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Crema di caffè

  • sabrina
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  • 7 Giugno 2018
  • Ancora una volta alle prese con il mio caffè avanzato, che proprio non voglio sprecare, ma soprattutto una nuova occasione per inventarsi qualcosa di sfizioso.

    Ancora una volta alle prese con il mio caffè avanzato, che proprio non voglio sprecare, ma soprattutto una nuova occasione per inventarsi qualcosa di sfizioso. Continue reading “Crema di caffè”

    Tortine di robiola e foglie di carota su chips di carota al sesamo

  • sabrina
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  • 19 Giugno 2017
  • Sarà la crisi economica, sarà la moda culinaria o forse la voglia di spingersi verso nuovi orizzonti e barricate da scavalcare, quel che è certo è la regola che in cucina non si butta via niente. Della mia curiosità culinaria vi ho già parlato, assaggiare qualcosa di nuovo, dai fiori sempre visti per le decorazioni […]

    Sarà la crisi economica, sarà la moda culinaria o forse la voglia di spingersi verso nuovi orizzonti e barricate da scavalcare, quel che è certo è la regola che in cucina non si butta via niente. Della mia curiosità culinaria vi ho già parlato, assaggiare qualcosa di nuovo, dai fiori sempre visti per le decorazioni alle foglie sempre gettate come prodotto di scarto, decisamente l’idea di stuzzicare il palato con nuovi profumi mi elettrizza e forse dientro tutto questo c’è qualcosa di più…..

    Mi piace pensare che in qualche modo è il nostro istinto di sopravvivenza ad emergere, qualcosa di ancestrale che ci insegna tutte quelle doti del vivere con ciò che offre la natura, rispettandola in tutte le sue forme, quasi a dirle che siamo molto grati per ciò che ci offre e non intendiamo certo sprecarlo o addirittura abusarne.

    Così tra pensieri romantici e spiegazioni più razionali mi accingo ad utilizzare questi morbidi e profumati mazzetti di foglie che concentrano in se molti profumi. Nasce così una ricetta leggera e gustosa che elogia la carota in diverse forme e cotture.

     

    INGREDIENTI:

    •  6 carote fresche con l’intero mazzo di foglie
    • 100 g di formaggio robiola
    • 40 g di parmigiano grattugiato a media stagionatura
    • 30 g di pangrattato
    • 2 uova
    • noce moscata grattugiata fresca q.b.
    • sale fino
    • pepe macinato fresco
    • 1 noce di burro + 2 cucchiai di pangrattato per imburrare gli stampini
    • olio extravergine di oliva
    • 2 cucchiai di semi di sesamo bianco
    • 2 cucchiai di semi di sesamo nero

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene e scolare le foglie delle carote.

    Tagliarle finemente a coltello.

     

    Versare il trito ottenuto in una ciotola con il parmigiano grattugiato, il pangrattato, le uova, e una buona grattugiata di noce moscata. Amalgamare bene.

    Aggiungere il formaggio robiola ed amalgamare ancora fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo.

    Regolare di sale e pepe.

    Imburrare gli stampini e cospargerli del pangrattato tenuto da parte. Versare 2-3 cucchiai di composto in ogni stampino, senza superare il margine , poiché in cottura tenderanno a gonfiarsi leggermente.

    Infornare a 180 gradi per circa 15-20 minut. Sfornare e lasciare intiepidire.

    Intantolavare e pelare le carote. Tagliarle in petali sottili utilizzando il pelapatate. Saltare le fettine ottenute in padella antiaderente a fiamma viva con un filo di olio extravergine di oliva, sale, pepe, il sesamo nero e il sesamo bianco per 3-4 minuti o fino a quando iniziano a dorarsi, pur mantenendo la croccantezza.

     

    Impiattare con un letto di chips di carota al sesamo e i tortini di foglie al forno.

     

    Canederli di rucola su crema al tonno piccante e sesamo

  • sabrina
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  • 20 Maggio 2017
  • Sole e pioggia sono gli ingredienti ottimali per la mia amata rucola selvatica, che puntuale come ogni anno torna e cresce dove più le aggrada nel mio piccolo orto. Sferzata dal vento di questa strana primavera, vive fiera e spavalda, costringendomi a compiere quasi una danza  mentre avanzo tra le varie colture e come se […]

    Sole e pioggia sono gli ingredienti ottimali per la mia amata rucola selvatica, che puntuale come ogni anno torna e cresce dove più le aggrada nel mio piccolo orto. Sferzata dal vento di questa strana primavera, vive fiera e spavalda, costringendomi a compiere quasi una danza  mentre avanzo tra le varie colture e come se ancora non la amassi abbastanza, mi regala anche tanti piccoli fiori di un giallo intenso e ottimo sapore, appagando la mia inarrestabile curiosità di fiori edibili. Dopo tante ricette classiche, oggi raccolgo un bel mazzetto di rucola e ne faccio dei piccoli Canederli, per realizzare quella ricettina che già da un po’  di tempo, occupa la mia mente e per completarla, un tradizionale brodo, per quanto buono avrebbe potuto bisticciare un po’ con il sapore deciso, quasi pungente della rucola,  così scelgo di servirli con una crema tiepida di tonno, semi di sesamo e una punta di peperoncino, per un mix di sapori sorprendenti.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    •  260 g di pane raffermo
    • 150 g di rucola fresca
    • 2 uova
    • 100 g di parmigiano a media stagionatura
    • 60 g di pangrattato
    • 20 ml di latte parzialmente scremato
    • pepe macinato fresco
    • sale
    • 2 litri di brodo vegetale
    • 1 peperoncino piccolo
    • 200 g di tonno all’olio extravergine d’oliva (già sgocciolato)
    • fiori di rucola
    • semi di sesamo bianco
    • semi di sesamo nero

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene la rucola, poi metterla a scolare per eliminare l’umidità in eccesso.

    Intanto tagliare il pane raffermo a cubetti, versarli in una ciotola ed unire a questi la rucola tritata a coltello o se preferite con il mixer, procedendo ad impulsi per non surriscaldare le lame e alterare la qualità del prodotto. Aggiungere anche le uova intere, il latte, il pangrattato e il parmigiano grattugiato. Salare,  pepare ed amalgamare bene il tutto.

    Otterrete un composto compatto e ben maneggiabile. Con le mani prelevare piccole quantità di impasto e ruotarlo sul palmo per ricavarne delle palline che abbiano un diametro di circa 3 cm, poi passarle in un piattino in cui avremo versato poco pangrattato per impanarle  ed evitare così che si attacchino tra loro.

    Portare a bollore il brodo vegetale e cuocervi i Canederli ottenuti per 6-7 minuti o fino a quando tenderanno a salire in superficie.

    Possiamo preparare ora la crema al tonno che fungerà da base e condimento dei nostri canederli. In un contenitore a pareti alte versare 2 mestoli di brodo caldo (quello della cottura dei camerali andrà benissimo), aggiungere 1 peperoncino piccolo se lo gradite, un pizzico di sale fino e il tonno già privato dell’olio di conservazione. Frullare il tutto con il frullatore ad immersione, fino ad ottenere una crema della consistenza desiderata.

    Impiattare, versando un poco di crema di tonno in ogni piatto, adagiarvi i canederli caldi ben scolati, guarnire con i semi di sesamo bianco e nero  e se li avete qualche fiore di rucola. Servire caldo.

    CONSIGLIO: i candelieri che non cuocete, potete congelarli, mettendoli in freezer direttamente con il vassoio rivestito di carta da forno. Solo quando saranno già congelati, potrete trasferirli dal vassoio ai normali sacchetti da freezer. Al momento di consumarli, basterà  versarli direttamente nel brodo bollente e cuocerli come di consueto.

     

    Ragù di gambuccio al Cognac

  • sabrina
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  • 2 Novembre 2016
  • Non so voi, ma io facendo la spesa, spesso mi imbatto in quel piccolo cesto al banco dei prodotti freschi, in cui vengono venduti i ritagli di lavorazione dei salumi. Decisamente un cesto curioso, vario e soprattutto economico, che di questi tempi proprio non guasta. A volte li acquisto per inventare qualche nuova ricetta e […]

    Non so voi, ma io facendo la spesa, spesso mi imbatto in quel piccolo cesto al banco dei prodotti freschi, in cui vengono venduti i ritagli di lavorazione dei salumi. Decisamente un cesto curioso, vario e soprattutto economico, che di questi tempi proprio non guasta. A volte li acquisto per inventare qualche nuova ricetta e il risultato non mi delude mai, come nel caso di queste parti di gambuccio, ovvero la parte finale del prosciutto crudo, che non viene più affettata eppure conserva un sapore molto più intenso e deciso. Così di fronte a questa polpa magra e profumata, ecco nascere un buon ragù, un po’ diverso, grazie all’apporto del Cognac che ingentilisce il sapore marcato del gambuccio, per un riuscito contrasto di dolce e salato, mentre la cremosita’ del sugo di pomodoro avvolge le penne ruvide.

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

    • 2  parti di gambuccio (ritagli di lavorazione, parte finale del prosciutto crudo)
    • 1 bicchierino di Cognac
    • 1/2 lt di passata di pomodoro ( per me quella casalinga, + delicata)
    • olio extravergine di oliva
    • 1 spicchio di aglio
    • sale fino
    • pepe macinato fresco
    • 350 g di penne

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    PROCEDIMENTO:

    Con un coltello ben affilato tagliare le parti di gambuccio a cubetti non troppo grandi. In un tegame scaldare un filo di olio extravergine di oliva con lo spicchio di aglio. Prima che inizi a soffriggere togliere l’aglio e versare i cubetti di gambuccio da saltare 1-2 minuti in padella a fiamma viva, girandoli spesso. Unire una bella macinata di pepe fresco.

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    Dopo averli rosolati, sfumare con il bicchierino di cognac e facendo attenzione far fiammeggiare, per eliminare l’alcol e conservare solo il sapore del liquore.

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    A fiamma spenta versare la passata di pomodoro, amalgamare bene e lasciare sobbollire a fiamma dolce per circa 15  minuti o fino a quando il sugo si sarà ristretto un po’. Se necessario regolare di sale.
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    Cuocere le penne in abbondante acqua non troppo salata, poiché già il gambuccio è saporito, per i minuti consigliati dal produttore. Scolare bene e ccondire  con il ragù di gambuccio. Servire caldo.

    CONSIGLIO: far fiammeggiare il liquore, incute sempre un po’ di timore e a volte inclinando il tegame verso la fiamma per mettere in contatto l’alcol con la fiamma, si finisce per versarne un po’ producendo una fiamma maggiore e sporcando il fornello. Io ho risolto in questo modo: evito di impugnare e spostare il tegame, bensì accendo la punta di uno stuzzicadenti di legno nel fuoco e con cautela avvicino la piccola fiammella al contenuto del tegame. In questo modo non è più il sugo ad andare verso il fuoco, ma una piccola fiammella ad andare al tegame che rimane ben stabile sul fornello. Quando la quota alcolica si accende, posso retrarmi velocemente senza rovesciare nulla e senza stare troppo vicino durante il loro contatto. Non sarà un metodo molto professionale, ma in ambiente domestico, bisogna lavorare in sicurezza e il risultato finale non cambia.

    Spezzatino di bufala e recupero del bollito

  • sabrina
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  • 17 Ottobre 2016
  • E con la carne di bufala utilizzata per fare il mio brodo viola, cosa mi invento? Dopo il brodo che sembra preparato da Alice nel paese delle meraviglie, in collaborazione con il cappellaio matto, per riutilizzare la carne, ritorno su terreni più concreti, anzi solidi e decido di ispirarmi all’amato Trentino. Per non sprecare nulla, […]

    E con la carne di bufala utilizzata per fare il mio brodo viola, cosa mi invento? Dopo il brodo che sembra preparato da Alice nel paese delle meraviglie, in collaborazione con il cappellaio matto, per riutilizzare la carne, ritorno su terreni più concreti, anzi solidi e decido di ispirarmi all’amato Trentino. Per non sprecare nulla, decido di destinarla alla cena e subito mio marito storce un po’ il naso, perché il bollito non è certo il suo piatto preferito, ancor meno se la carne risulta più dura e stopacciosa, poiché ha ceduto tutti i suoi succhi al brodo! Occorre un po’ di astuzia per riciclare la carne senza rinunciare ai suoi sapori e profumi. Ed ecco un buon spezzatino. Cotto adagio con spezie fresche e  funghi porcini essiccati  per dare aroma e morbidezza a questo trancio di bufala che ora profuma di alloro, ginepro e  funghi! ma sopratutto si scioglie in bocca. A completare questo piatto ricco, ci pensano loro,le  buone fette di pane casereccio per una scarpetta ad opera d’arte!

    INGREDIENTI:

    •  carne di bufala utilizzarta per fare il brodo (anche la carne di manzo se preferite)
    • 1 manciata abbondante di funghi porcini essiccati
    • 2 foglie di alloro fresco
    • 4 bacche di ginepro
    • pepe macinato fresco
    • 300 ml di passata di pomodoro (io ho usato quella casalinga)
    • 1/2 scalogno
    • una noce di burro
    • sale fino

    PROCEDIMENTO:

    Almeno 1 ora prima di preparare lo spezzatino, mettere in ammollo in acqua tiepida i funghi essiccati.

    Tagliare tutta la carne da brodo a pezzetti piccoli e tenerla da parte.

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    Far appassire lo scalogno tritato finemente con il burro.

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    Prima che inizi a colorire aggiungere i funghi già ammorbiditi.

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    Dopo circa 1 minuto unire la carne preparata e rosolare brevemente anche questa. Aggiungere le bacche di ginepro schiacciate, le foglie di alloro e regolare di sale e pepe. Lasciare insaporire  ancora 1 minuto mescolando spesso, poi irrorare con 1/2 tazza di liquido d’ammollo dei funghi, dopo averlo filtrato. Lasciare restringere per qualche minuto ed infine versare la passata di pomodoro. Amalgamare bene e proseguire la cottura per circa 1 ora o fino a quando il sughetto inizierà a restringersi.

    Rose di polenta dolce

  • sabrina
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  • 22 Settembre 2016
  • Ed ecco una bella ricettina del riciclo. Dalla polenta avanzata a cena, modificando un po’ una vecchia ricetta di famiglia, ho creato queste rose di polenta dolce che profumano di vaniglia. Gustate tiepide, quando il forno non si è ancora raffreddato completamente e le mie rosette sono sufficientemente raffreddate, quel tanto che basta per estrarle […]

    Ed ecco una bella ricettina del riciclo. Dalla polenta avanzata a cena, modificando un po’ una vecchia ricetta di famiglia, ho creato queste rose di polenta dolce che profumano di vaniglia. Gustate tiepide, quando il forno non si è ancora raffreddato completamente e le mie rosette sono sufficientemente raffreddate, quel tanto che basta per estrarle dallo stampo sagomato e non vederle più emettere il loro caldo vapore. Guarnite con una leggera spolverata di zucchero al velo vanigliato, sono una vera delizia.

    INGREDIENTI:

    • 550 g di polenta avanzata
    • 180 g di zucchero di canna
    • 50 g di frumina
    • 1 bustina di vanillina PANEANGELI
    • 1/2 bustina di lievito in polvere vanigliato PANEANGELI
    • 2 uova
    • zucchero al velo vanigliato PANEANGELI

    PROCEDIMENTO:

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    Lavorare la polenta avanzata con una forchetta per ridurla in briciole grossolane.

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    Aggiungere lo zucchero, la frumina, la vanillina, il lievito e le uova. Amalgamare bene. Risulterà un composto  abbastanza soffice, quasi cremoso.

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    Versare l’impasto nello stampo, io ne ho usato uno sagomato di silicone, ma andranno bene anche stampi da muffin o una singola tortiera, preventivamente imburrata e infarinata.

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    Infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20-25 minuti con funzione ventilata o 35-40 minuti in forno statico. Servire con una spolverata di zucchero al velo.

    Cappellacci integrali di patate arrosto e caciotta di bufala al burro fuso e pinoli

  • sabrina
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  • 30 Agosto 2016
  • Ancora una volta da un semplice ingrediente di riciclo, come lo sono in questo caso poche patate al forno, nasce l’ispirazione per un piatto nuovo. È lo stimolo giusto per liberare la fantasia ed aprirsi a nuovi orizzonti. Le patate al forno, opportunamente profumate di rosmarino, lasciano la loro veste abituale di infallibile contorno, come […]

    Ancora una volta da un semplice ingrediente di riciclo, come lo sono in questo caso poche patate al forno, nasce l’ispirazione per un piatto nuovo. È lo stimolo giusto per liberare la fantasia ed aprirsi a nuovi orizzonti. Le patate al forno, opportunamente profumate di rosmarino, lasciano la loro veste abituale di infallibile contorno, come una copertina di Linus, per trasformarsi nella farcia di rustici ravioli, dalla sfoglia integrale, fatta con una farina artigianale, macinata a pietra in un meraviglioso molino ad acqua. Lo sposalizio delle patate con una  saporita caciotta da pasto fatta con latte di bufala, completa un gran piatto dal sapore deciso, al quale solo un condimento leggero può dare un valore aggiunto.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    PER IL RIPIENO:

    • 1 piatto di patate arrosto con rosmarino (l’equivalente di 2 patate grandi)
    • 150 g di caciotta di bufala (in alternativa un pecorino saporito)
    • 1 tuorlo

    PER LA SFOGLIA INTEGRALE:

    • 4 uova
    • 200 g di farina integrale ( io ho usato quella macinata a pietra)
    • 200 g di farina 0 + un po’ per la spianatoia
    • 1 pizzico di sale fino
    •   1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

    PER IL CONDIMENTO:

    • 100 g di burro
    • 80 g di pinoli
    • 1 rametto di rosmarino fresco

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    PROCEDIMENTO:

    Per prima cosa prepariamo la pasta fresca integrale. In una terrina, amalgamare bene le uova con 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, un pizzico di sale e le farine. Impastare a mano fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico. Se necessario aggiungere farina per la lavorazione. Coprire con pellicola per alimenti e lasciare riposare circa 30 minuti.

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    Intanto preparare il ripieno. Trittare la caciotta di bufala, con le patate al forno rimaste e il loro rosmarino. Aggiungere il tuorlo d’uovo ed amalgamare bene il composto. Otterremo un composto compatto, facile da lavorare.

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    Stendere la sfoglia dello spessore preferito, tagliarla a quadrati abbastanza grandi e con l’aiuto di un cucchiaino iniziare a farcirli con il ripieno ottenuto.

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    Chiudere a cappelletto, formando prima un triangolo ben chiuso, per poi unire posteriormente i lembi  della pasta

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    Cuocere i cappellacci in abbondante acqua non salata ( poiché il ripieno e’ già molto saporito.), scolarli e saltarli appena nel burro fuso con i pinoli che avremo fatto tostare brevemente.
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    Servire caldi con rosmarino fresco tritato.

    Risotto al parmigiano stagionato e melanzane alla brace

  • sabrina
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  • 2 Luglio 2016
  • Una bella grigliata a cena, vino rosso corposo è tutto quel che resta sono 8 fettine di melanzane alla brace. Tenere, piccanti, arricchite da quel sottile aroma affumicato. Senza pensarci le ho riposte in frigorifero in un bel contenitore ermetico per l’indomani, poi la notte porta consiglio. Al risveglio nella mia mente si è materializzato […]

    Una bella grigliata a cena, vino rosso corposo è tutto quel che resta sono 8 fettine di melanzane alla brace. Tenere, piccanti, arricchite da quel sottile aroma affumicato. Senza pensarci le ho riposte in frigorifero in un bel contenitore ermetico per l’indomani, poi la notte porta consiglio. Al risveglio nella mia mente si è materializzato questo risotto semplice e cremoso che celebra in tutta la sua maestosità il sapore di un buon parmigiano stagionato e si avvale del profumo di brace delle mie melanzane reduci di barbecue.

    Resta solo da capire perché cucino anche mentre dormo! La cucina mi rapisce, mi possiede e poi lo affermava già Cenerentola…” I sogni son desideri…….”! E allora che sogni siano, ancora più graditi se poi basta così poco per avverarli e ritagliarsi teneri momenti di serenità e gioia.

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

    • 6 tazzine da caffè di riso per risotti
    • Circa 20 fettine di melanzane cotte alla brace
    • 150 g di Parmigiano stagionato 30 mesi
    • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
    • 1 scalogno piccolo
    • 40 g di burro
    • 1,5-2 litri di brodo vegetale
    • noce moscata macinata fresca
    • sale
    • Pepe

    PROCEDIMENTO:

    In un tegame a pareti alte, far appassire lo scalogno tagliato finemente con la metà del burro.

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    Prima che inizi a colorire aggiungere il riso e farlo tostare a fiamma viva per 1-2 minuti, mescolandolo spesso. Quando i chicchi inizieranno ad apparire lucidi, irrorare con il vino bianco secco e  lasciare evaporare a fiamma viva.

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    Quando il vino sarà stato assorbito, proseguire la cottura del riso aggiungendo mestoli di brodo che nel frattempo manterremo caldo e una macinata di pepe fresco. Nel frattempo tagliare a listarelle le fettine di melanzana alla brace, se lo  gradite conservate 1 o 2 fettine intere per guarnire ciascun piatto.

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    Quando il riso avrà raggiunto la giusta consistenza, spegnere il fuoco ed aggiungere le melanzane, il parmigiano grattugiato, la restante metà di burro e una generosa macinata di noce moscata per mantecarlo, amalgamare bene. Se necessario aggiustare di sale. Impiattare e servire caldo.

    Zabaione al Rum e lingue di gatto

  • sabrina
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  • 18 Maggio 2016
  • Negli ultimi giorni lo scenario sembra sempre lo stesso. Un timido sole diurno, cede il posto a forti venti e nubi nere che avanzano veloci facendo presagire il peggio. Anche tuoni e fulmini partecipano alla commedia, la temperatura si abbassa e per quanto incuta timore non si può non rimanere stupiti di fronte al grande […]

    Negli ultimi giorni lo scenario sembra sempre lo stesso. Un timido sole diurno, cede il posto a forti venti e nubi nere che avanzano veloci facendo presagire il peggio. Anche tuoni e fulmini partecipano alla commedia, la temperatura si abbassa e per quanto incuta timore non si può non rimanere stupiti di fronte al grande spettacolo della natura. Lampi di luce, fulmini ben delineati e giochi di ombre, mentre le gocce si infrangono sui vetri come onde sugli scogli. Poi il fragore del tuono e ci si stringe tra le spalle, felici di essere in casa tutti insieme e ben protetti. Ad allietare questo temporale che recita il suo copione senza intoppi, spuntano due coppette di caldo zabaione, aromatizzato al rum, così soffice e arioso da scoppiettare sulla lingua, gentilmente accompagnato dal più classico è semplice dei biscotti, le lingue di gatto. Giusto il tempo di separare tuorli e albumi delle uova per dar vita in pochi minuti a queste semplici ricette. Lo spettacolo della natura volge al termine, come le lingue di gatto che una dopo l’altra si sono tuffate nella coppetta di zabaione.

    INGREDIENTI per 6 PERSONE.

    PER LO ZABAIONE:

    • 8 tuorli
    • 160 g di zucchero
    • 80 ml di latte parzialmente scremato
    • 20 ml di liquore Rum

    PER LE LINGUE DI GATTO:

    • 100 g di albumi d’uovo
    • 100 g di farina 00
    • 100 g di zucchero a velo vanigliato PANEANGELI
    • 100 g di burro

    PROCEDIMENTO:

    Iniziamo dalla preparazione delle lingue di gatto. In una ciotola mescolare con lo sbattitore elettrico gli albumi d’uovo con la farina, lo zucchero a velo e il burro fatto precedentemente ammorbidire a temperatura ambiente. Amalgamare bene fino ad ottenere una crema omogenea e soffice.

    Foderare la teglia del forno con apposita carta e distribuire su questa un cucchiaio per volta del composto ottenuto, spalmandolo appena. Infornare a 180 gradi con funzione ventilata per 10 -12 minuti o fino a quando i bordi dei biscotti inizieranno a colorire. Procedere in questo modo fino ad esaurimento del composto.

    Mentre i biscotti cuociono, passiamo alla preparazione dello zabaione.

    Scegliere un contenitore d’acciaio o di vetro che potremo sormontare sulla pentola per cuocere lo zabaione a bagnomaria. Versarvi i tuorli delle uova, unire lo zucchero ed iniziare a mescolare con uno sbattitore elettrico o se preferite con la frusta, fino ad ottenere una crema  chiara e soffice. Unire il Rum, senza smettere di mescolare e per ultimo il latte, gradatamente. Quando anche tutta la quota liquida e’ stata assorbita e la crema risulta omogenea, spostare il contenitore sulla pentola e cuocere a bagnomaria, mantenendo la fiamma bassa, per evitare che l’acqua inizi a bollire.  Continuare a mescolare con lo sbattitore elettrico anche durante la cottura. Dopo circa 10 minuti, lo zabaione si sarà addensato, pur mantenendosi soffice e arioso. Togliere dal fuoco e servire caldo con le lingue di gatto appena sfornate.

    CONSIGLIO: se preferite potete gustare lo zabaione anche freddo, ma ricordatevi di mescolarlo bene prima di servirlo, in quanto il rum tenderà a separarsi dalla crema e depositarsi sul fondo del contenitore.

    Polpettine alla santoreggia con confettura di mirtilli

  • sabrina
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  • 31 Marzo 2016
  • Cosa c’è di più gustoso ed economico delle polpette? Piccole sfere di succulenta bontà, saporite, delicate, piccanti o speziata si compongono di ogni ingrediente e diciamocelo  pure, se sfruttiamo avanzi di un precedente pasto, sono ancora più buone e soddisfacenti. Portare in tavola un piatto che soddisfa l’appetito e quella voglia di sfizioso e’ facile […]

    Cosa c’è di più gustoso ed economico delle polpette? Piccole sfere di succulenta bontà, saporite, delicate, piccanti o speziata si compongono di ogni ingrediente e diciamocelo  pure, se sfruttiamo avanzi di un precedente pasto, sono ancora più buone e soddisfacenti. Portare in tavola un piatto che soddisfa l’appetito e quella voglia di sfizioso e’ facile con delle buone polpette casalinghe e il piacer di aver riciclato qualcosa che non volevamo sprecare, come base di un nuovo piatto reinterpretato, accresce la nostra soddisfazione.

    Poi rimane la questione del dolce in sospeso! Chi l’ha detto che una polpettine saporita non può avvicinarsi ad una delicata confettura e strizzarle l’occhio?  Il metodo Ikea insegna. Quanti di noi facendo un giro al centro commerciale hanno notato quello strano accostamento? Io si e da brava golosa ho anche ceduto alla tentazione di assaggiarle. Rimangono solo 2 strade da percorrere, se avete stabilito che vi piacciono.  Potete comprare tutto pronto al piccolo shop o reinventarle a casa con gli ingredienti che vi piacciono. Io ho scelto la seconda strada, perché amo cucinare ovviamente e perché cerco sempre la genuinità dei prodotti casalinghi. Non mi resta che condividere con voi la mia ricetta.

    INGREDIENTI per le POLPETTE:

    • 500 g di macinato misto
    • 100 g di pangrattato
    • 100 g formaggio grattugiato (io ho usato il 24 mesi)
    • 1 uovo intero
    • 1/2 spicchio di aglio tritato fine
    • 2 cucchiai di santoreggia essiccata ( sostituibile con prezzemolo fresco)
    • pepe macinato fresco
    • 1 presa di sale fino

    INGREDIENTI per la  PANATURA:

    • 100 g circa di pangrattato
    • 100 g circa di farina 00
    • 1 uovo
    • 4 cucchiai di parzialmente scremato
    • 1 pizzico di sale fino olio extra vergine di oliva per la cottura in forno

    INGREDIENTI per la CONFETTURA:

    • 250 g di mirtilli
    • 100 g di zucchero
    • il succo e le scorzette di 1/2 limone

    PROCEDIMENTO:

    Preparare l’impasto mescolando in una ciotola tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprire e lasciare riposare qualche minuto.
    A parte preparare una ciotola con  il restante pangrattato, una ciotola con farina 00 e una terza ciotola in cui sbatteremo 1 uovo con un pizzico di sale e 3-4 cucchiai di latte parzialmente scremato.

    Prelevare piccole porzioni di impasto e formare delle palline compatte ruotandole tra le mani. Passare ogni polpettine prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e per ultimo nel pangrattato. Proseguire in questo modo fino ad esaurimento degli ingredienti.

    Foderare la teglia del forno con apposta carta e adagiarvi le polpettine impanate. Condire con un filo di olio extra vergine di oliva e infornare a 180 gradi con funzione statica per circa 20 minuti, poi terminare la cottura con 5 minuti di funzione ventilata, affinché la panatura possa dorarsi e risultare croccante.

    Mentre le polpettine cuociono in forno, possiamo dedicarci alla preparazione della confettura.

    Lavare i mirtilli, versarli in una pentolino antiaderente, aggiungere il succo e le scorzette del limone e lo zucchero, mescolare bene e portare a bollore. Cuocere circa 10 minuti mescolando spesso, poi spegnere il fuoco e lasciare raffreddare.

    Servire le polpettine calde accompagnate dalla confettura di mirtilli, magari per un aperitivo sfizioso.

    CONSIGLIO: la cottura delle polpette in forno, permette di contenere le calorie e le rende più digeribili senza perdere il piacere di polpettine morbide dentro e croccanti all’esterno.