Gnocchi all’ortica su fonduta di erborinato Blu di Capra

  • sabrina
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  • 9 Maggio 2018
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    Tempo di ortiche! È imperativo non toccarle a mani nude, ma mangiarle è un vero piacere.
    Da piccola non erano di uso comune in casa mia, pur facendo parte di altre tradizioni culinarie, così i miei ricordi legati alle ortiche sono per lo più legati agli incontri occasionali, quando si giocava in campagna a gambe nude, correndo a perdi fiato per poi tuffarsi in un fosso e finire tra le urticanti foglie! Oppure i miei innumerevoli mazzolini di fiori di campo improvvisati! Quanti ne ho portati a casa e la mia mamma ogni volta mi ringraziava con tanto entusiasmo, per poi riempire di acqua un vasino piccolo o un semplice bicchiere  e disporvi in bella mostra il mio bottino fatto più di erbe spontanee che di fiori. Come quando raccoglievo quei fiorellini bianchi e azzurri che ho sempre sentito chiamare “Occhi di Madonna” e c’è voluto un po’ per capire, che perdono il loro delicato fiore appena vengono colti. Io ero una bambina tranquilla ma già sufficientemente testarda per incaponirmi nella loro raccolta convinta che ci fosse un modo giusto per riuscire a raccoglierli senza perderne la bellezza, era solo questione di provare in tempi e modi diversi perché prima o poi sarei riuscita a portare a casa il più prezioso dei mazzolini,  come una nuvola azzurra e bianca. Divagazione a parte le mie ricerche e i miei giochi talvolta facevano capolino in qualche cespuglio di ortiche e finivo con le gambe o i polpastrelli delle dita rossi  e infiammati.

    Oggi vedo le ortiche, sorrido pensando alla mia infanzia ma la voglia di gustarle sorge spontanea, perché sono davvero deliziose, hanno un sapore ed un colore intenso, che sta bene davvero dappertutto. Bastano piccoli accorgimenti per raccoglierle e maneggiarle in sicurezza. È molto utile anche raccoglierne una buona quantità, poiché si conservarono benissimo in freezer. Vedi articolo ORTICHE, dalla raccolta alla conservazione

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

    PER I GNOCCHI ALL’ORTICA:

    • 150 g di ortiche lessate e strizzate
    • 150 ml di latte parzialmente scremato
    • 150 g i farina 0
    • 1 uovo
    • 1/2 scalogno
    • olio extravergine di oliva q.b.
    • sale fino
    • noce moscata

    PER IL CONDIMENTO:

    • 200 g formaggio erborinato blu di capra
    • 50 ml di panna fresca

    PROCEDIMENTO:

    Ortiche già lessate e strizzate o decongelate se le avete conservate.

    In una pentola a pareti alte far appassire lo scalogno tagliato fine con un filo di olio extravergine di oliva.

    Prima che inizi a colorire aggiungere le ortiche lessate,  amalgamare bene e lasciare rosolare due minuti . Aggiungere il latte e una presa di sale fino, cuocere ancora 2 minuti, poi spegnere e lasciare intiepidire.

    Frullare con il frullatore ad immersione per ottenere una consistenza più liscia e omogenea. Aggiungere l’uovo ed amalgamare bene.

    Aggiungere ora la farina e una leggera macinata di noce moscata e mescolare fino a farle incorporare dalla parte liquida.

    Versare l’impasto sulla spianatoia infarinata, impastare ancora per  ottenere un composto maneggevole e soffice che non si appiccica alle mani. Se necessario aggiungere poca farina.

    Prelevare piccole porzioni di impasto, farle rotolare sulla farina per formare dei filoncini e tagliare i gnocchett. Proseguire fino ad esaurimento del composto.

    Cuocere i gnocchi ottenuti in abbondante acqua salata per pochi minuti quando affiorano in superficie sono cotti scolarli e condirli con un filo di olio extravergine d’oliva di buona qualità

    A parte scioglieremil formaggio erorinato blu di capra in microonde a 400 watt per 1-2 minuti, mescolando di tanto in tanto. Aggiungere la panna fresca ed amalgamare ancora per ottenere una consistenza cremosa.

    Impiattare, formando in ciascun piatto una base di fonduta al blu di capra, sulla quale adageremo la porzione di gnocchi conditi con il solo olio extravergine di oliva. ( ho preferito Impiattare in questo modo per mantenere entrambi i sapori in purezza, sarà poi una scelta del commensale, decidere se amalgamare il tutto o intingere il gnocchetto, per raccogliere un po’ di golosa fonduta ad ogni boccone).

    Servire caldo.

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