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Fichi caramellati

  • sabrina
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  • 12 Settembre 2020
  • Una vera delizia da conservare sotto vetro. Tutta la dolcezza dei fichi esaltata dallo sciroppo di zucchero in cui cuociono lentamente.

    Una vera delizia da conservare sotto vetro. Tutta la dolcezza dei fichi esaltata dallo sciroppo di zucchero in cui cuociono lentamente. Continue reading “Fichi caramellati”

    Confettura di ciliegie, la classica

  • sabrina
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  • 23 Giugno 2020
  • La confettura di ciliegie, un classico per conservare questi piccoli e preziosi frutti, e’ una delle prime confetture estive, ma per me un dolce ricordo, dal valore particolare. Faccio marmellate da quando ero piccola e quella di ciliegie e’ stata la prima che ho preparato con la mia mamma.

    La confettura di ciliegie, un classico per conservare questi piccoli e preziosi frutti, e’ una delle prime confetture estive, ma per me un dolce ricordo, dal valore particolare. Faccio marmellate da quando ero piccola e quella di ciliegie e’ stata la prima che ho preparato con la mia mamma. Continue reading “Confettura di ciliegie, la classica”

    Confettura di fichi e anacardi con fruttapec 2:1

  • sabrina
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  • 25 Agosto 2018
  • Quest’anno i fichi sul mio albero, sono maturati in tempi diversi rispetto al solito. Sarà colpa di questa pazza estate fatta di piogge intense e sole cocente.

    Quest’anno i fichi sul mio albero, sono maturati in tempi diversi rispetto al solito. Sarà colpa di questa pazza estate fatta di piogge intense e sole cocente. Continue reading “Confettura di fichi e anacardi con fruttapec 2:1”

    La mia” yellow sauce “ al peperoncino Jamaican Scotch Bonnet

  • sabrina
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  • 16 Agosto 2018
  • Questa ricetta nasce da un’ispirazione diversa e meno convenzionale. Nulla a che vedere con gli accostamenti classici, con il gusto o l’olfatto.

    Questa ricetta nasce da un’ispirazione diversa e meno convenzionale. Nulla a che vedere con gli accostamenti classici, con il gusto o l’olfatto. Continue reading “La mia” yellow sauce “ al peperoncino Jamaican Scotch Bonnet”

    More sciroppate

  • sabrina
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  • 4 Agosto 2018
  • Questa ricetta delle more sciroppate si potrebbe definire davvero super semplice e veloce, infatti non richiede la preparazione di sciroppi che poi devono raffreddare ecc.. ecc..

    Questa ricetta delle more sciroppate si potrebbe definire davvero super semplice e veloce, infatti non richiede la preparazione di sciroppi che poi devono raffreddare ecc.. ecc.. Continue reading “More sciroppate”

    La “crema” di uva e il Gelato di uva Fragola bianca e Moscato

  • sabrina
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  • 11 Settembre 2017
  • Non saprei dire quanti tipi di uva esistano, ma di certo amo tutto ciò che compone il loro universo. I loro colori, i loro profumi e la magia delle tradizioni, del buon vivere che da sempre hanno rappresentato. Così tra le piante che mio nonno aveva piantato diversi anni fa, non solo trovo l’antico è […]

    Non saprei dire quanti tipi di uva esistano, ma di certo amo tutto ciò che compone il loro universo. I loro colori, i loro profumi e la magia delle tradizioni, del buon vivere che da sempre hanno rappresentato. Così tra le piante che mio nonno aveva piantato diversi anni fa, non solo trovo l’antico è sublime CLINTO con i suoi micro chicchi di un viola intenso e straordinario aroma, quasi pungente, ma anche del buon MOSCATO e dell’UVA FRAGOLA BIANCA. Altri aromi davvero straordinari, così intensi e zuccherini da avvertirne il profumo solo passando tra le fila della vigna.  La maturazione è giunta al termine, la vendemmia che conclude questa estate torrida è precoce e il mio olfatto danza felice tra tanti profumi. Mentre  raccolgo i grappoli proprio non resisto ed assaggio qualche chicco, alternandone i sapori, forte del fatto che sono uve coltivate senza nessun trattamento ed inizio a pensare a nuove ricette, perché non so fare il vino e si tratta solo di poche piante, ma nulla vieta di esaltare tutta la loro bontà in cucina.

    INGREDIENTI PER LA CREMA DI MOSCATO e UVA FRAGOLA:

    • 1/2 kg di uva Moscato al netto degli scarti
    • 1/2 kg di uva fragola bianca al netto degli scarti
    • 350 g di zucchero
    • il succo di 1/2 limone

    INGREDIENTI PER IL GELATO DI MOSCATO:

    • 250 ml di panna fresca
    • 200 ml di crema di moscato
    • 3 cucchiai di zucchero

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene e sgranare i grappoli di uva, fino ad ottenere 1 kg di chicchi, sani e maturi,al netto degli scarti.

    Versarli in una pentola a pareti alte, aggiungere il succo di limone e lo zucchero. Amalgamare bene e portare a bollore, poi abbassare la fiamma e proseguire la cottura per Circa 1 ora o fino a quando i chicchi d’uva avranno ceduto il proprio succo ed il composto inizierà ad addensarsi con una consistenza simile ad uno sciroppo.

    Spegnere la fiamma e lasciare raffreddare completamente. Dopo circa 2 ore riprendere il composto e lavorarlo con il passaverdura, per separare il succo e la polpa dalle bucce e dai semi. Otterremo una crema molto morbida, quasi liquida.

    Passiamo, ora  alla preparazione del gelato. In un contenitore amalgamare bene 200 ml della crema di uva Moscato e uva fragola bianca ottenuta, ben raffreddata,  con 3 cucchiai di zucchero e la panna fresca. Otterremo un composto uniforme e denso. Versare il tutto nel cestello della gelatiera e avviare il ciclo. Dopo circa 30 minuti il gelato è pronto.

    CONSIGLIO: la crema ottenuta potete conservarla sotto vetro come le normali confetture, versandola in vasetti e sterilizzandoli per 15-20 minuti, secondo il formato del vasetto scelto. Nei mesi successivi potrete utilizzare questa crema in tantissimi modi, dai piatti dolci, come il gelato o per farcire una torta ad esempio, ai piatti salati, per una salsa d’accostamento ad arrosti e selvaggina. Le spiccate note aromatiche di queste uve antiche ben si adattano a molti sapori, perciò non resta che scatenare la fantasia.

     

     

    Composta di fichi all’aceto balsamico

  • sabrina
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  • 15 Agosto 2017
  • Il clima torrido di quest’estate, seguito da violenti temporali ha provocato non pochi danni all’agricoltura. Guardo il mio albero di fichi e mi accorgo di quanto abbia piegato la propria vita ed il proprio ciclo produttivo ai capricci della natura. Il suo tronco curvo e maestoso quasi abbraccia lo steccato che delimita l’orto, proteggendolo per […]

    Il clima torrido di quest’estate, seguito da violenti temporali ha provocato non pochi danni all’agricoltura. Guardo il mio albero di fichi e mi accorgo di quanto abbia piegato la propria vita ed il proprio ciclo produttivo ai capricci della natura. Il suo tronco curvo e maestoso quasi abbraccia lo steccato che delimita l’orto, proteggendolo per quanto possibile dalle intemperie con la sua folta chioma di foglie ramificate. Eppure nella sua maestosità a fatica porta a termine il suo carico di fichi, variando le tempistiche se necessario. Abituata ad un primo raccolto di giugno, seguito da un secondo settembrino, mi ritrovo a cercare i golosi frutti tra le sue fronde in agosto inoltrato, consapevole che la pazienza viene sempre ripagata e il mio albero non delude certo le aspettative, regalandomi frutti dolcissimi. Ancora una volta grazie a te e alla tua forza!

    L’attesa mi ha dato modo di riflettere sull’uso che volevo farne dei fichi raccolti e questa volta ho scelto di non preparare la classica confettura da colazione, bensì di realizzare questa composta tenera, dal sapore intenso, ben esaltato dalla forza dell’aceto balsamico, ottima per accompagnare sia formaggi molli che stagionati, secondo il vostro gusto personale.

    INGREDIENTI:

    •  1 kg di fichi sani e maturi (al netto degli scarti)
    • 350 g di zucchero di canna
    • 50 ml di aceto balsamico di buona qualità

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola raccogliere i fichi già sbucciati e tagliati a pezzettoni.

    Aggiungere lo zucchero di canna e l’aceto balsamico.

    Amalgamare bene, chiudere il contenitore e lasciare riposare per 2 ore.

    Trascorso il tempo di marinatura, versare il tutto in una casseruola e portare a bollore, cuocere per circa 45 minuti a fiamma dolce. La composta sarà pronta quando il suo volume si sarà ridotto di circa 1/3, in ogni caso eseguire la prova del piattino, per verificarne la consistenza a freddo.

    Invasare a caldo nei vasi precedentemente sterilizzati e capovolgere fino a completo raffreddamento per creare il sottovuoto.

    Etichettare e riporre in luogo fresco e asciutto, si conserva bene anche per un anno.

    Confettura di kiwi “a fette”

  • sabrina
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  • 23 Novembre 2016
  • Anche quest’anno mi sono cimentata nella confettura di kiwi. Sicuramente ottima per la colazione, leggermente aspra e diversa da tante altre “compagne” preparate con altri frutti.  Eppure volevo qualcosa in più! Decisa a cambiare rotta, per approdare alla medesima terra, ho scelto una strada più lunga, forte del fatto che in cucina gli sforzi e […]

    Anche quest’anno mi sono cimentata nella confettura di kiwi. Sicuramente ottima per la colazione, leggermente aspra e diversa da tante altre “compagne” preparate con altri frutti.  Eppure volevo qualcosa in più! Decisa a cambiare rotta, per approdare alla medesima terra, ho scelto una strada più lunga, forte del fatto che in cucina gli sforzi e la dedizione vengono sempre ricompensati. Per cui niente scorciatoie, kiwi maturi e sodi tagliati a fette di almeno 1/2 cm e circa 18 ore di riposo ben accoccolati tra le dolci attenzioni dello zucchero.  Il risultato? Tanto delizioso succo e kiwi permeati di dolcezza, che poco lasciano ricordare della loro nota aspra. Segue una cottura dolce di poco più di un’ora ed ecco la mia confettura non a pezzettoni, ma a fette, con un sapore pieno e rotondo, spalmata sul pane basta a se stessa, non c’è nemmeno bisogno di aggiungere il burro, perché lei è una protagonista e dopo tanto impegno reclama la propria importanza.

    INGREDIENTI:

    • 1 kg di kiwi sani e maturi (al netto degli scarti)
    • 500 g di zucchero
    • il succo di 1 limone

    PROCEDIMENTO:

    Sbucciare tutti i kiwi, fino ad ottenere 1 kg di polpa e tagliarli a fettine di circa 1/2 cm.

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    Versarli in una ciotola, irrorare con il succo filtrato di 1 limone e aggiungere lo zucchero.

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    Mescolare con dolcezza per favorire lo sciogliersi dello zucchero e distribuirlo in modo omogeneo. Chiudere ermeticamente il contenitore e riporlo in frigorifero fino al giorno successivo (almeno 1 notte di riposo).

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    Trascorso il tempo di riposo, trasferire le fettine di kiwi e tutto lo sciroppo prodotto in una pentola a pareti alte. Portare a bollore a fiamma viva, poi abbassare il fuoco e proseguire la cottura per circa 1 ora o fino al raggiungimento della consistenza desiderata, facendo la prova del piattino. Durante la cottura mescolare poco e con cautela per non sfaldare le fettine di kiwi.

    Invasare a caldo in vasetti precedentemente sterilizzati (vedi tecnica di sterilizzazione in forno nella sezione categorie). Capovolgere i vasetti fino a completo raffreddamento per favorire la formazione del vuoto.  Etichettare e riporre in luogo fresco e buio.

    Gelatina di melograno e arance

  • sabrina
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  • 29 Ottobre 2016
  • Tempo di melograno. Raccolti e maturati nel mese di ottobre, questi frutti tanto belli quanto sani, ci regalano un carico di antiossidanti che prevengono l’invecchiamento cellulare. Un vero alleato della nostra salute e una pianta che cresce facilmente nei nostri giardini, eppure ancora se ne fa un uso limitato.  Certamente il suo scarso consumo  non […]

    Tempo di melograno. Raccolti e maturati nel mese di ottobre, questi frutti tanto belli quanto sani, ci regalano un carico di antiossidanti che prevengono l’invecchiamento cellulare. Un vero alleato della nostra salute e una pianta che cresce facilmente nei nostri giardini, eppure ancora se ne fa un uso limitato.  Certamente il suo scarso consumo  non è da imputare al sapore o al profumo fresco che emana, non appena si incide la sua buccia coriacea. Tante perle rosse e seducenti balzano nel piatto, come lepri libere di saltare nei campi, però questa operazione richiede tempo e pazienza di cui a volte non disponiamo.

    Cosi per la ricetta di oggi ho deciso di semplificare la vita a me stessa e a chi desidera conservare i benefici del buon melograno, quasi fosse una medicina o un rimedio per l’inverno ormai alle porte.

    Non resta che munirsi del semplice spremiagrumi, se non disponiamo di centrifughe o estrattori e cominciare la nostra opera. Basterà non fermarsi al primo bicchiere di succo fresco, bensì continuare con il nostro cesto di melograno freschi a farci compagnia. Anche le arance si uniranno al nostro lavoro e nel giro di 1 ora avremo creato una deliziosa gelatina da conservare sotto vetro e gustare a colazione o in altre ricette tutte le volte che ne avremo voglia. Più facile e veloce di così, davvero non si può.

    INGREDIENTI:

    •  10-12 melograno sani e maturi
    • 5 arance biologiche
    • 1 busta di FRUTTAPEC CAMEO 2:1
    • 500 g di zucchero di canna
    • vasi di vetro e relativi coperchi  per conservazione

    PROCEDIMENTO:

    Tagliare a metà melograni e arance. Spremere prima il melograno, fino ad ottenere 600 ml di succo fresco, poi le arance dalle quali ricaviamo 400 ml.

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    Filtrate il succo ottenuto, soprattutto il melograno poiché, spremendolo, rimangono piccoli residui delle pellicine interne al frutto, che conferiscono un sapore amaro.

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    Versare il succo ottenuto in una pentola a pareti alte, aggiungere 500 g di zucchero di canna miscelato con una busta di fruttapec 2:1.

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    Amalgamare bene e portare a bollore, una volta raggiunto contare 3 minuti, schiumando se necessario, poi spegnere il fuoco ed invasare a caldo in vasi precedentemente sterilizzati ( vedi nella sezione categorie la tecnica di sterilizzazione in forno). Chiudere i vasi e capovolgerli. Dopo 10 minuti raddrizzare i vasi e lasciare raffreddare completamente. Etichettare e riporre in luogo fresco e buio.

    “Miele” di tarassaco fatto in casa e Gorgonzola

  • sabrina
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  • 18 Giugno 2016
  • Finalmente l’estate, calda e piacevole, con le sue giornate lunghe e luminose. Insolitamente rigogliosa per le generose piogge cadute, sembra un prolungamento della primavera. Quelle giornate, in cui mi affacciavo al balcone guardavo la campagna retrostante con la sua esplosione di colori. I sentieri verdi tra i campi ancora a riposo, avevano il colore verde […]

    Finalmente l’estate, calda e piacevole, con le sue giornate lunghe e luminose. Insolitamente rigogliosa per le generose piogge cadute, sembra un prolungamento della primavera. Quelle giornate, in cui mi affacciavo al balcone guardavo la campagna retrostante con la sua esplosione di colori. I sentieri verdi tra i campi ancora a riposo, avevano il colore verde e brillante dei prati Irlandesi, mentre il tarassaco e le margherite invadevano ogni centimetro.

    Il richiamo di una bella passeggiata e’ sempre irresistibile, ho tanta voglia di catturare i doni della nuova stagione, e racchiuderli sotto vetro con prelibate conserve da gustare tutto l’anno per ritrovare la sensazione di una primavera fiorita.

    Comincia così il mio viaggio tra le erbe spontanee, con il tarassaco di cui  per inciso si utilizza tutto, foglie in insalata, petali per questo limpido nettare e a seguire gustosi boccioli, ma questa è un’altra avventura!

     

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    INGREDIENTI:

    • 200 g di  petali di fiori tarassaco al netto degli scarti
    • 400 g zucchero
    • 800 ml di acqua
    • il succo di 1/2 limone
    • Gorgonzola

    PROCEDIMENTO:

    Lavare i fiori di tarassaco raccolti in acqua fresca, cambiandola per 2-3 volte, poi lasciarli in ammollo per 2 ore. Trascorso questo tempo, scolarli.

    Con un po’ di pazienza iniziare a separare i petali dalla base del fiore, poiché utilizzeremo solo quelli per la ricetta. Vi assicuro che l’operazione è meno complicata di quel che sembra, infatti i fiori tendono a chiudersi e basterà strappare i petali che si saranno chiusi a corona o semplicemente tagliare il fiore sopra il colletto verde.
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    Terminata questa operazione, pesate il vostro prodotto. Versate i petali in un tegame a pareti alte ed aggiungete lo zucchero, l’acqua e il succo di limone filtrato

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    Portare a bollore con fiamma dolce e lasciare ridurre lentamente per circa 40 minuti. Quando il composto avrà ridotto la quota liquida di almeno 1/3 e mostrerà un colore dorato, toglierlo dal fuoco e filtrarlo per eliminare i petali, strizzandoli, in modo da recuperare tutto il sapore del tarassaco.  Rimettere lo sciroppo sul fuoco e proseguire la cottura, sempre a fiamma dolce, fino a che avrà ridotto il proprio volume e inizierà a fare tante bolle, come nell’immagine. La giusta consistenza vela il cucchiaio ed e’ densa come uno sciroppo.

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    Tenete conto che raffreddandosi si addenserà ancora un po’.

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    Ecco il risultato finale, ha la stessa cremosita’ del miele e un sapore delicato, lievemente floreale, perfetto da abbinare a buon formaggio Gorgonzola, per cui non resta che tagliarlo a piccoli spicchi e servirlo come aperitivo o antipasto con un buon cucchiaino di miele di tarassaco. All’assaggio si potranno percepire sapori rotondi, piccanti e dolci allo stesso tempo.