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Pesto di rucola

  • sabrina
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  • 24 Aprile 2016
  • Nel 2009  in piena ristrutturazione della mia  futura casa, iniziavo a vangare un pezzetto di terra. Terra dura come pietra e colma di erba incolta che ben poco sapeva di vanga e altri arnesi per giardinaggio. Eppure c’ero io con lo spirito di chi potrebbe fare il giro del mondo 100 volte in un giorno e […]

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    Nel 2009  in piena ristrutturazione della mia  futura casa, iniziavo a vangare un pezzetto di terra. Terra dura come pietra e colma di erba incolta che ben poco sapeva di vanga e altri arnesi per giardinaggio. Eppure c’ero io con lo spirito di chi potrebbe fare il giro del mondo 100 volte in un giorno e la voglia di volare libera come una farfalla. Una valigia piena di sogni e aspettative, con gli occhi che brillavano e il cuore che batteva alla stessa velocità delle ali di un colibrì. Stavo per realizzare il mio primo orto , nel mio giardino, dove a breve sarei andata a vivere con il mio amore. Stavo gettando le basi della mia famiglia e il mio desiderio era uno solo che fossero le più forti e resistenti mai concepite, per affrontare tutte le sorprese e le prove che la vita ci presenta, belle o brutte che siano. I lavori per la ristrutturazione procedevano, quando un bel giorno di maggio, improvvisamente ho realizzato che potevo iniziare a fare il mio orto, pur non abitando già nella mia casa, così lo avrei  trovato  pronto e attivo a settembre, quando avevamo deciso di trasferirci. Ho chiesto ad una mia collega, fantastico pollice verde ed esperta di natura, cosa potessi piantare a maggio e la sua risposta è stata….TUTTO! L’emozione e’ stata così grande che sono corsa al vivaio per acquistare le prime piantine di ortaggi e qualche busta di sementi, ma non avevo ancora preparato il terreno. Sono iniziati così la mia avventura e il mio amore per l’orto, con la schiena spezzata, le vesciche nelle mani e la forza di andare avanti. Le soddisfazioni di vederlo realizzato e dei primi raccolti non hanno tardato ad arrivare. Così tra le mie prime colture ho seminato anche una timida bustina di semi di rucola. Ne ho documentato la crescita fotografandola con le lacrime agli occhi e oggi a distanza di anni, la mia rucola e’ cresciuta, o per meglio dire e’ diventata una vera selvatica! Nasce dove vuole e crea magnifici cespuglietti. Coscia che la natura a volte va anche lasciata libera di esprimersi, mi adeguo io a lei e la mia cucina ne trae giovamento. Il risultato è una rucola, forte e saporita, quasi pungente che mi accompagna in molte ricette, da condividere con voi a poco a poco. Ecco la prima, un delicato pesto per godere di queste gustose foglioline al meglio, un esplosione di profumi.

    INGREDIENTI per circa 10 PORZIONI:

    • 200 g di rucola
    • 100 g di parmigiano stagionato 30 mesi
    • 30 g di mandorle (al netto degli scarti)
    • 30 g di noci (al netto degli scarti)
    • 50 g di pinoli
    • 1 pizzico di sale
    • 1/2 spicchio di aglio
    • 1/2 peperoncino (facoltativo)
    • olio extravergine di oliva q.b.

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene la rucola, poi stenderla su un canovaccio pulito, per eliminare l’acqua.  A parte tritare grossolanamente nel mixer tutta la frutta secca, con l’aglio, il peperoncino e il parmigiano. Versare tutto il trito in un contenitore a pareti alte, con la rucola tagliata a pezzettoni e mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva. Tritare con il frullatore ad  immersione, procedendo ad impulsi per non surriscaldare le lame e alterare gli ingredienti. Aggiungere olio extravergine di oliva gradualmente fino ad ottenere una crema densa e omogenea. Assaggiare il pesto ed eventualmente aggiustare di sale, secondo il vostro gusto personale.

    CONSIGLIO: come vi ho detto questi ingredienti servono per ottenere almeno 10 porzioni. Potete usare la quantità che vi serve e congelare la restante gia’ divisa in contenitori con la quantità del vostro uso abituale. Basterà estrarre il contenitore 2-3 ore prima di utilizzarlo e lasciarlo scongelare a temperatura ambiente, il sapore non viene alterato.

     

    Bocconcini di albicocche sciroppate alla ricotta e cioccolato bianco

  • sabrina
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  • 22 Aprile 2016
  • Tra un impegno e l’altro fervono i preparativi per l’orto e la nuova stagione. La raccolta di frutta e ortaggi mi soddisfa e mi stimola a preparare sempre nuove ricette, non solo fresche e di pronto consumo, bensì le favolose preparazioni sotto vetro. Quando l’orto e il frutteto in piena produzione elargiscono generosi i propri […]

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    Tra un impegno e l’altro fervono i preparativi per l’orto e la nuova stagione. La raccolta di frutta e ortaggi mi soddisfa e mi stimola a preparare sempre nuove ricette, non solo fresche e di pronto consumo, bensì le favolose preparazioni sotto vetro. Quando l’orto e il frutteto in piena produzione elargiscono generosi i propri doni, il consumo giornaliero non basta e sprecare queste preziose materie prime, sarebbe un errore imperdonabile. Ecco allora che inizia una colorata e genuina sfilata di conserve, golose confetture, sciroppati, sott’olio, speziati, ecc…. , sono da sempre una mia grande passione. Mi rilassa immergermi in questo mondo di natura, dai sapori vivi e autentici, per tentare sempre nuovi accostamenti e goderne tutto l’anno. A poco a poco la fresca cantina colma i propri scaffali, poi l’autunno e l’inverno che avanzano, mentre tante prelibatezze sono pronte da gustate in famiglia, in compagnia e a volte sono addirittura doni per le persone che si amano. Il bello e’  che un’altra primavera e un’altra estate arriveranno, per ricominciare il suo ciclo della vita e la sua scia di esperimenti culinari. Amo le conserve per il significato che hanno, un mix di tradizione, di ricordi, di ricette che si tramandano e di povertà, dove bastava avere un ortaggio da mettere in tavola, per sfamare la famiglia ed essere signori. Le ricette evolvono, nuovi ingredienti si accostano alla tradizione, ma il cuore che metto nei miei vasetti e la sensazione di conforto che mi trasmettono non cambieranno mai. Guardo la mia cantina, con le mie conserve come fosse una cassaforte che protegge i gioielli della regina, le tavole dell’autunno-inverno trascorsi, l’hanno a poco a poco depauperata ed è’ ora di fare l’inventario! Prodotti di maggior consumo, ricette amate e rimanenze da sfruttare per fare spazio ai nuovi prodotti, come queste dolcissime albicocche sciroppate. Usarle per fare una macedonia, sarebbe troppo scontato, così scelgo di trasformarle in prelibati bocconcini, freschi e delicati. Uno tira l’altro in un dolcissimo fine pasto.

    INGREDIENTI:

    • albicocche sciroppate
    • 200 ml di panna vegetale montata
    • 250 g di ricotta
    • 70 g di zucchero al velo vanigliato PANEANGELI
    • 50 g amaretti sbriciolati
    • 50 g di gocce di cioccolato bianco

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola lavorare la ricotta con una spatola, fino a farla diventare una crema liscia e morbida. Unire lo zucchero, gli amaretti sbriciolati finemente  ( tenerne da parte 1 manciata per guarnire i bocconcini) e  le gocce di cioccolato bianco. Amalgamare bene. Per ultima incorporare la panna montata a neve ben ferma, mescolando dal basso verso l’alto per dare leggerezza al composto. La farcia e’ pronta.

    In un piatto da portata, adagiare le albicocche sciroppate, scolandole un po’ dallo sciroppo di conservazione. Caricare una sac a’ poche con la crema di ricotta, avendo cura di montare un beccuccio con l’apertura ampia, poiché le gocce di cioccolato tenderebbero ad ostruirlo, e iniziare a farcire le albicocche sciroppate.

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    Guarnire con gli amaretti sbriciolati tenuti da parte. Conservare in frigorifero.

    CONSIGLIO: potete anche servire  questi bocconcini, sormontandoli con una seconda metà albicocca, come se fossero baci di dama fruttati.

    Per rimanere fedeli al principio che in cucina non si butta via niente, non gettate lo sciroppo di conservazione, per i più golosi e’ molto buono da bere, ma ancora di più possiamo utilizzarlo per un secondo dolce come sciroppo per inumidire pan di Spagna o biscotti, ecc.

     

    Mini burger al carbone con salmone e rucola

  • sabrina
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  • 18 Aprile 2016
  • Continua la mia sperimentazione con il carbone e l’incredibile mondo del pane. Stavo ripercorrendo le ultime ricette che ho condiviso sul blog e tirando le somme dei miei ultimi lavori, piatti di nuova concezione e piatti di ispirazione estera, ho pensato a questi mini burger neri. Come una tela da dipingere, ho scelto gli ingredienti […]

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    Continua la mia sperimentazione con il carbone e l’incredibile mondo del pane. Stavo ripercorrendo le ultime ricette che ho condiviso sul blog e tirando le somme dei miei ultimi lavori, piatti di nuova concezione e piatti di ispirazione estera, ho pensato a questi mini burger neri. Come una tela da dipingere, ho scelto gli ingredienti della mia ricetta, partendo dal risultato finale e più precisamente dalla scelta cromatica! Una sorta di ragionamento al contrario, che unisce ricette già testate al rosato salmone e alla fresca rucola sempre più rigogliosa, e sempre più presente nel mio piccolo orto. Manca solo qualcosa che leghi il tutto e lo avvolga con la sua cremosita’, ebbene un buon formaggio spalmabile ha assolto egregiamente questo compito. I mini burger sono pronti, soffici e gustosi incuriosiscono i commensali per un buon aperitivo o semplicemente per l’ antipasto.

    INGREDIENTI per 15-18 MINI BURGER:

    • 450 g di farina 00
    • 1 bustina di carbone vegetale
    • 50 di zucchero
    • 180 ml di acqua calda
    • 30 g di burro ammorbidito
    • 1 uovo intero
    • 1 cucchiaino di sale fino
    • 1 bustina di lievito di birra in polvere PANEANGELI

    PER LA COPERTURA DEI PANINI:

    • 1 tuorlo d’uovo sbattuto con un cucchiaino di acqua
    • semi di sesamo

    INGREDIENTI PER LA FARCITURA:

    • 200 g di salmone affumicato
    • 1 mazzetto di rucola fresca
    • formaggio spalmabile tipo Philadelphia
    • 1 limone
    • olio extra vergine di oliva

    PROCEDIMENTO:

    Lavorare tutti gli ingredienti per l’impasto dei mini burger fino ad ottenere un composto morbido ed elastico.

    Far lievitare in luogo caldo per almeno 1 ora. Io utilizzo sempre il forno, acceso in modalità statica a 30-40 gradi, la lievitazione e’ garantita.

    Trascorso questo tempo estrarre l’impasto, reimpastarlo e dividerlo già in  tante micro palline, tenendo conto che raddoppieranno il loro volume con la  seconda lievitazione in forno.

    Terminata la seconda lievitazione, in una ciotolina amalgamare il tuorlo d’uovo con un cucchiaino d’acqua e spennellare la superficie di ogni panino, poi spolverare con una manciata di semi di sesamo.

    Infornare a 190 gradi e cuocere per circa 1o minuti. Lasciar raffreddare. Poco prima di servire, tagliare i mini burger a metà, spalmare entrambe le parti con 1/2 cucchiaino di formaggio spalmabile. Aggiungere una fettina di salmone affumicato, qualche foglia di rucola (possibilmente le più piccole e tenere). Terminare la farcitura con qualche goccia di succo di limone e qualche goccia di olio extra vergine di oliva di buona qualità. Servire come aperitivo o antipasto.

    CONSIGLIO: con lo stesso impasto potete realizzare hamburger neri grandi e farcirli a piacere, basterà garantire un maggior tempo di lievitazione e proseguire la cottura in forno per circa 20-25 minuti.

     

    Zuccotto al caffè

  • sabrina
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  • 15 Aprile 2016
  • Questa mattina dopo la colazione, mi e’ rimasta quasi tutta la moka di caffè e proprio non mi andava di sprecarla. Detto fatto ho pensato ad un dolce che vedesse il mio buon caffè orfano di colazione, come l’ingrediente principale. Il risultato è questo morbido zuccotto che cela al proprio interno una delicata crema al […]

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    Questa mattina dopo la colazione, mi e’ rimasta quasi tutta la moka di caffè e proprio non mi andava di sprecarla. Detto fatto ho pensato ad un dolce che vedesse il mio buon caffè orfano di colazione, come l’ingrediente principale. Il risultato è questo morbido zuccotto che cela al proprio interno una delicata crema al caffè. Il tocco finale lo garantiscono qualche leggera spolverata di cacao amaro e ciuffetti di soffice panna montata. L’altro pregio di questo aromatico dolcetto sono le calorie abbastanza contenute, per il poco zucchero aggiunto. A noi e’ piaciuto molto, spero sia lo stesso per voi.

    INGREDIENTI:

    • caffè (circa 6-8 tazzine)
    • 500 ml di latte parzialmente scremato
    • 2 cucchiai di caffè solubile
    • 2 cucchiai colmi di farina 00
    • 3 cucchiai di zucchero
    • 1 bacca di vaniglia PANEANGELI
    • 200 + 50 ml di panna fresca (anche vegetale se preferite)
    • 1 cucchiaio di zucchero al velo vanigliato PANEANGELI
    • biscotti  Pavesini
    • Cacao amaro in polvere
    • cuoricini di cioccolato bianco e nero PANEANGELI per decorare

    PROCEDIMENTO:

    Per prima cosa prepariamo il caffè.  Possiamo utilizzare la moka  o se preferite la macchinetta, l’importante è che abbia il tempo di raffreddare per poterlo maneggiare in sicurezza.

    Passiamo alla preparazione della crema al caffè. Mettere a scaldare il latte con la bacca di vaniglia incisa sul lato. Aggiungere il caffè liofilizzato. Quando il latte e’ caldo versarvi anche lo zucchero e la farina setacciati, amalgamando bene con la frusta. Appena la crema si addensa e tende ad increspare  la superficie, e’ pronta. Spegnere il fuoco ed aggiungere per ultimi 50 ml di panna fresca non montata poi mescolare.

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    Mentre la crema si raffredda, iniziamo a rivestire lo stampo con i biscotti Pavesini imbevuti leggermente di caffè amaro. Potete scegliere un unico stampo grande o realizzare più porzioni, ad esempio, utilizzando delle tazzine da te. Procedere con i biscotti dal basso verso l’alto unendoli bene l’uno all’altro come fossero mattoncini.

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    Terminata questa operazione, versare alcuni cucchiai di crema al caffè, unire una leggera spolverata di polvere di cacao amaro e sovrastare con un nuovo strato di Pavesini imbevuti di caffè amaro.

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    Continuare a farcire l’interno dello zuccotto, alternando i tre strati, fino a raggiungere il margine, nel quale chiuderemo e termineremo con i Pavesini al caffè. Chiudere lo stampo scelto con pellicola per alimenti e porre in frigorifero a riposare almeno per 4-5 ore.

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    Trascorso il tempo necessario a compattare il dolcetto, estrarlo dal frigorifero, rimuovere la pellicola  e capovolgere direttamente sul piatto di portata. Guarnire a piacere con ciuffetti della restante panna fresca,  montata e dolcificata con un solo cucchiaio di zucchero a velo vanigliato.

    Il tocco finale al mio piccolo zuccotto dal cuore tenero, non potevano che donarglielo questi golosi cuoricini di cioccolato bianco e nero della Paneangeli.

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    CONSIGLIO: per evitare che il dolce risulti eccessivamente umido, conviene bagnare appena i biscotti nel caffè amaro, giusto per conferirgli il sapore, poiché la quota umida necessaria la trarranno anche dalla crema stessa.

    Per un risultato perfetto, l’ideale è preparare questo zuccotto il giorno precedente alla vostra cena o pranzo, mentre per estrarlo dallo stampo, se il solo capovolgerlo sul piatto di portata, non dovesse bastare, vi consiglio di scaldare appena le pareti dello stampo, anche con il palmo delle mani, per staccarlo e facilitarne l’uscita.

    Patate tricolore al forno

  • sabrina
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  • 9 Aprile 2016
  • Patate al forno, a chi non piacciono? Eppure a volte sembrano un piatto banale e un po’ scontato. Perché allora non presentarle con una nuova veste, che mantiene pressoché inalterato il sapore di questo piatto, presentandolo con nuovi sgargianti colori e una leggera nota dolce che sorprende di tanto in tanto. L’idea mi è venuta […]

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    Patate al forno, a chi non piacciono? Eppure a volte sembrano un piatto banale e un po’ scontato. Perché allora non presentarle con una nuova veste, che mantiene pressoché inalterato il sapore di questo piatto, presentandolo con nuovi sgargianti colori e una leggera nota dolce che sorprende di tanto in tanto.

    L’idea mi è venuta dopo aver acquistato le patate rosse dolci, con una polpa molto soda e dovendo preparare un contorno per la cena, ho pensato di riunire le tre tipologie nella ricetta tradizionale. In questo modo ho potuto anche apprezzare le differenze tra i tre tuberi, a parità di condimento e cottura.

    Dicono che anche l’occhio vuole la sua parte e questo sgargiante mix, di certo lo soddisfa, tuttavia anche il delicato connubio lievemente dolce, salato e aromatico, ingentilito da rosmarino fresco, ha il suo perché.

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    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 1 patata rossa dolce (o batata)
    • 2 patate medie classiche a pasta gialla
    • 4 patate viola piccole o 2 medie
    • olio extravergine di oliva
    • 1 rametto di rosmarino fresco
    • pepe macinato fresco
    • 1 spicchio di aglio
    • sale fino

    PROCEDIMENTO:

    Lavare e sbucciare tutte le patate, poi ridurle a pezzettoni. Foderare la teglia del forno con apposita carta. Versarvi le patate preparate, cercando di distribuirle in modo omogeneo. Aggiungere uno spicchio di aglio in camicia o se preferite tagliato  a pezzetti, per conferire maggior profumo, una bella macinata di pepe, sale fino, olio extravergine di oliva e abbondante rosmarino. Amalgamare un po’ per distribuire il condimento e infornare a 180 gradi con funzione ventilata per circa 25-30 minuti, in base alla pezzatura che avete creato con le patate.

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    Verificare la cottura con i rebbi di una forchetta, tenendo conto che la polpa della patata rossa e’ la più coriacea.

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    Servire caldo.

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    Pane al carbone con semi di sesamo

  • sabrina
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  • 8 Aprile 2016
  • Tra le novità si fa strada il carbone vegetale, che tinge ogni ingrediente che gli venga assemblato  con la sua intensità declinandolo in un’unica  scala di colore, il nero. Misterioso, bizzarro e curioso prende spazio tra le ricette più tradizionali portando con se’ il dono di una miglior digeribilità.  Così trovandolo esposto in bella mostra […]

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    Tra le novità si fa strada il carbone vegetale, che tinge ogni ingrediente che gli venga assemblato  con la sua intensità declinandolo in un’unica  scala di colore, il nero. Misterioso, bizzarro e curioso prende spazio tra le ricette più tradizionali portando con se’ il dono di una miglior digeribilità.  Così trovandolo esposto in bella mostra sugli scaffali del supermercato, non ho saputo resistere, l’ho portato a casa e dopo essermi documentata un po’ ho iniziato a fare i primi esperimenti. Pasticciando con questa polvere di  nero pece, sono tornata bambina, ai ricordi della grafite nera della lavagna a scuola, alle mani sporche di terra quando da piccola preparavo le mie pappe di sassi, foglie e tutto il resto. E come non ricordare la fiaba più dolce del mondo che tutti ha incantato e che ancora oggi guardo, anche se con occhi diversi, “Mary  Poppins”. Da piccola guardavo questo capolavoro con gli stessi occhi incantati di Jane e Michael Banks, le magie della straordinaria tata e sognavo di vivere mondi incantati, anche se per la mia mentalità molto retro’, già l’epoca stessa era un sogno. Oggi vedo un film che tratta il più delicato e più importante dei temi, la famiglia con l’amore e il rispetto tra genitori e figli. Un vero evergreen che ha sempre qualcosa da insegnare. Così oggi questa polvere nera mi riporta alla mente Bert, con la sua scatenata banda di spazzacamini che danzano follemente sui tetti della mia amata Londra. Il cerchio si chiude, sono felice e inevitabilmente inizio a canticchiare mentre torno una bambina che pasticcia con le sue pappe!

    INGREDIENTI per 1 Kg di PANE:

    • 300 g di farina Manitoba
    • 250 g di farina 00
    • 5 g di carbone vegetale
    • 300 ml di acqua tiepida
    •  2 cucchiai di olio extravergine di oliva
    • 1 cucchiaio raso di sale fino
    • 1 cucchiaio e 1/2 di zucchero
    • 2 cucchiai di latte parzialmente scremato
    • 1 bustina di lievito di birra Mastro Fornaio PANEANGELI
    • semi di sesamo per decorare.

    PROCEDIMENTO:

    In una ciotola stemperare la polvere di carbone vegetale con l’acqua tiepida, l’olio e lo zucchero. Aggiungere  il sale, le farine setacciate, il latte  e per ultimo il lievito di birra in polvere. Amalgamare bene il tutto, fino ad ottenere un panetto omogeneo ed elastico, che non si appiccica alle mani. Se impastate a mano, preparate anche un po’ di farina in più per aiutarvi nella lavorazione. Mettere a riposare in forno statico a 30  gradi per circa 1 ora. Trascorso questo tempo, riprendere l’impasto e scegliete il formato desiderato, come ad esempio pane in cassetta, utilizzando lo stampo da plumcake o singoli panini/filoncini. Io ho scelto un pane a forma di focaccia, sul quale ho ricavato qualche intreccio di pasta per migliorare l’estetica, ho spennellato di acqua e guarnito con semi di sesamo. Insomma liberate la fantasia per questo pane nero. Rimettere le forme create in forno a 30 gradi e terminare la lievitazione per circa 1 ora o fino a quando avrà raddoppiato il proprio volume. Cuocere a 180 gradi per circa 20-25 minuti.

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    Se invece avete la macchina del pane, basterà versare tutti gli ingredienti nel boccale, rispettando il solito ordine: sale, zucchero, ingredienti liquidi, farine/polveri e per ultimo il lievito, poi scegliere un programma con lievitazione lunga.

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    Ecco il mio pane nero guarnito di semi di sesamo, con la sua soffice mollica nera.

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    Passatelli al formaggio di Fossa in brodo di fagiano.

  • sabrina
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  • 2 Aprile 2016
  • Sono meteoropatica, non e’ una novità! Svegliarmi con la luce del sole che filtra tra i ricami della tenda, sentire il tepore della bella stagione ed il profumo di fiori a primavera, mi ricarica di energia positiva. Al contrario un cielo grigio, libera la mia malinconia, mentre tutto scorre alla velocità di un flemmatico bradipo. […]

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    Sono meteoropatica, non e’ una novità! Svegliarmi con la luce del sole che filtra tra i ricami della tenda, sentire il tepore della bella stagione ed il profumo di fiori a primavera, mi ricarica di energia positiva. Al contrario un cielo grigio, libera la mia malinconia, mentre tutto scorre alla velocità di un flemmatico bradipo. Quello che ancora non avevo notato e’ quanto il mio stato d’animo si rifletta sui piatti che cucino. Così oggi pur essendo già approdati ad aprile, con questa giornata dal sapore autunnale, mi sono ritrovata a cucinare passatelli in brodo, arrosto e pane nero!!! Che dire ottimi davvero ma spero vivamente in giornate di sole che mi trascinino tra le fila del mio orto, all’aria aperta a sognare e sperimentare nuove ricette un po’ più fresche da condividere con voi.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    per i PASSATELLI:

    • 100 g di formaggio di fossa grattugiato fresco
    • 50 g di parmigiano 24 mesi grattugiato fresco
    • 150 g di pangrattato
    • 4 uova
    • poca scorza di limone bio grattugiata
    • sale fino q.b.
    • noce moscata

    per il BRODO:

    • 1 fagiano intero
    • 2 carote
    • 1 gamba di sedano
    • 2 scalogni
    • Prezzemolo
    • 1 dado classico

    La prima operazione da compiere riguarda la preparazione del fagiano. Con pazienza e un coltello affilato, iniziare a rimuovere tutta la pelle, senza preoccuparsi dei residui di piume, in quanto sarà eliminata.

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    Questa operazione consente di ottenere un brodo leggero e ben profumato con un lieve sentore di selvaggina.

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    Lavare bene la carne, poi metterla in una pentola a pareti alte con il sedano, le carote, gli scalogni, il prezzemolo e il dado. Coprire il tutto con abbondante acqua fredda e portare a bollore, poi proseguire la cottura a fiamma dolce per circa 2 ore.

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    Passiamo alla preparazione dei passatelli. In una ciotola sbattere energicamente le uova intere con una presa di sale. Aggiungere i formaggi grattugiati, il pangrattato, una bella grattugiata di scorza di limone biologico e noce moscata.

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    Amalgamare bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e compatto.

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    Munirsi di schiacciapatate  con inserto a fori larghi (che io non avevo!) o di apposito strumento per passatelli.

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    Quando il brodo bolle, iniziare a spremere i passatelli direttamente sulla pentola, regolandone la lunghezza con la lama del coltello. Lasciare bollire per circa 2-3 minuti. Spegnere il fuoco e servire caldo.