Risotto alla Guinness e lardo di Colonnata

  • sabrina
  • Tagged <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/birra/" rel="tag">birra</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/birra-scura/" rel="tag">birra scura</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/brodo/" rel="tag">brodo</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/guinness/" rel="tag">Guinness</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/lardo/" rel="tag">lardo</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/lardo-di-colonnata/" rel="tag">lardo di Colonnata</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/risotto/" rel="tag">Risotto</a>, <a href="http://ilpentolinosmaltato.com/index.php/tag/scalogno/" rel="tag">scalogno</a>
  • 6 Gennaio 2016
  • image_pdfimage_print

    Lo confesso, non vado pazza per la birra.  Qualche volta assaggio  una birra diversa da mio marito, ma non balza mai al primo posto nella classifica delle mie scelte. I sapori si distinguono, tra le tante varietà di bionde, rosse, scure, crude e ora le tanto acclamate artigianali. Certamente si tratta di un mondo vasto, ricco di storia e tradizioni. Poi nel 2013 durante il viaggio di nozze in Irlanda, abbiamo fatto la classica tappa allo stabilimento della Guinness. La sua storia, i vecchi edifici, i cancelli e la lavorazione con i suoi profumi, mi hanno fatto venire una gran voglia non solo di assaggiarla, ma di saperne di più. Al termine della visita ho ordinato la mia prima Guinness, guardando Dublino dall’alto e scattando foto in quantità. Poi lei! Densa profumata, dalla consistenza quasi cremosa, appena spillata con due dita di schiuma. Appoggio le labbra in questo piccolo mare che sembra una mousse dall’inconfondibile aroma e inizio a fantasticare sul suo utilizzo in cucina, come già la ditta stessa suggeriva. Nei giorni a seguire al pub ho ordinato ancora la mia piccola Guinness con un fantastico Hamburger  o con altri piatti da pub, imparando ad apprezzarla. Tornata a casa ho iniziato a sperimentare qualche ricetta di ispirazione Irlandese, scoprendo sempre di più il lato buono e amaro della birra. Ecco la prima ricetta che voglio condividere con voi.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 6 tazzine da caffè di riso per risotti ( varietà Carnaroli)
    • 1 lattina di birra Guinness
    • 50 g di Lardo di Colonnata
    • Pepe macinato fresco
    • 1 scalogno intero + 1/2
    •  2 carote
    • 1 gambo di sedano
    • 50 g di parmigiano di media stagionatura
    • noce moscata
    • 1 dado classico
    • 1 noce di burro

    PROCEDIMENTO:

    Preparare il brodo per la cottura del riso , mettendo in 2 litri di acqua fredda lo scalogno intero, le carote, il gambo di sedano e il dado classico. Portare a bollore e cuocere per circa 30 minuti o fino a farlo ridurre di almeno 1/4 del suo volume. A questo punto abbassare la fiamma per mantenerlo sempre in temperatura e iniziare a comporre il risotto.

    In una pentola a pareti alte, far sciogliere a fiamma dolce il lardo di Colonnata con il 1/2 scalogno per qualche minuto ( non è necessario aggiungere olio).

    image

    Quando il lardo risulta lucido e lo scalogno appassito, incorporare il riso e farlo tostare per qualche minuto.

    image

    Terminata la tostatura del riso irrorare con tutta la birra scura, aggiungere una macinata di pepe fresco e mescolare di tanto in tanto. Quando il riso avrà assorbito quasi tutta la birra, aggiungere qualche mestolo del brodo che abbiamo mantenuto caldo, per non fermare il bollore e proseguire la cottura. Aggiungere brodo fino alla completa cottura del riso

    image

    Quando il riso avrà raggiunto il giusto grado di cottura e avrà mantenuto una consistenza cremosa, spegnere la fiamma e incorporare il parmigiano grattugiato, una leggera grattata di noce moscata e una noce di burro per mantecare. Se necessario regolare di sale. Mescolare e lasciare riposare 2 minuti.  Servire caldo.

    image

     

    CONSIGLIO: per dosare il riso mi affido alla regola di una tazzina da caffè  per ogni commensale. Tuttavia ho sempre paura che sia poco e francamente preferisco che ne rimanga un po’, magari per replicare, così aggiungo una tazzina ogni 2 invitati. Ad esempio per 4 ospiti, doso 6 tazzine piene, e così via.

     

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *