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Focaccia di farro al rosmarino con lievito madre

  • sabrina
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  • 28 Settembre 2016
  • Ebbene si! Lievito madre parte seconda, perché non è la prima volta che io e questa strana creatura cerchiamo di conoscerci! Il primo tentativo risale a prima che iniziassi questa meravigliosa avventura del pentolino smaltato. Tante volte avevo sentito parlare di questo lievito naturale dalle lunghe lievitazioni e alta digeribilità, così tante che alla prima […]

    Ebbene si! Lievito madre parte seconda, perché non è la prima volta che io e questa strana creatura cerchiamo di conoscerci! Il primo tentativo risale a prima che iniziassi questa meravigliosa avventura del pentolino smaltato. Tante volte avevo sentito parlare di questo lievito naturale dalle lunghe lievitazioni e alta digeribilità, così tante che alla prima occasione, dopo aver sentito tessere per l’ennesima volta le lodi di questo lievito, ho ceduto e il fagottino è venuto a casa con me. Il mio entusiasmo era a mille, ho iniziato a cercare ricette di ogni tipo e a cercare di prenderci la mano, ma a dire il vero anche gli “spazi”si sono rivelati un problema. Ha iniziato a crescere a dismisura, con questa storia del rinfresco che equivale ad un raddoppio, fino a che il fagottino è cresciuto e si è moltiplicato in altri contenitori come i Gremlins a contatto con l’acqua. La mia smania di usarlo e non sprecare mi ha portato a fare fino a 43 brioches da colazione ma è stato solo quando ho aperto il frigo e lo visto traboccare dal proprio contenitore che ho capito. Decisamente quella cosa aveva preso il sopravvento sulle mie capacità e io non panificavo più per la mia famiglia, bensì lavoravo per nutrire lui!!!!! A quel punto l’ho regalato via e per un po’ ho accantonato l’idea. Fino a questa estate, in cui sentendone parlare ancora con tanto entusiasmo da mia suocera, ho sentito che il mio cuore ricominciava a battere per il lievito madre e che la voglia di riprovarci avanzava. Timidamente ancora una volta ho portato a casa un nuovo fagottino, 1 etto scarso, nonostante le perplessità di mio marito. Ora sto’ facendo i primi esperimenti, i patti tra me con il mio autocontrollo e la creatura questa volta sono più chiari, così riiniziano le sperimentazioni culinarie.

    INGREDIENTI:

    •  150 g di lievito madre rinfrescato
    • 120 g di farina di farro
    • 40 ml di acqua tiepida
    • 1 cucchiaino di sale fino
    • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva + 3-4 cucchiai per la superficie
    • 1 rametto di rosmarino

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola impastare il lievito madre con la farina di farro, il sale e 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungendo gradualmente l’acqua tiepida. Risulterà un impasto abbastanza soffice ed elastico.

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    Foderare una teglia da forno con apposita carta e stendervi l’impasto ottenuto ad uno spessore di circa 1 cm. Coprire lo stampo con pellicola per alimenti e lasciare lievitare almeno per 12 ore.

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    Trascorso il tempo di lievitazione, guarnire con un pizzico di sale fino o grosso, secondo i vostri gusti, le foglie di rosmarino fresco e un filo di olio extravergine di oliva. Infornare a 180 gradi per 25-30 minuti o fino a quando inizierà a dorarsi. Servire calda tagliata a spicchi, magari con qualche buon affettato d’accompagnamento.

    Strudel di salmone all’aneto e finocchietto con chips di patate.

  • sabrina
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  • 27 Settembre 2016
  • Per la ricetta di oggi i miei filetti di salmone affumicato, opportunamente marinati all’aneto, indossano il vestito da sera e giungono sulla tavola in un piatto elegante e gustoso, con un vero corteo di Chips di patate classiche e viola. Perfetto per un antipasto o come piatto unico per la cena. INGREDIENTI per 4 PERSONE: […]

    Per la ricetta di oggi i miei filetti di salmone affumicato, opportunamente marinati all’aneto, indossano il vestito da sera e giungono sulla tavola in un piatto elegante e gustoso, con un vero corteo di Chips di patate classiche e viola. Perfetto per un antipasto o come piatto unico per la cena.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    •  1 foglio di pasta sfoglia
    • 2 filetti di salmone affumicato
    • 1 cucchiaio di semi di aneto essiccato
    • 3 cucchiaini di senape di Dijon forte
    • 100 g di formaggio spalmabile
    • 1 mazzetto di finocchietto selvatico fresco
    • olio extravergine di oliva
    • pepe macinato fresco
    • 1 tuorlo d’uovo
    • sale fino
    • aglio
    • semi di papavero
    •  patate a pasta gialla e viola
    • rosmarino fresco

    PROCEDIMENTO:

    Iniziamo con la marinatura del salmone. Almeno 1 ora prima di preparare lo strudel,  pestare nel mortaio i semi di aneto. Con il trito ottenuto, una generosa macinata di pepe fresco e 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva massaggiare i filetti di salmone affumicato, già privati della pelle. Coprire con pellicola e lasciar riposare in frigorifero.

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    Passiamo alla preparazione delle chips di contorno. Pelare le patate e tagliarle a fette sottili di 1-2 mm, disporle in uno stampo foderato di carta forno, facendo attenzione a non sovrapporle troppo. Salare, pepare, aggiungere rosmarino fresco, un pizzico di aglio in polvere o 1 spicchio di aglio fresco, secondo il vostro gusto, condire con un filo di olio extravergine di oliva e infornare a 180 gradi per 10 minuti in forno statico e con funzione ventilata per altri 15 minuti.

    Intanto passiamo alla preparazione della crema per il condimento. In una ciotola amalgamare bene il formaggio spalmabile e la senape di Dijon.

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    Stendere il foglio di pasta sfoglia, tagliarlo a metà, ricavando così 2 rettangoli uguali. Spalmare su ciascuno 1 cucchiaio di salsa alla senape.

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    Procedere con la composizione dello strudel. Sovrapporre alla salsa i filetti di salmone marinati, spalmarli con la restante salsa alla senape e per finire, unire qualche rametto di finocchietto selvatico.

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    Chiudere i fogli di pasta sfoglia, sovrapponendoli soltanto sulla lunghezza, affinché possa rimanere al vertice un ‘apertura che consenta all’umidità in eccesso di fuoriuscire, mentre sigilleremo bene le estremità brevi.

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    Sbattere il tuorlo d ‘uovo con un pizzico di sale e utilizzarlo per spennellare la superficie degli strudel. Guarnire con i semi di papavero.

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    Infornare a 180 gradi con funzione ventilata per 15-20 minuti,  o fino a quando la sfoglia sarà  dorata.

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    Sfornare, lasciare riposare 5 minuti, poi servire con le chips di contorno.

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    CONSIGLIO: se la gradite, potete preparare il doppio della salsa alla senape, per gustarla fresca anche durante la cena.

    Se preferite potete sviluppare la ricetta anche in monoporzioni, ad esempio per più commensali. Basterà tagliare sia i filetti di salmone, che la pasta sfoglia in tranci più piccoli. Otterremo tanti mini strudel.

     

    Gelato di uva Clinto

  • sabrina
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  • 25 Settembre 2016
  • E per concludere in dolcezza il benvenuto all’autunno, ecco il gelato di uva Clinto che racchiude tutto il profumo di questa straordinaria uva e strizza l’occhio agli ultimi timidi soli di questi giorni, brillanti e lucenti, ricordo dell’estate trascorsa con tutti i suoi alti e bassi, nel bene e nel male, per costruire una stagione, […]

    E per concludere in dolcezza il benvenuto all’autunno, ecco il gelato di uva Clinto che racchiude tutto il profumo di questa straordinaria uva e strizza l’occhio agli ultimi timidi soli di questi giorni, brillanti e lucenti, ricordo dell’estate trascorsa con tutti i suoi alti e bassi, nel bene e nel male, per costruire una stagione, una vita e nuovi ricordi.

    INGREDIENTI

    •  700 g circa di uva clinto
    • 150 g zucchero
    • 250 ml di panna fresca
    • 1 cucchiaio di zucchero al velo vanigliato PANEANGELI

    PROCEDIMENTO:

    Prima di procedere alla preparazione, occorre un po’ di pazienza per preparare uno sciroppo denso, fatto di polpa e succo dell’uva e zucchero.

    Lavare e scolare l’uva. Staccare tutti i chicchi sani e maturi e passarli con il passaverdura. Otterremo circa 1/2 Kg di polpa e succo d’uva. Versare il tutto in una pentola a pareti alte, unire 150 g di zucchero, amalgamare bene e portare a bollore. Abbassare la fiamma e proseguire la cottura, fino a che inizierà ad addensarsi. Il risultato è una confettura dalla consistenza molto liquida, come uno sciroppo, ma allo stesso tempo anche cremosa. Lasciare raffreddare.

    Passiamo alla preparazione del gelato. In un recipiente versare 250 ml di panna fresca, aggiungere 150 ml dello sciroppo di clinto ottenuto e 1 cucchiaio di zucchero al velo vanigliato. Amalgamare bene, poi versare il tutto nel cestello della gelatiera. Avviare la macchina per 40 minuti. Terminato il tempo di preparazione, potete gustarlo subito per apprezzarlo in tutta la sua cremosita’ o trasferirlo in un contenitore ermetico e conservarlo in freezer.

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    CONSIGLIO: lo sciroppo di clinto che vi rimane potete conservarlo sotto vetro, sterilizzando almeno 25 minuti per vasetti di media grandezza.

    Fettuccine di uva Clinto con burro alle nocciole e speck

  • sabrina
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  • 24 Settembre 2016
  • Ormai ci siamo una breve serie di temporali ci ha trascinati alle porte dell’autunno. Le giornate più brevi e la brezza della sera, ci ricordano che  è arrivata una stagione tanto nostalgica, quanto romantica. Le foglie che mutano il loro colore e a poco a poco cadono, volando come piume in balia del vento, per […]

    Ormai ci siamo una breve serie di temporali ci ha trascinati alle porte dell’autunno. Le giornate più brevi e la brezza della sera, ci ricordano che  è arrivata una stagione tanto nostalgica, quanto romantica. Le foglie che mutano il loro colore e a poco a poco cadono, volando come piume in balia del vento, per poi posarsi dipingendo ogni scenario con pennellate di oro e rame. Quanto a me la mia voglia di chiudermi tra le mura domestiche con un caldo maglione tra fuochi e fiamme, aumenta in modo esponenziale. Anche i prodotti di stagione cambiano, portando nuove  ispirazioni. Credo fermamente nella natura e nei suoi benefici, per questo, tendo a cucinare con quel che la natura mi regala in quel momento, senza precludere alcuna possibilità, per declinare l’ingrediente di cui dispongo in tutte le possibili forme.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    •  75 ml di succo e polpa di uva clinto ( circa 3 grappoli)
    • Circa 400 g di farina di grano duro (+ per la spianatoia)
    • 2 uova
    • 1 pizzico di sale
    • 1 cucchiaino di olio extravergine di oliva
    • 50 g di burro
    • 15-20 nocciole
    • 100 g di speck  poco stagionato
    • qualche Chicco di clinto per guarnire.

    PROCEDIMENTO:

    Passare con il passaverdure i chicchi di 3 grappoli di uva clinto, già lavati sotto acqua corrente e scolati. Otterremo circa 75 ml di succo e polpa di uva.

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    In una terrina sbattere le uova con il sale e l’olio extravergine di oliva. Aggiungere il succo d’uva ed iniziare ad incorporare gradualmente la farina, fino a che il composto risulterà omogeneo ed elastico, facilmente lavorabile.

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    Stendere la sfoglia con la macchina da pasta, avendo cura di infarinarla ad ogni passaggio, poi passarla nell’apposito inserto da fettuccine.

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    A parte tagliare a striscioline lo speck a bassa stagionatura e ridurre le nocciole a granella media ( io non ho tolto le pellicine dalle nocciole, perché volevo un piatto rustico). Far fondere a fiamma bassa il burro, unire la granella di nocciole e lo speck, saltare 30 secondi poi spegnere la fiamma se necessario regolare di sale.

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    Cuocere le fettuccine in abbondante acqua salata, dopo aver aggiunto un cucchiaino di olio all’acqua, per evitare che la pasta di attacchi durante la cottura. Scolare leggermente al dente ed unire le fettuccine direttamente al burro fuso già preparato con 1 mestolino di acqua di cottura, per conferire una maggiore cremosita’ al piatto e legare gli ingredienti. Saltare 1 minuto cercando di distribuire bene il condimento. Servire caldo e guarnire a piacere con qualche chicco di uva fresco.

     

     

    Rose di polenta dolce

  • sabrina
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  • 22 Settembre 2016
  • Ed ecco una bella ricettina del riciclo. Dalla polenta avanzata a cena, modificando un po’ una vecchia ricetta di famiglia, ho creato queste rose di polenta dolce che profumano di vaniglia. Gustate tiepide, quando il forno non si è ancora raffreddato completamente e le mie rosette sono sufficientemente raffreddate, quel tanto che basta per estrarle […]

    Ed ecco una bella ricettina del riciclo. Dalla polenta avanzata a cena, modificando un po’ una vecchia ricetta di famiglia, ho creato queste rose di polenta dolce che profumano di vaniglia. Gustate tiepide, quando il forno non si è ancora raffreddato completamente e le mie rosette sono sufficientemente raffreddate, quel tanto che basta per estrarle dallo stampo sagomato e non vederle più emettere il loro caldo vapore. Guarnite con una leggera spolverata di zucchero al velo vanigliato, sono una vera delizia.

    INGREDIENTI:

    • 550 g di polenta avanzata
    • 180 g di zucchero di canna
    • 50 g di frumina
    • 1 bustina di vanillina PANEANGELI
    • 1/2 bustina di lievito in polvere vanigliato PANEANGELI
    • 2 uova
    • zucchero al velo vanigliato PANEANGELI

    PROCEDIMENTO:

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    Lavorare la polenta avanzata con una forchetta per ridurla in briciole grossolane.

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    Aggiungere lo zucchero, la frumina, la vanillina, il lievito e le uova. Amalgamare bene. Risulterà un composto  abbastanza soffice, quasi cremoso.

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    Versare l’impasto nello stampo, io ne ho usato uno sagomato di silicone, ma andranno bene anche stampi da muffin o una singola tortiera, preventivamente imburrata e infarinata.

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    Infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 20-25 minuti con funzione ventilata o 35-40 minuti in forno statico. Servire con una spolverata di zucchero al velo.

    Verdure ripiene miste e le provviste per l’inverno!

  • sabrina
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  • 18 Settembre 2016
  • Bella stagione, caldo e cicale che cantano felici!  E’ il clima ideale per entrare nell’orto a mani vuote, frugare un po’ tra le foglie e uscire con il miglior bottino che si possa desiderare. Un piccolo esercito pacifico di verdure sane e colorate. Non attendono  altro che essere degnamente cucinate e gustate con immensa gioia. […]

    Bella stagione, caldo e cicale che cantano felici!  E’ il clima ideale per entrare nell’orto a mani vuote, frugare un po’ tra le foglie e uscire con il miglior bottino che si possa desiderare. Un piccolo esercito pacifico di verdure sane e colorate. Non attendono  altro che essere degnamente cucinate e gustate con immensa gioia.

    Il mio bottino di oggi prevede zucchine, peperoni verdi e melanzane. Ma non le gusterò subito! Sono lo spunto giusto per iniziare la mia produzione di provviste invernali. Pulite e farcite, finiscono in padella. I loro profumi si fondono e si influenzano. È un aroma che adoro, l’ho sempre sentito in casa quando la mia mamma preparava le verdure coltivate dal nonno per la cena e per ritrovarle con tutta la loro bontà nelle fredde serate invernali, come raggi di sole rubati all’estate. Ancora una volta mi inchino di fronte alle tradizioni e alle buone abitudini da mantenere.

    INGREDIENTI:

    • 2 zucchine di pezzatura medio-grande
    • 1 melanzana
    • 3 peperoni verdi o gialli o rossi
    • 600 g di macinato magro
    • 1 uovo intero
    • 60 g di pangrattato
    • 30 g di parmigiano a media stagionatura
    • 1 scalogno
    • 1/2 spicchio di aglio
    • 1 manciata di prezzemolo fresco
    • 1 pomodoro maturo
    • sale fino

    PROCEDIMENTO:

    In una terrina amalgamare bene la carne macinata con il pangrattato, il parmigiano, 1 uovo, 1 pizzico di sale fino, una bella macinata di pepe fresco, 1/2 spicchio di aglio tritato fine è una manciata di prezzemolo tritato.

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    Otterremo un composto omogeneo e compatto.

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    Lavare bene tutte le verdure, poi privarle dei piccioli e dei semi. Tagliare in segmenti le zucchine e a metà la melanzane Svuotare parzialmente l’interno delle zucchine e delle melanzane per far posto alla farcitura. ( la polpa rimossa possiamo conservarla in freezer per cucinare zuppe e minestroni).

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    Iniziare a farcire le verdure, premendo leggermente il composto affinché vada a colmare tutti gli spazi vuoti. Adagiare le verdure in un tegame capiente con un filo di olio extravergine di oliva, in cui avremo aggiunto lo scalogno tagliato fine e il pomodoro maturo tagliato a pezzettoni. Aggiungere un pizzico di sale, 1/2 bicchiere d’acqua e cuocere a fiamma dolce per circa 40 minuti. A metà  cottura girare le zucchine e i peperoni sull’altro lato. In questo modo il ripieno potrà cuocersi completamente senza sfaldare le verdure.
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    Terminata la cottura non vi resta che decidere se gustarle subito belle calde o lasciarle raffreddare per fare i contenitori e conservare un po’ di buone provviste.

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    Gelato allo yogurt fatto in casa con coulis di visciole

  • sabrina
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  • 13 Settembre 2016
  • Continua la mia produzione di gelato casalingo. Soffici creme abbracciano il dolce vigore della frutta di stagione, quella buona, maturata sulla pianta e raccolta al momento opportuno.  Ed ecco una delle tante ricette nate da un pomeriggio su e giù dalla scaletta, a raccogliere le visciole e fare due chiacchiere con papà. INGREDIENTI PER IL […]

    Continua la mia produzione di gelato casalingo. Soffici creme abbracciano il dolce vigore della frutta di stagione, quella buona, maturata sulla pianta e raccolta al momento opportuno.  Ed ecco una delle tante ricette nate da un pomeriggio su e giù dalla scaletta, a raccogliere le visciole e fare due chiacchiere con papà.

    INGREDIENTI PER IL GELATO:

    • 250 g di yogurt naturale
    • 200 ml di panna fresca
    • 6 cucchiai di zucchero

    INGREDIENTI PER LA COULIS:

    • 200 g di visciole sane e mature
    • 50 di zucchero
    • 1 cucchiaio di succo di limone

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola amalgamare bene lo yogurt, la panna e lo zucchero, fino ad ottenere un composto cremoso e omogeneo. Versare il tutto nel cestello della gelatiera e avviarla. Il gelato sarà pronto in circa 40 minuti.

    Nel frattempo iniziamo a preparare la coulis. Lavare con delicatezza le visciole, facciamole scolare, poi trasferiamole in un tegamino e iniziamo a cuocerle a fiamma dolce, mescolando di tanto in tanto, per farne uscire il succo. Aggiungere lo zucchero e il succo di limone. Amalgamare bene e proseguire la cottura per altri 5-6 minuti. Terminata la cottura, setacciare il tutto, per ottenere una crema liscia e omogenea, priva di bucce e noccioli. Lasciare raffreddare.

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    Quando il gelato è pronto estrarre il cestello e iniziare a comporre le coppette alternando 2 cucchiai di gelato alla coulis di visciole per creare un effetto variegato. A piacere guarnire con visciole sciroppate e biscottini.

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    Se invece preferite preparare il gelato con largo anticipo, trasferite il tutto in un contenitore emetico da freezer, sempre alternando i composti. Per gustarlo al meglio e non perdere la sua morbida cremosita’ vi consiglio di estrarlo dal ghiaccio almeno 20-30 minuti prima di servirlo, sarà anche più facile comporre le coppette.

    Fiori di trifoglio in pastella

  • sabrina
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  • 12 Settembre 2016
  • Le passioni conquistano, rapiscono e travolgono! Semplicemente me ne rendo conto quando tutto quel che vivo, quel che vedo e quel che penso posso ricondurlo ai piatti che amo cucinare. Pentole, mestoli, ingredienti di base e via, le mani guidate dalla mente, ma ancor di più dal cuore per ricreare un emozione nel piatto. Ti […]

    Le passioni conquistano, rapiscono e travolgono! Semplicemente me ne rendo conto quando tutto quel che vivo, quel che vedo e quel che penso posso ricondurlo ai piatti che amo cucinare. Pentole, mestoli, ingredienti di base e via, le mani guidate dalla mente, ma ancor di più dal cuore per ricreare un emozione nel piatto.

    Ti ritrovi in vacanza a passeggiare nel bosco, con l’aria fresca che accarezza il viso, i raggi di sole che filtrano tra le fronde degli alberi, il profumo di resina dei pini e gli occhi che corrono ovunque, come farfalle tra i colori di piante e fiori spontanei.

    Il cuore è  felice ed appagato, mentre la mente continua il suo perpetuo lavoro analitico e ti ricorda che intorno a te c’è’ tutto un mondo genuino, di erbe selvatiche, fiori e pigne che difficilmente potrai ritrovare in pianura tra strade e campi coltivati.

    Allora non resta che sbizzarirsi con gli scarponcini da trekking ben allacciati per soffermarsi qua e là nel bosco. La passeggiata rallenta, l’ingegno si aguzza e quasi mi commuovo davanti al mio bottino di freschi fiori di trifoglio, bacche di sambuco e pigne. Torno alla baita ispirata e ansiosa di mettere in pratica tutto ciò che mi frulla per la testa.

    Cosi’ nel piatto di oggi metto il primo ricordo di quella passeggiata con i fiori di trifoglio, che ho scoperto essere deliziosi, ora avvolti da una delicata pastella semi-lievitata.

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    INGREDIENTI:

    • 20-30 fiori di trifoglio sani e freschi
    • 3 cucchiai colmi di farina Manitoba
    •  100 ml circa di acqua fredda
    • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci in polvere PANEANGELI
    • 1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
    • 1 pizzico di sale
    • olio per frittura

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    PROCEDIMENTO:

    Lavare i fiori di trifoglio in acqua fresca, poi scolarli e adagiarli su carta assorbente per eliminare tutta l’umidità.

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    Intanto preparare la pastella. In una ciotola versare tre cucchiai colmi di farina, aggiungere il lievito per dolci in polvere, la curcuma in polvere e il sale. Iniziare ad amalgamare bene aggiungendo l’acqua fredda un po’ per volta, sempre mescolando con una frusta per stemperare bene la farina. Continuare ad aggiungere acqua, fino a ottenere una pastella cremosa che abbia una consistenza appena più densa della panna fresca.

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    Versare  i fiori nella pastella e mescolare delicatamente per far aderire bene il composto.

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    Mettere sul fuoco un tegame con abbondante olio per frittura. Quando l’olio e’ caldo, verifichiamo la temperatura facendovi cadere una goccia di pastella, se sui suoi margini iniziano a formarsi tante bollicine, significa che l’olio ha raggiunto la giusta temperatura. Con l’aiuto di un cucchiaino raccogliere i fiori avvolti dalla pastella e deporli delicatamente nell’olio caldo. La cottura e’ molto rapida, circa 1 minuto, basterà girarli una volta.

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    Appena iniziano a colorire, raccoglierli con il mestolo a buchi e deporli su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.

    Servire caldi con un pizzico di sale fino.

    Gnocchi alla ricotta di malga con burro fuso ed erba cipollina

  • sabrina
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  • 10 Settembre 2016
  • Di rientro dalle vacanze trascorse in Trentino Alto Adige, con i nostri bimbi quadrupedi che dormono sereni sul sedile posteriore, io e mio marito facciamo un bilancio di questi straordinari giorni. Relax, monti, natura ,boschi, torrenti, laghi, cascate e epiche mangiate alle malghe. Deliziosi piatti della tradizione montana, sapori ricchi e prodotti tanto profumati quanto genuini. […]

    Di rientro dalle vacanze trascorse in Trentino Alto Adige, con i nostri bimbi quadrupedi che dormono sereni sul sedile posteriore, io e mio marito facciamo un bilancio di questi straordinari giorni. Relax, monti, natura ,boschi, torrenti, laghi, cascate e epiche mangiate alle malghe. Deliziosi piatti della tradizione montana, sapori ricchi e prodotti tanto profumati quanto genuini.  Così l’ultimo giorno l’abbiamo dedicato alle tappe culinarie, per portare in pianura un po’ di sapore Trentino. Speck, grana, formaggi tipici, vino, funghi, ricotta e burro di malga. Oggi dopo aver disfatto le valigie, corro nella mia cucina per ricreare subito un piatto nostalgico e non sprecare i prodotti freschi facilmente deperibili. Inizio con la meravigliosa ricotta fresca  e a poco a poco l’impasto di questi gnocchi voluminosi e soffici, conditi con buon burro di malga ed erba cipollina fresca, prende forma. Una manciata di grana grattugiato, pepe e il piatto è pronto.  Semplice e gustoso, se chiudo gli occhi posso quasi rivedere i monti che ci fanno da cornice e sentire la ruvidezza del tavolo in legno.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 250 g di ricotta fresca di malga
    • 40 g di farina 0 + 2 cucchiai circa per la lavorazione
    • 35 g di pane grattugiato + 3 cucchiai circa per la lavorazione
    • 50 g di grana stagionato
    • 1 uovo
    • 50 ml di latte
    • noce moscata grattugiata fresca

    PER IL CONDIMENTO:

    • 50 g di burro di malga
    • 3-4 foglie di erba cipollina fresca
    • pepe macinato
    • 1/4 di dado classico

    PROCEDIMENTO:

    Lavorare bene la ricotta fresca con una spatola, fino ad ottenere una consistenza cremosa, aggiungere i 40 g di farina, 35 g di pangrattato, 50 g di grana stagionato grattugiato, 1 uovo intero, una macinata di noce moscata e il latte.

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    Amalgamare bene gli ingredienti. Risulterà un composto umido e abbastanza soffice. Non vi preoccupate perché non si lavora con le mani, per cui non aggiungete farina.

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    A parte miscelare in un piatto la farina e il pangrattato avanzati.

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    Con l’aiuto di 2 cucchiai iniziate a prelevare piccole porzioni di impasto e formare delle quenelle, raccogliendo l’impasto da un cucchiaio all’altro.

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    Non è’ necessario un lavoro troppo preciso, poiché in cottura perderanno un po’ i margini, l’importante è che riusciate a compattare bene l’impasto, come una polpettine tenera.

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    Adagiare le quenelle ottenute nel piatto con la miscela di farina e pangrattato e rigirarle per farla aderire bene alla superficie.

    Portare a Bollore abbondante acqua salata e deporvi con delicatezza 4-5 gnocchi  per  volta. Aspettare che riaffiorino in superficie, senza mescolare con il mestolo. A questo punto possiamo scolarli e adagiarli direttamente sul piatto di portata. Continuare in questo modo fino ad esaurimento del composto.

    Intanto far sciogliere il burro  con l’erba cipollina tagliata a pezzettini e il dado classico,  nel microonde a 400 watt per 1 minuto.

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    Condire gli gnocchi con il burro fuso aromatizzato all’erba cipollina, il grana grattugiato e una macinata di pepe fresco. Servire caldo

    Spaghetti alla carbonara

  • sabrina
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  • 1 Settembre 2016
  • Per l’invention test di questa settimana, uno dei bellissimi gruppi culinari di Facebook di cui faccio parte, dedica il suo tema alle zone colpite dal tragico terremoto. Zone di immensa bellezza che tanto hanno dato a tutta l’Italia e al mondo intero con le loro tradizioni e i loro piatti tipici. Con l’augurio che gli […]

    Per l’invention test di questa settimana, uno dei bellissimi gruppi culinari di Facebook di cui faccio parte, dedica il suo tema alle zone colpite dal tragico terremoto. Zone di immensa bellezza che tanto hanno dato a tutta l’Italia e al mondo intero con le loro tradizioni e i loro piatti tipici. Con l’augurio che gli aiuti giunti e le persone straordinarie impegnate sul territorio giorno e notte, possano restituirvi al più presto la serenità che meritate. Un abbraccio forte. Sabrina

    Oggi condivido la mia personale versione della carbonara, un piatto che sia io che mio marito amiamo molto. Semplice, veloce e gustosa, è sempre il momento giusto per 2 spaghettini alla carbonara.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    •  350 g di spaghetti
    • 250 g pancetta affumicata a cubetti
    • 80 g di parmigiano stagionato 30 mesi
    • 5 uova
    • Pepe macinato fresco
    • 1 spicchio di aglio
    • 1 presa di sale

    PROCEDIMENTO:

    Tutti i componenti del condimento devono essere preparati separatamente, per poi essere assemblati solo alla fine, con la pasta. In una padella far scaldare i cubetti di pancetta affumicata, a fiamma dolce con lo spicchio di aglio, fino a quando risulterà rosea e parte del grasso si sarà sciolto. Spegnere il fuoco e rimuovere lo spicchio di aglio. In una ciotola sbattere le uova con una macinata di pepe fresco e un pizzico di sale. Grattugiare il parmigiano stagionato. Cuocere gli spaghetti in acqua salata rispettando i minuti di cottura del  tipo scelto. Scolare la pasta, versarla in una terrina capiente  ed unire la pancetta, le uova sbattute e il parmigiano grattugiato. Amalgamare bene sfruttando il calore degli spaghetti. Raggiunta la cremosita’ desiderata grazie al formaggio e alle uova sbattute impiattare caldo e servire subito magari con una bella macinata di pepe.

    CONSIGLIO: per ottenere la giusta cremosita’ del condimento io seguo sempre la regola di Alessandro Borghese che prevede 1 uovo per ogni commensale + 1 uovo per la pentola, poiché parte del condimento rimane effettivamente attaccato alle sue pareti. L’ho già sperimentata più volte e devo dire che funziona.