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Vermicelli di soia con mazzancolle e jalapeno

  • sabrina
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  • 27 Gennaio 2016
  • Oggi vi propongo un piatto di pura ispirazione cinese, naturalmente rivisitato in chiave italiana. Quando usciamo a pranzo o cena non mi dispiace intervallare la nostra buona cucina con piatti e ricette di altre etnie. Il classico cinese ad esempio che piace sia a me che a mio marito. L’unico dilemma che mi rimane sempre […]

    Oggi vi propongo un piatto di pura ispirazione cinese, naturalmente rivisitato in chiave italiana. Quando usciamo a pranzo o cena non mi dispiace intervallare la nostra buona cucina con piatti e ricette di altre etnie. Il classico cinese ad esempio che piace sia a me che a mio marito. L’unico dilemma che mi rimane sempre e’ quanto le ricette proposte siano riadattate al palato italiano e quanto abbiano invece della loro tradizione. Spero tanto di poter fare un bel viaggetto in Cina un giorno, così potrò dare una risposta ai miei dubbi e perché no trarre le mie conclusioni  o nuove ispirazioni.

    INGREDIENTI per 2 PERSONE:

    • 100 g di vermicelli di soia
    • 150 g di germogli di soia freschi
    • 300 g di mazzancolle
    • 1 peperoncino jalapeno verde fresco
    • 1 carota
    • 50 ml di salsa di soia
    • 1 cucchiaino di curcuma
    • pepe macinato fresco
    • olioextravergne di oliva
    • 1 spicchio di aglio

    PROCEDIMENTO:

    Iniziamo con la preparazione dei diversi ingredienti, che non richiedono molti minuti di cottura e devono essere aggiunti in sequenza. Per prima cosa pulire le mazzancolle, privandole della testa e del filamento scuro sul dorso, dopo averle incise. Per facilitare la degustazione senza perdere il profumo dei crostacei, ho privato la metà delle mazzancolle di tutto il carapace, mentre l’altra metà pulita l’ho cotta con il carapace per preservarne il sapore.

    Pelare la carota  e ricavarne delle fettine sottili con il pelapatate o se preferite con la lama del mixer.

    Lavare il peperoncino   jalapeno e tagliarlo a striscioline sottili ( non è necessario privarlo dei semi, in quanto ha una piccantezza moderata).

    Lavare e scolare i germogli di soia.

    Mettere a bollire una pentola di acqua per la cottura dei vermicelli.

    A questo punto possiamo iniziare ad assemblare il nostro piatto.

    Nel tegame salta pasta o nel wok scaldare un filo di olio  extravergine di oliva con lo spicchio di aglio, aggiungere la carota, il peperoncino jalapeno e i germogli di soia.

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    Cuocere a fiamma viva per 2-3 minuti, mescolando spesso. Incorporare anche le mazzancolle, con la curcuma è una macinata di pepe fresco. Continuare a cuocere a fiamma viva fino a quando le mazzancolle avranno raggiunto il loro colore rosato.

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    A questo punto versare la salsa di soia, mescolare e lasciare restringere per 1 minuto.

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    Intanto quando l’acqua e’ giunta a bollore, spegnere la fiamma e mettervi in ammollo i vermicelli di soia per 4 minuti, con il coperchio. Trascorso questo tempo scolare i vermicelli, poi versarli nel sughetto, mescolare bene e proseguire la cottura per pochi minuti, fino a che la salsa di soia sarà evaporata, quasi del tutto.  Servire caldo.

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    CONSIGLIO: tra gli ingredienti non compare volutamente il sale, poiché viene sostituito dalla salsa di soia.

    Per facilitare le operazioni e la distribuzione omogenea del condimento, io ho rotto a metà la matassa di vermicelli, per evitare che rimangano troppo legati tra loro e non si mescolino ai diversi elementi del sugo.

    Hamburger di salmone con finocchio e maionese al basilico

  • sabrina
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  • 25 Gennaio 2016
  • L’ultimo viaggio a Londra per me e mio marito ha aperto nuovi orizzonti sul famoso street food. Ci siamo avvicinati con diverse aspettative, in quanto mio marito guardava le diverse proposte talvolta ricche di verdura, di cui lui proprio non abusa, con sospetto. Io invece vagavo già in uno stato di trance, inebriata dai profumi delle […]

    L’ultimo viaggio a Londra per me e mio marito ha aperto nuovi orizzonti sul famoso street food. Ci siamo avvicinati con diverse aspettative, in quanto mio marito guardava le diverse proposte talvolta ricche di verdura, di cui lui proprio non abusa, con sospetto. Io invece vagavo già in uno stato di trance, inebriata dai profumi delle braci, delle piastre, dei fritti, delle spezie, di tradizioni e innovazioni.In questo angolo di paradiso  tutto faceva sì che non sentissi più i km fatti a piedi nelle gambe, poiché  l’acquolina in bocca e lo stomaco borbottante,ormai  la facevano da padroni. Vi chiederete cosa può aver avvicinato due visioni tanto diverse? Naturalmente l’assaggio. Un buon hamburger scelto con cura tra i vari chioschi, preparato al momento, sotto il mio sguardo vigile che già cercava di carpire qualche segreto e mangiato accovacciati su una gradinata in mezzo alle altre persone. Caldo, gustoso e profumato, ben bilanciato nei sapori, ci ha conquistati. Tornati a casa abbiamo iniziato a sperimentare qualche ricettina, come sempre italianizzata e profumata.

    Ancora una volta a Londra si può davvero fare tutto e per non soffrire troppo il distacco, ci portiamo sempre a casa tanti ricordi e nuovi progetti da realizzare. Inizia così con questa ricetta il nostro viaggio nella terra degli hamburger e vogliamo condividerlo con voi.

    INGREDIENTI per 2-3 HAMBURGER:

    • 2 tranci di salmone fresco o surgelato
    • 1 cucchiaino di semi di finocchio
    • 2 cucchiai di pangrattato
    • 1 albume d’uovo
    • 1 cucchiaino di coriandolo
    • 1/2 cucchiaino di curcuma
    • 1 pizzico di sale
    • pepe macinato fresco
    • olio extravergine di oliva
    • panini per hamburger
    • 1 finocchio fresco

    INGREDIENTI per la MAIONESE al BASILICO:

    • 2 uova intere + 1 tuorlo a temperatura ambiente
    • succo di 1/2 limone a temperatura ambiente
    • 1 pizzico di sale
    • 5-6 foglie di basilico
    • olio di semi

    PROCEDIMENTO:

    Con un buon coltello affilato, iniziare a tagliare i tranci di salmone, fino ad ottenere un trito abbastanza grossolano.

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    Versare il tutto in una ciotola ed aggiungere i semi di finocchio, il pangrattato, il coriandolo, la curcuma, l’albume d’uovo, un pizzico di sale e una bella macinata di pepe fresco. Amalgamare bene gli ingredienti, fino ad ottenere un composto omogeneo. Con l’apposito stampo a pressa o semplicemente a mano, iniziare a formare gli hamburger di salmone. Metterli da parte.

    Preparare la maionese,  possibilmente in un contenitore stretto e alto, come ad esempio il bicchiere in dotazione al frullatore ad immersione, mettere le 2 uova e il tuorlo portati a temperatura ambiente, con un pizzico di sale. Con il frullatore ad immersione, frullare per circa 1 minuto a massima velocità. Trascorso questo tempo aggiungere il succo di limone filtrato e iniziare ad incorporare l’olio di semi a filo, senza mai smettere di frullare e compiendo movimenti dal basso verso l’alto per dare aria al composto. Verso la fine aggiungere le foglie di basilico fresco e continuare a frullare. Raggiunta la consistenza desiderata, coprire il recipiente con pellicola per alimenti e riporre in frigorifero.

    Lavare il finocchio e tagliarlo a fettine sottilissime. Versarle in un tegame con un cucchiaio di olio extra vergine di oliva, sale e pepe. Cuocere 4-5 minuti a fiamma viva, poi spegnere e tenere in caldo. Deve mantenersi abbastanza croccante.

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    Scaldare la piastra o un tegame antiaderente, versare un cucchiaio di olio extra vergine di oliva e cuocere gli hamburger 3-4 minuti per lato a fiamma viva.

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    Una volta cotti, rimuovere dalla piastra e tenere in caldo. Nella stessa piastra scaldare/tostare il pane.

    Preparare i piatti da portata. Comporre gli hamburger con il pane tostato, il salmone tenuto in caldo, i finocchi croccanti  e un doppio strato di maionese al basilico. Servire caldo.

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    CONSIGLIO: fate attenzione nella tosatura del pane, e’ meglio scaldarlo solo nella parte interna o  al massimo 2 secondi sul dorso. La ragazza del chiosco tostava entrambi i lati ma la sua esperienza le ha consentito di darmi un hamburgher che non era ammaccato come il mio.

     

    Spezzatino di soia al latte di riso e curcuma

  • sabrina
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  • 23 Gennaio 2016
  • A volte ho l’impressione che cucina faccia rima con libertà o che semplicemente possa assere un suo sinonimo. Come già vi ho detto amo assaggiare tutto  e difficilmente il nuovo sapore che sperimento non incontra il mio gusto! Quando sono ospite a cena o pranzo da qualcuno, capita che mi chiedano se c’è qualcosa che […]

    A volte ho l’impressione che cucina faccia rima con libertà o che semplicemente possa assere un suo sinonimo. Come già vi ho detto amo assaggiare tutto  e difficilmente il nuovo sapore che sperimento non incontra il mio gusto! Quando sono ospite a cena o pranzo da qualcuno, capita che mi chiedano se c’è qualcosa che non mangio. Sorrido e rispondo a questa cortese domanda: ” solo canditi e acqua gasata”. Ed è in quel momento che sul volto di chi ospita e cucina si allarga un’altro sorriso che ha proprio il sapore della libertà.

    Incuriosita dalle tante proposte culinarie che ogni giorno ci vengono pubblicizzate, articoli, casi di malattia e casi di salute o guarigione, ho voglia di dare spazio nel mio carrello a prodotti vegetariani, vegani e tutto quel che verrà.  Una mia collega mi ha parlato dei bocconcini di soia e ho sentito subito la necessità di fare una prova, con una ricetta tradizionale. La storia finisce qui? Certo che no, prosegue con una seconda confezione di bocconcini, le verdure che avevo in frigo e il mezzo litro di latte di riso, preso in un momento di novità compulsiva è ormai prossimo alla scadenza, poiché se n’è rimasto tranquillo tranquillo nel frigorifero. Il resto della storia ve lo racconto con la ricetta  e anche se la ricetta è nata per pura ispirazione artistica, come quando si lanciano pennellate di colore sulla tela bianca per poi osservare il risultato, ho assaggiato. Ero un po’ titubante ma amare questa ricettina di sprazzi d’arte non è stato difficile. Cremosa, delicata e speziata al punto giusto. Spero vi piaccia la mia tavolozza di colori!!!

    INGREDIENTI:

    • 100 g bocconcini di soia
    • 500 ml di latte di riso
    • 2-3 carote
    • 1/2 scalogno
    • 1 gambo di sedano
    • 2/3 peperoni verdi dolci ( in alternativa 1 peperone rosso piccolo)
    • 1 cucchiaino colmo di curcuma
    • timo
    • pepe macinato fresco
    • 1 spicchio di aglio
    • olio extra vergine di oliva
    • sale

    PROCEDIMENTO:

    Circa 1 ora prima di preparare lo spezzatino, mettere i bocconcini di soia in ammollo in una ciotola con acqua tiepida. Trascorso questo tempo i bocconcini si saranno reidratanti ed avranno assunto la consistenza di una spugna.  Pulire le carote, il sedano e i peperoni, poi tagliarli a cubetti. In un tegame scaldare un filo di olio extra vergine di oliva con lo spicchio di aglio  e lo scalogno tritato. Aggiungere i cubetti di verdura preparati e rosolarli per 2-3 minuti. A questo punto possiamo incorporare i bocconcini di soia dopo averli strizzati, per espellere l’acqua. Incorporarli alle verdura con il timo e la curcuma. Regolare di sale e pepe e saltare per 2-3 minuti. È giunto il momento di irrorare il tutto con il latte di riso, mescolare bene e lasciare restringere a fiamma viva per circa 20 minuti o fino a quando la quota umida si sarà asciugata lasciando spazio ad una bella cremina avvolgente e delicata. Servire caldo con una macinata di pepe fresco.

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    Torta di pane e cioccolato all’amaretto

  • sabrina
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  • 17 Gennaio 2016
  • Domenica  mattina al lavoro. In strada la macchina brilla con il gelo della notte, così si parte piano piano, pulendo i vetri e aspettando che aumenti un po’ la temperatura. Sono le 6:20, in strada sono sola, le luci delle case sono tutte spente e tutti dormono al calduccio. Non posso non invidiare chi oggi […]

    Domenica  mattina al lavoro. In strada la macchina brilla con il gelo della notte, così si parte piano piano, pulendo i vetri e aspettando che aumenti un po’ la temperatura. Sono le 6:20, in strada sono sola, le luci delle case sono tutte spente e tutti dormono al calduccio. Non posso non invidiare chi oggi fa festa. Poi incrocio due auto che come me si aggirano assonnate intorno all’ospedale. Si comincia.  Sette ore con un turno tutto sommato tranquillo poi finalmente le ore 14 e il cambio dei colleghi. Corro fuori pronta a stringere gli occhi quando i raggi di questo sole meraviglioso li travolgerà. Ora inizia la mia domenica. A casa mi attendono mio marito, i miei cuccioli e la moka che sobbolle allegra sul fuoco, con il suo oro nero e il suo inconfondibile profumo che mi accoglie. Poi la sorpresa! Questa prelibata torta preparata da mia suocera Catia, che gentilmente condivide con me le ricette nuove e ancora meglio mi regala un assaggio.  Soffice, cioccolatosa e profumata all’amaretto, conquista con il suo gusto rotondo come una coccola, proprio quello che ci voleva per rilassarsi e assaporare un giorno di festa. Grazie Catia.

    INGREDIENTI:

    • 200 g di amaretti sbriciolati
    • 200 g di pane grattugiato
    • 250 g di cioccolato fondente a scaglie
    • 400 ml di panna fresca
    • 200 g di zucchero
    • 2 uova intere

    PPROCEDIMENTO:

    Sbattere le uova con lo zucchero, fino a creare una crema liscia e omogenea. Aggiungere gli amaretti sbriciolati, il pangrattato e le scaglie di cioccolato fondente. Amalgamare bene il tutto. Per ultimo incorporare gradatamente la panna fresca, sempre mescolando.  Foderare uno stampo da forno con apposita carta, poi versarvi il composto e infornare a 160 gradi in modalità statica per circa 1 ora. Verificare la cottura del dolce facendo la prova dello stecchino.

    Coda di rospo al cartoccio mediterraneo

  • sabrina
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  • 16 Gennaio 2016
  • Continua la mia ricerca di piatti leggeri, con poche calorie, senza rinunciare al sapore. Avevo a disposizione due magnifiche code di rana pescatrice. Ricche di polpa dal gusto delicato e zero spine sono le caratteristiche che le contraddistinguono. Diventa ancor più facile adattarle a tante diverse ricette. Così ho provato questo cartoccio che riesce a […]

    Continua la mia ricerca di piatti leggeri, con poche calorie, senza rinunciare al sapore. Avevo a disposizione due magnifiche code di rana pescatrice. Ricche di polpa dal gusto delicato e zero spine sono le caratteristiche che le contraddistinguono. Diventa ancor più facile adattarle a tante diverse ricette. Così ho provato questo cartoccio che riesce a prendersi cura delle mie codine in cottura, profumandole a dovere. La magia si compie all’apertura di questo premuroso cartoccio, che oltre ad aver garantito il giusto grado di umidità per non disidratare la polpa, sprigiona tutti gli aromi utilizzati in un mix che sa di mediterraneo e di spezie.

    INGREDIENTI per 2 PERSONE:

    • 2 code di rospo (o rana pescatrice)
    • 6 pomodori ciliegini o datterini
    • 1 mandarino biologico
    • prezzemolo fresco
    •  olio extravergine di oliva
    • 20 ml di vino bianco
    • 1 misurino di brodo di pesce
    • 1 cucchiaino di curcuma
    • pepe macinato fresco

    PROCEDIMENTO:

    Lavare bene le code di rospo sotto l’acqua corrente fresca ed assicurarsi che non siano rimasti residui di pelle o lische.  A parte in una pirofila a pareti alte preparare 2 quadrati di carta da forno piegati a metà, come a formare un “fagotto”.

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    In ogni cartoccio adagiare 1 coda di rospo con 3 pomodorini tagliati a metà , una manciata di prezzemolo fresco, la polpa, il succo  e le scorzette di 1/2 mandarino pelato a vivo, 1/2 misurino di brodo di pesce, 10 ml di vino bianco, 1/2 cucchiaino di curcuma in polvere, pepe macinato fresco e per finire un filo di olio extravergine di oliva.

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    Chiudere i cartocci, arricciando anche le estremità, per trattenere il vapore all’interno, in questo modo il pesce non risulterà asciutto e tutti i profumi verranno preservati.

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    Infornare a 180 gradi in forno statico per circa 30-35 minuti, secondo la grandezza delle code. Sfornare e aprire delicatamente il cartoccio, poiché ha trattenuto il vapore bollente. Servire caldo con un filo di olio extra vergine di oliva a crudo.

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    CONSIGLIO: a scelta potete servire le code già estratte dall’involucro e adagiate nel piatto con i pomodorini di guarnizione o servire l’intero cartoccio per un effetto più coreografico. In questo caso se lo gradite, potete gustare anche il brodetto di pesce che si sarà formato in cottura, magari accompagnandolo con fette di pane abbrustolito.

    Crema di cavolo cappuccio viola

  • sabrina
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  • 15 Gennaio 2016
  • Giunti ormai a metà gennaio, reduci dalle laute mangiate delle feste natalizie, e’ ora di ritornare a consumare piatti più leggeri. Non sto parlando certo di preparativi alla prova costume, non sono una sportiva  e tra mare e montagna, scelgo assolutamente i verdi monti con i suoi boschi, per tanto finirei col predicare bene e […]

    Giunti ormai a metà gennaio, reduci dalle laute mangiate delle feste natalizie, e’ ora di ritornare a consumare piatti più leggeri. Non sto parlando certo di preparativi alla prova costume, non sono una sportiva  e tra mare e montagna, scelgo assolutamente i verdi monti con i suoi boschi, per tanto finirei col predicare bene e razzolare male. Semplicemente credo nell’aver cura del proprio corpo, dove è bello concedersi qualche strappo alle regole per godere della buona tavola e bilanciare successivamente con piatti leggeri e gustosi che disintossicano un po’ l’organismo.  Detto ciò chiariamo anche la seconda regola della buona tavola, per cui leggero non significa senza gusto.

    Questa ricetta come a volte mi capita nasce per caso. Parto con un’idea, quando si accende la lampadina e la mia ricetta vira verso un’altro risultato. Amo il cavolo cappuccio viola, così croccante e gustoso. Praticamente privo di scarti, si conserva a lungo senza mai tradire la sua straordinaria tonalità violacea che dona eleganza e vigore ad ogni piatto.

    Ecco il mio piccolo esperimento, partito come un semplice contorno e approdato nella sconfinata terra di zuppe e vellutate invernali.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 1/2 cavolo cappuccio viola
    • 2 patate grandi
    • 1/2 spicchio di aglio
    • 1 noce di burro
    • sale
    •  pepe macinato fresco
    • 2 litri di acqua fredda

    PROCEDIMENTO:

    Tagliare il cavolo cappuccio viola a fettine sottili, metterle nel colapasta e lavarle sotto l’acqua corrente fresca.  Pelare le patate e ridurle a cubetti. In una pentola a pareti alte sciogliere una noce di burro con il 1/2 spicchio di aglio. Aggiungere i cubetti di patate saltare un minuto nel burro, poi incorporare il cavolo cappuccio, una presa di sale e una macinata di pepe fresco.

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    Coprire con 2 litri di acqua fredda e portare a bollore. Cuocere per circa 40 minuti. Il liquido di cottura dovrà ridursi di almeno 1/3 e le patate tenderanno a sfaldarsi. Spegnere il fuoco, passare il tutto con il frullatore ad immersione, fino ad ottenere una crema liscia e omogenea.

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    CONSIGLIO: in questa ricetta non ho aggiunto volutamente ingredienti dal sapore deciso, per non sovrastare il sapore del cavolo cappuccio viola, il quale, pur essendo ammorbidito dalla patate, emerge. Tuttavia se preferite una vellutata sana e dal sapore più intenso, potete aggiungere uno scalogno e farlo appassire con il burro all’inizio, oltre ad incorporare un po’ di buon parmigiano a media stagionatura prima di servire.

    Tonno al curry con radicchio tardivo e fiori di tarassaco

  • sabrina
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  • 11 Gennaio 2016
  • In questa giornata d’inverno, tanto  estasiata da un sole straordinario, quanto sorpresa da un forte vento caldo, non ho proprio potuto resistere. Il richiamo di una bella passeggiata in campagna tra i campi a riposo, con mio marito e nostri  bimbi quadrupedi che corrono felici, senza guinzaglio mi chiamava così forte da sovrastare il sibilo del […]

    In questa giornata d’inverno, tanto  estasiata da un sole straordinario, quanto sorpresa da un forte vento caldo, non ho proprio potuto resistere. Il richiamo di una bella passeggiata in campagna tra i campi a riposo, con mio marito e nostri  bimbi quadrupedi che corrono felici, senza guinzaglio mi chiamava così forte da sovrastare il sibilo del vento. I colori della natura sono così vivi da saziare gli occhi. Il buonumore si fa strada e sogno già l’arrivo della primavera con i suoi fiori, i suoi profumi e naturalmente l’avvio del nuovo orto per l’estate. Persa tra i miei pensieri mi imbatto in meravigliosi fiori di tarassaco. Li ho utilizzati ancora in cucina e guardandoli le mie papille gustative si accendono, così iniziò a raccoglierne alcuni, per finire con mio marito che rimane a mani tese per  accogliere tutti quelli che io porto correndo qua e là.  Dopo aver trascorso questo bel pomeriggio all’aperto in pieno relax, corro in cucina per racchiudere i colori e il ricordo di questa giornata in un piatto. Ecco la ricetta che ho creato.

    INGREDIENTI per 2 PERSONE:

    • 2 tranci di tonno congelati
    • 2 cucchiaini di Curry
    • 1 pizzico di sale fino
    • olio extravergine di oliva
    • 20 ml di vino bianco
    • 2 caspi di radicchio tardivo
    • 1 spicchio di aglio
    • pepe macinato fresco
    • fiori di tarassaco

    PROCEDIMENTO:

    Per il corretto consumo in sicurezza dei tranci di tonno, va sempre rispettata la regola delle 96 ore di gelo, seguita da un lento scongelamento in frigo, per debellare il batterio Anisakis. (Solo il cuore del trancio di tonno non viene raggiunto dal calore durante la cottura).

    Circa 1 ora prima di cuocere il tonno, preparare una marinatura con il curry, un pizzico di sale, 3-4 cucchiai di olio extravergine di oliva e il vino bianco. Mescolare e versare sui tranci di tonno precedentemente lavati con acqua corrente fresca, massaggiandoli per distribuire in modo omogeneo la marinatura. Coprire con pellicola per alimenti e mettere a riposare in frigorifero. Intanto lavare i caspetti di radicchio tardivo e tagliarli a spicchi, eliminando la parte inferiore del gambo,  più rigida. Mettere il radicchio tagliato in un tegame con un filo di olio extravergine di oliva, uno spicchio di aglio, un pizzico di sale e pepe macinato fresco. Saltare  circa 1o minuti a fiamma viva mescolando spesso. Spegnere il fuoco e tenetere in caldo. A parte lavare i fiori di tarassaco e metterli a scolare su carta assorbente da cucina. Pochi minuti prima di servire, scaldare la piastra o pietra ollare o semplicemente un buon tegame antiaderente. Cuocere i Trani di tonno  2-3 minuti per lato, secondo lo spessore della tagliata. Impiattare con un letto di petali di radicchio tardivo tenuto in caldo, adagiarvi il trancio di tonno caldo e fiori di tarassaco freschi. Servire caldo.

    CONSIGLIO: Per il curry io ho usato una fantastica miscela acquistata in un mercatino, il curry di Città del Capo, che è leggermente piccante e molto aromatico. In alternativa potete usare il curry classico, reperibile in qualsiasi supermercato e aggiungere 1 o 2 chiodi di garofano tritati.

    Per il tarassaco invece, se amate la nota amara del piatto, potete saltare qualche fiore in padella insieme ai petali di radicchio tardivo, anziché aggiungerli solo freschi per la guarnizione finale.

     

    Torta di riso

  • sabrina
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  • Oggi voglio condividere con voi la ricetta di un classico, la torta di riso. È una di quelle ricette che esistono da sempre, di cui ne sono state create tante diverse versioni, pur mantenendo sempre come denominatore comune, il suo sapore delicato ed elegante. Per tanti anni mi sono ripromessa di provare a farla, ma […]

    Oggi voglio condividere con voi la ricetta di un classico, la torta di riso. È una di quelle ricette che esistono da sempre, di cui ne sono state create tante diverse versioni, pur mantenendo sempre come denominatore comune, il suo sapore delicato ed elegante. Per tanti anni mi sono ripromessa di provare a farla, ma ero un po titubante sulla preparazione della frolla, in quanto da giovane sperimentavo di più con le ciambelle classiche. Poi cercando in internet ho scoperto questa versione, interamente fatta di riso, dove il suo gusto rotondo e la consistenza del riso si possono percepire ancora distintamente. Quasi a dire che se si chiama torta di riso, quest’ultimo elemento dovrà pur spiccare. Il risultato è un dolce che richiede un po’ di attenzione e tempo per la preparazione, ma come sempre, tutta la cura che dedichiamo alla sua esecuzione, la ritroviamo all’assaggio sotto forma di ricompensa. Buon assaggio.

    INGREDIENTI:

    • 1 litro di latte parzialmente scremato
    • 200 g di riso (qualità Originario o Vialone Nano)
    • 200 g di zucchero
    • 200 g di farina di mandorle
    • 4 uova intere
    • la buccia di un limone grattugiata
    • 1 pizzico di sale
    • zucchero a velo vanigliato
    • burro e pangrattato per foderare lo stampo

    PROCEDIMENTO:

    In una pentola a pareti alte, portare a bollore il litro di latte con un pizzico di sale. Unire il riso e cuocere a fiamma media, mescolando, fino a quando tutto il latte sarà stato assorbito. Spegnere il fuoco ed incorporare a caldo lo zucchero, la farina di mandorle e la buccia del limone, mescolare bene e lasciare intiepidire. Quando il composto avrà raggiunto la temperatura ambiente, unire anche le uova intere e amalgamare bene. A parte foderare una tortiera del diametro di circa 24 cm o il classico stampo da ciambella con il foro centrale, con un velo di burro e una manciata di pangrattato. Versare nello stampo il composto ottenuto e infornare a 180 gradi in forno statico per circa 30 minuti. Verificare le cottura con la prova dello stecchino. Guarnire con zucchero a velo vanigliato.

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    Risotto alla Guinness e lardo di Colonnata

  • sabrina
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  • 6 Gennaio 2016
  • Lo confesso, non vado pazza per la birra.  Qualche volta assaggio  una birra diversa da mio marito, ma non balza mai al primo posto nella classifica delle mie scelte. I sapori si distinguono, tra le tante varietà di bionde, rosse, scure, crude e ora le tanto acclamate artigianali. Certamente si tratta di un mondo vasto, […]

    Lo confesso, non vado pazza per la birra.  Qualche volta assaggio  una birra diversa da mio marito, ma non balza mai al primo posto nella classifica delle mie scelte. I sapori si distinguono, tra le tante varietà di bionde, rosse, scure, crude e ora le tanto acclamate artigianali. Certamente si tratta di un mondo vasto, ricco di storia e tradizioni. Poi nel 2013 durante il viaggio di nozze in Irlanda, abbiamo fatto la classica tappa allo stabilimento della Guinness. La sua storia, i vecchi edifici, i cancelli e la lavorazione con i suoi profumi, mi hanno fatto venire una gran voglia non solo di assaggiarla, ma di saperne di più. Al termine della visita ho ordinato la mia prima Guinness, guardando Dublino dall’alto e scattando foto in quantità. Poi lei! Densa profumata, dalla consistenza quasi cremosa, appena spillata con due dita di schiuma. Appoggio le labbra in questo piccolo mare che sembra una mousse dall’inconfondibile aroma e inizio a fantasticare sul suo utilizzo in cucina, come già la ditta stessa suggeriva. Nei giorni a seguire al pub ho ordinato ancora la mia piccola Guinness con un fantastico Hamburger  o con altri piatti da pub, imparando ad apprezzarla. Tornata a casa ho iniziato a sperimentare qualche ricetta di ispirazione Irlandese, scoprendo sempre di più il lato buono e amaro della birra. Ecco la prima ricetta che voglio condividere con voi.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 6 tazzine da caffè di riso per risotti ( varietà Carnaroli)
    • 1 lattina di birra Guinness
    • 50 g di Lardo di Colonnata
    • Pepe macinato fresco
    • 1 scalogno intero + 1/2
    •  2 carote
    • 1 gambo di sedano
    • 50 g di parmigiano di media stagionatura
    • noce moscata
    • 1 dado classico
    • 1 noce di burro

    PROCEDIMENTO:

    Preparare il brodo per la cottura del riso , mettendo in 2 litri di acqua fredda lo scalogno intero, le carote, il gambo di sedano e il dado classico. Portare a bollore e cuocere per circa 30 minuti o fino a farlo ridurre di almeno 1/4 del suo volume. A questo punto abbassare la fiamma per mantenerlo sempre in temperatura e iniziare a comporre il risotto.

    In una pentola a pareti alte, far sciogliere a fiamma dolce il lardo di Colonnata con il 1/2 scalogno per qualche minuto ( non è necessario aggiungere olio).

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    Quando il lardo risulta lucido e lo scalogno appassito, incorporare il riso e farlo tostare per qualche minuto.

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    Terminata la tostatura del riso irrorare con tutta la birra scura, aggiungere una macinata di pepe fresco e mescolare di tanto in tanto. Quando il riso avrà assorbito quasi tutta la birra, aggiungere qualche mestolo del brodo che abbiamo mantenuto caldo, per non fermare il bollore e proseguire la cottura. Aggiungere brodo fino alla completa cottura del riso

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    Quando il riso avrà raggiunto il giusto grado di cottura e avrà mantenuto una consistenza cremosa, spegnere la fiamma e incorporare il parmigiano grattugiato, una leggera grattata di noce moscata e una noce di burro per mantecare. Se necessario regolare di sale. Mescolare e lasciare riposare 2 minuti.  Servire caldo.

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    CONSIGLIO: per dosare il riso mi affido alla regola di una tazzina da caffè  per ogni commensale. Tuttavia ho sempre paura che sia poco e francamente preferisco che ne rimanga un po’, magari per replicare, così aggiungo una tazzina ogni 2 invitati. Ad esempio per 4 ospiti, doso 6 tazzine piene, e così via.

     

    Involtini di pollo al radicchio tardivo

  • sabrina
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  • 5 Gennaio 2016
  • Radicchio! Di Chioggia, trevigiano, dal caspo arrotondato o dalle foglie altrettanto croccanti ,ma allungate, comunque sia sono i classici, che utilizzo da sempre, quasi fossero amici di vecchia data. Poi un giorno di spesa come tanti altri, mentre cerco gli ingredienti per una ricetta che voglio realizzare, lo vedo. Non è la prima volta che […]

    Radicchio! Di Chioggia, trevigiano, dal caspo arrotondato o dalle foglie altrettanto croccanti ,ma allungate, comunque sia sono i classici, che utilizzo da sempre, quasi fossero amici di vecchia data. Poi un giorno di spesa come tanti altri, mentre cerco gli ingredienti per una ricetta che voglio realizzare, lo vedo. Non è la prima volta che ci incontriamo,ma ero distratta. Passo oltre, mentre l’occhio e la mente si sono fermati al nostro incontro. Termino la spesa poi torno da lui. Non è segnato nella lista della spesa eppure oggi mi sembra improvvisamente indispensabile. Ci presentiamo, lui e’ il radicchio tardivo e la mia curiosità culinaria già accarezza i suoi riccioli, come petali di un bel fiore. Sono già ansiosa di scoprire le caratteristiche del suo sapore più delicato pur mantenendo la nota amara. La mia cucina lo attende e insieme scriveremo un nuovo capitolo è una nuova esperienza.

    INGREDIENTI:

    • 4 fettine di petto di pollo
    • 1 radicchio tardivo
    • 2 sottilette
    • 1/2 bicchiere di vino bianco
    • 1/2 dado classico
    • pepe macinato fresco
    • 1 spicchio di aglio in camicia
    • olio extravergine di oliva
    • sale

    PROCEDIMENTO:

    Lavare le fettine di pollo sotto l’acqua corrente, poi adagiarle sul tagliere e batterle per renderle più morbide e sottili. Lavare anche il radicchio tardivo, privarlo del gambo e delle parti più rigide alla base, poi tagliarlo in 4 spicchi.

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    A questo punto possiamo preparare gli involtini.

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    Condire ogni fettina di pollo adagiata sul tagliere con un pizzico di sale e una macinata di prese fresco, aggiungere uno spicchio di radicchio tardivo e arrotolare le fettine, partendo da un margine, cercando di compattarle bene. Fermare con stuzzicadenti o se preferite spago/elastici da cucina.

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    In un tegame scaldare un filo di olio extravergine di oliva con l’aglio in camicia. Quando e’ caldo adagiarvi gli involtini e scottarli a fiamma viva un minuto per lato. Aggiungere il 1/2 dado, pepe macinato e il vino bianco. Abbassare la fiamma e proseguire la cottura con il coperchio chiuso. Dopo circa 15 minuti togliere il coperchio, girare gli involtini e terminare la cottura facendo restringere il sughetto.

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    Nel frattempo tagliare a 1/2 le sottilette di formaggio. Servire gli involtini caldi, guarniti con 1/2 sottiletta  e una macinata di pepe fresco.