farcitura)

    PROCEDIMENTO:

    Versare sulla spianatoia la farina e ricavare un foro al centro di questa. A parte sciogliere lo strutto nel latte tiepido e versarlo al centro della farina. Unire anche gli altri ingredienti e mescolare, partendo dal centro per inglobare gradualmente tutta la farina. Impastare a lungo. Il composto risulterà  abbastanza asciutto (non si attacca alle mani) e avrà raccolto tutta la farina, se necessario aggiungere poco latte per volta. Trasferire l’impasto ottenuto in un sacchetto da freezer e metterlo a riposare in frigorifero per tutto il giorno. Circa 1 ora prima di servire, tirare fuori dal frigorifero l’impasto, dividerlo in palline e reimpastarle prima di tirarle con il matterello, cercando di dargli la forma circolare. Lo spessore consigliato non deve superare il 1/2 cm, poiché in cottura tenderanno a lievitare un po’. Lasciare riposare le piadine stese sulla spianatoia per circa 30 minuti.

    image

    Mettere a scaldare su fiamma media una piastra in ghisa/pietra o semplicemente un tegame antiaderente. Cuocere le piadine 3-4 minuti per lato, girandole spesso.

    image

    Farcire a piacere e servire calde.

    image

    Per me prosciutto crudo e squaquerone con un buon bicchiere di vino Clinto!

    image

    CONSIGLIO: ricordatevi di impastarle la mattina per poi lavorarle e cuocerle alla sera. Con questo impasto mediamente si ricavano dalle 7 alle 9 piadine. Tenete conto che creano dipendenza, perciò tolte quelle che consumate subito, le altre cotte potere lasciarle raffreddare distese sulla spianatoia, per poi riporle in freezer. Potrete così gustarle tutte le volte che ne avete voglia, basterà scongelarle e scaldarle o addirittura scaldarle direttamente a fiamma dolce, sempre girandole spesso. Non resta che farcirle a piacere per riiniziare a gustarle.

     

    Gnocchetti di zucca, burro e salvia

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/burro/" rel="tag">burro</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/gnocchi/" rel="tag">Gnocchi</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/salvia/" rel="tag">salvia</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/zucca/" rel="tag">zucca</a>3 Comments
  • 24 Settembre 2015
  • Ormai alle porte dell’autunno, ovunque si posi lo sguardo, si vedono zucche. Grandi, piccole, allungate o schiacciate, rubano i colori all’autunno e approdano nelle nostre cucine, pronte per esaltare piatti salati e dolci o ancor di più per stupirci con l’accostamento di entrambi i sapori in un unico piatto. La caratteristica comune ad ogni varietà […]

    Ormai alle porte dell’autunno, ovunque si posi lo sguardo, si vedono zucche. Grandi, piccole, allungate o schiacciate, rubano i colori all’autunno e approdano nelle nostre cucine, pronte per esaltare piatti salati e dolci o ancor di più per stupirci con l’accostamento di entrambi i sapori in un unico piatto. La caratteristica comune ad ogni varietà e’ sempre la stessa. Sono buone! La ricetta che voglio postare oggi non è certo una novità, si tratta infatti dei gnocchetti di zucca con il più semplice e delicato dei condimenti, il classico burro e salvia.

    Questa e’ la mia ricetta, quella che ho scelto dopo diversi tentativi. I suoi pregi sono l’estrema facilità, ma soprattutto il numero esiguo di ingredienti che permette di esaltare a pieno l’ingrediente principale, ovvero la zucca stessa. Non ci sono uova, n’è formaggio nel l’impasto, si tratta proprio di una preparazione in purezza.

    INGREDIENTI:

    • 1 zucca delica ( da noi chiamata pallone)
    • farina 00 q.b. ( circa 300 g)
    • 1 cucchiaio di zucchero (facoltativo)
    • 1 presa di sale fino
    • noce moscata grattugiata fresca, circa 1/2 cucchiaino
    • 50 g di burro
    • 2-3 foglie di salvia fresca
    • 1/4 di dado classico
    • semi di papavero per guarnire

    PROCEDIMENTO:

    Lavare e tagliare a pezzi la zucca, senza privarla della buccia. Foderare la teglia del forno con apposita carta e infornare i tranci ottenuti a 180 gradi, possibilmente con funzione ventilata per circa 30 minuti. Saranno cotti quando bucandoli con una forchetta, risulteranno teneri e i margini dei tranci cominceranno a colorire un po’.

    image

    Lasciare raffreddare. Con l’aiuto di un cucchiaio separare la polpa dalle bucce raccogliendola in una terrina. Procedere  in questo modo fino ad esaurimento della zucca. Alla polpa ottenuta aggiungere noce moscata macinata fresca, circa 1/2 cucchiaino, una presa di sale e se la zucca di cui disponiamo non è molto dolce, possiamo aggiungere al composto un cucchiaio di zucchero.

    Mescolare per amalgamare bene e creare una purea di zucca. Iniziare ad incorporare la farina gradatamente, 100 grammi per cominciare. La restante farina verrà incorporata mescolando a mano sulla spianatoia.

    image

    Se necessario aggiungerne ancora, sempre in piccole dosi di 3-4 cucchiai. L’impasto e’ pronto quando non si attacca più alle mani, pur rimanendo molto morbido.

    image

    Iniziare a formare gli gnocchi, prelevando piccole quantità di composto da arrotolare sulla spianatoia fino a formare dei filoncini. Tagliarli a piccoli segmenti e arrotolarli tra le mani infarinate, per evitare che si riattacchino l’uno con l’altro.

    image

    Intanto mettere a bollire una pentola di acqua e preparare il condimento.

    In una tazza mettere il burro, le foglie di salvia spezzettate, già lavate e asciugate, il quarto di dado è scaldare 1 minuto in microonde a 400 watt, senza far brunire il burro, per non modificarne il gusto. Estrarre la tazza e mescolare per far sciogliere bene anche il dado.

    Quando L’acqua bolle, salare e iniziare a gettarvi gli gnocchi una manciata per volta ( circa 10-15 pezzetti), mescolare e attendere un minuto. Quando saliranno a galla, sono cotti, prelevarli con il mestolo forato scolandoli bene e versarli nella terrina con il condimento preparato. Procedere con la cottura frazionata degli gnocchi, fino al raggiungimento della quantità desiderata. Amalgamare bene con il burro aromatizzato. Impiattare e guarnire con una leggera spolverata di semi di papavero. Servire caldo.

    image

    CONSIGLIO: la purezza di questa ricetta è data proprio dalla povertà degli ingredienti. La zucca e’ protagonista dall’inizio alla fine della preparazione e sorprende all’assaggio poiché il suo sapore non viene contrastato o coperto da nessun altro ingrediente. Purtroppo non è possibile definire una dose specifica di farina, poiché la quantità che si utilizza e’ direttamente proporzionale al grado di umidità della zucca stessa. Non vi sono infatti uova in questo composto, che accrescerebbero la quota umida dell’impasto, richiamando necessariamente molta più farina, il cui sapore, a mio parere dopo una certa dose risulta troppo invadente.

    Questi gnocchi possono anche essere conservati in freezer, pronti per l’uso, ogni volta che ne abbiamo voglia. Basterà foderare un vassoio o una pirofila con carta da forno e una spolverata di farina. Adagiarvi gli gnocchi, cercando di mantenerli un po’ staccati gli uni dagli altri,e mettere in freezer per circa due ore. Trascorso questo tempo, prelevarli dal freezer e mettere negli appositi sacchetti da conservazione, magari già porzionati per il numero di commensali. In questo modo non si attaccheranno più e si conserveranno benissimo  anche per qualche mese. Al momento dell’uso basterà gettarli gradatamente nell’acqua che bolle e condirli a piacere.

     

    “Pincia” all’uva Clinto

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/autunno/" rel="tag">autunno</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/ciambella/" rel="tag">Ciambella</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/clinto/" rel="tag">clinto</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/di-stagione/" rel="tag">di stagione</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/forno/" rel="tag">forno</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/tradizione/" rel="tag">tradizione</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/uva/" rel="tag">uva</a>3 Comments
  • 21 Agosto 2015
  • Oggi ho il piacere di condividere con voi la ricetta di questa meravigliosa ciambella all’uva. Certo bisogna fare alcune precisazioni poiché per poterla gustare in tutta la sua bontà, bisogna disporre di buona uva della varietà ” clinto” di cui spesso dispongono privati e contadini. Per chi non la conoscesse, e’ un tipo di uva […]

    Oggi ho il piacere di condividere con voi la ricetta di questa meravigliosa ciambella all’uva. Certo bisogna fare alcune precisazioni poiché per poterla gustare in tutta la sua bontà, bisogna disporre di buona uva della varietà ” clinto” di cui spesso dispongono privati e contadini. Per chi non la conoscesse, e’ un tipo di uva molto rustica, caratterizzata da piccoli grappoli compatti e piccolissimi chicchi di un colore violaceo intenso, ma soprattutto uno straordinario gusto aromatico ed inimitabile. All’assaggio, ci si innamora subito di questo impasto soffice e delicatamente dolce che ha la capacità di avvolgere ed ingentilire questa straordinaria uva di carattere! Ho la fortuna di gustare questa ricetta da diversi anni,la “Pincia al Clinto” è una ricetta della famiglia di mio marito. La preparava la nonna Maria, la prepara oggi mia suocera Catia e ho avuto l’onore di conoscerla anch’io oggi. La condivido con voi, certa che sarà amore al primo assaggio.

    INGREDIENTI:

    – 350 g di farina 00 per l’impasto + 50 g per la preparazione
    – 5 cucchiai di zucchero
    – 1 bustina di lievito per dolci
    – 1/2 bicchiere di olio di semi
    – 1 pizzico di sale
    – circa 350-400 g di UVA CLINTO
    – latte quanto basta per rendere l’impasto morbido.

    PROCEDIMENTO:

    Lavare i grappoli d’uva sotto l’acqua corrente. Staccare tutti i chicchi sani e maturi dal grappolo e riporli in uno scolapasta per disperdere l’acqua in eccesso.
    Per l’impasto, mescolare in una ciotola la farina e il lievito setacciati con lo zucchero. Aggiungere la dose di olio di semi e incorporare poco per volta il latte, fino ad ottenere un composto morbido e fluido.
    A questo punto aggiungere i chicchi di uva Clinto passati prima nella farina e mescolare delicatamente per evitare di romperli.
    Foderare la teglia del forno con apposita carta e versarvi il composto. Con il cucchiaio distribuirlo su tutta la superficie, fino a formare uno strato omogeneo.
    Infornare a 180 gradi per circa 20 minuti, con funzione ventilata. (In caso di forno statico calcolare circa 10 minuti in più per la cottura ed effettuare in ogni caso la prova dello stecchino).

    PRECISAZIONI: L’unico inconveniente se proprio si vuole trovare un difetto a questo dolce e’ che i chicchi di uva non vengono privati dei piccoli semi, poiché la ricetta non avrebbe la stessa riuscita, per cui li ritroveremo all’assaggio, ma vi garantisco che è un dettaglio del tutto trascurabile.

    CONSIGLIO: Se desiderate gustare questo dolce ogni volta che ne avete voglia, basterà fare una buona scorta di uva Clinto quando arriva la stagione e conservarla in freezer. I chicchi già staccati dal grappolo, lavati ed asciugati delicatamente si conservano molto bene sotto gelo e sono pronti all’uso per questa o altre ricette.

    Pesto alla trapanese

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/basilico/" rel="tag">basilico</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/grana/" rel="tag">grana</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/mandorle/" rel="tag">mandorle</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/peperoncino/" rel="tag">peperoncino</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pesto/" rel="tag">Pesto</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pomodoro/" rel="tag">pomodoro</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/primi/" rel="tag">primi</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/pripi/" rel="tag">pripi</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/ricotta/" rel="tag">ricotta</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/sugo/" rel="tag">sugo</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/tradizione/" rel="tag">tradizione</a>Leave a comment
  • 17 Agosto 2015
  • Non so voi ma io sono letteralmente pazza per i pomodori e qualsiasi ricetta annoveri tra i suoi ingredienti questo straordinario ortaggio, prima o poi devo assolutamente provarla. Ogni anno, a primavera, quando acquisto le piante per allestire il mio piccolo orto, sono felice come una bambina alla fiera e mio marito sa bene quanto […]

    Non so voi ma io sono letteralmente pazza per i pomodori e qualsiasi ricetta annoveri tra i suoi ingredienti questo straordinario ortaggio, prima o poi devo assolutamente provarla. Ogni anno, a primavera, quando acquisto le piante per allestire il mio piccolo orto, sono felice come una bambina alla fiera e mio marito sa bene quanto tempo posso trascorrere nel settore dei pomodori. Cerco sempre di provare qualche novità, oltre ai classici che adoro e che sono maggiormente versatili per le preparazioni in cucina. Risultato … Lo spazio che dedico ai pomodori, nel mio orto cresce sempre di più. La soddisfazione e’ a 1000 quando le piante sono cariche e inizia la raccolta quotidiana. Inutile dire quanto la fantasia e la golosità accendano i fuochi della mia cucina, per cui ecco la prima di tante ricette che posterò per celebrare il pomodoro!

    Questo pesto deriva dalla ricetta originale trapanese, tuttavia dopo vari tentativi e assaggi ho creato la mia versione. Spero vi piaccia.

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

    – 250 g di pomodori rossi maturi (io ho usato dei perini piccoli e dolci)

    – 80 g di ricotta salata

    – 60 g di grana stagionato 30 mesi

    – 50 g di mandorle pelate

    – 10-15 foglie di basilico fresco

    – 1/2 spicchio di aglio ( senza anima)

    – 1  piccolo peperoncino rosso ( il mio non era molto piccante)

    – olio extra vergine di oliva di buona qualità

     

    PROCEDIMENTO:

    Lavare e asciugare i pomodori che avete scelto. Tagliarli a metà e privarli della polpa interna con i semi. Tagliare a cubetti e riporre in un contenitore a pareti abbastanza alte.

    A parte versare nel bicchiere del mixer il grana e la ricotta salata tagliati grossolanamente, con le mandorle, il peperoncino piccante, il basilico , già lavato ed asciugato ed infine l’aglio privato del cuore. Tritare a scatti con il mixer per non surriscaldate le lame e alterare gli ingredienti. Avendo già spezzato tutti i componenti, basteranno pochi giri. A questo punto unire il composto ottenuto ai pomodori, precedentemente preparati, mescolare con il cucchiaio e unire un po’ di olio evo, il tanto che basta per dare fluidità e morbidezza al nostro pesto. Completare con il frullatore ad immersione, procedendo sempre a piccoli scatti  per non ossidare gli ingredienti.

    CONSIGLIO: per una consistenza più rustica, non frullare eccessivamente il composto, in questo modo durante l’assaggio si potranno ancora apprezzare le note croccanti delle mandorle e il delicato equilibrio tra dolce, salato e piccante.

    Nella ricetta non comprare volutamente l’aggiunta di sale, poiché i formaggi conferiscono già un buon sapore, ma è un gusto soggettivo.

    Non resta che scegliere il formato di pasta preferito e condirla con questo pesto fresco. Buon appetito.

    image