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Fagottini di radicchio alla bufala

  • sabrina
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  • 31 Ottobre 2015
  • Nella mia memoria hallowen è sempre stata una festa americana, completamente folle, con i  suoi costumi che coinvolgono grandi e piccini, il tradizionale ” dolcetto o scherzetto” e l’atmosfera horror! In effetti non si tratta di una festa che sento è che vivo nel modo abituale, così quando mio marito mi ha chiesto se volevamo […]

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    Nella mia memoria hallowen è sempre stata una festa americana, completamente folle, con i  suoi costumi che coinvolgono grandi e piccini, il tradizionale ” dolcetto o scherzetto” e l’atmosfera horror! In effetti non si tratta di una festa che sento è che vivo nel modo abituale, così quando mio marito mi ha chiesto se volevamo festeggiarlo, ho sentito la necessità di imprimere a questa buffa ricorrenza la nostra impronta e creare una nostra tradizione…… Sarò un po’ abitudinaria ma ho scelto di preparare una cenetta sfiziosa in casa, con del buon vino è un menù con i prodotti di stagione, che amiamo molto. Si potrebbe anche dire che ogni occasione è buona per cucinare e mettersi a tavola!

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 1 caspo di radicchio
    • 100 g di stracciatella di bufala
    • 50 g parmigiano grattugiato
    • 50 g di pangrattato
    • sale
    • olio extra vergine di oliva
    • pepe macinato fresco
    • 1 spicchio di aglio in camicia.

    PROCEDIMENTO:

    Per prima cosa pulire il radicchio, separando le foglie esterne più grandi e avvolgenti dal cuore. Eseguire questa operazione con molta delicatezza, poiché saranno proprio le foglie più esterne a costituire l’involucro del ripieno. Calcolare circa 2-3 foglie per commensale, secondo la grandezza.  Mettere sul fuoco un tegamino con acqua fredda e lessarvi le foglie intere ricavate, per circa 4 minuti. Terminata questa operazione, scolarle e disporle in un piatto, aperte senza sovrapporle. Lasciarle raffreddare.

    Tagliare il restante cuore del radicchio a striscioline, sciacquare, scolare e saltare in padella con un cucchiaino di olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Cuocere  a fiamma media, senza aggiungere acqua, perché sarà il radicchio ad emettere i propri liquidi.

    A parte mettere in una ciotola il parmigiano grattugiato, il pangrattato, una macinata di pepe,  la stracciatella di bufala tagliata a coltello e in fine il radicchio saltato in padella, già raffreddato. Amalgamare bene.

    Stendere sul piano di lavoro le foglie  lessate e con le mani prendere piccole porzioni dell’impasto ottenuto, compattarle un po’ per formare delle polpettine ovali e adagiarle sulle foglie. Richiudere i margini di queste, cercando di racchiudere il più possibile il ripieno, per evitare che fuoriesca in cottura. Non necessitano di lacci.

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    Scaldare una padella antiaderente con un filo di olio extra vergine di  oliva una macinata di pepe, un pizzico di sale e uno spicchio di aglio in camicia. Adagiarvi i fagottini e scottarli 2 minuti per lato. Servire caldi.

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    Sformatini di patate e broccoli

  • sabrina
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  • 30 Ottobre 2015
  • Mai come in questi giorni, si è parlato dei danni provocati da una dieta ricca di carne e insaccati. I capolavori italiani si vedono etichettare addirittura come cancerogeni. È triste, perché la cucina è un piacere, è star bene riuniti intorno ad una tavola imbandita, è varia, e’ per tutti i gusti, insomma siamo noi! […]

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    Mai come in questi giorni, si è parlato dei danni provocati da una dieta ricca di carne e insaccati. I capolavori italiani si vedono etichettare addirittura come cancerogeni. È triste, perché la cucina è un piacere, è star bene riuniti intorno ad una tavola imbandita, è varia, e’ per tutti i gusti, insomma siamo noi! Siamo Italiani con il nostro culto del buon mangiare e del bel vivere, con i chili di troppo, in lotta con la dieta e gli strappi alle regole, ma ora questa notizia dell’OMS. Getta un po’ nel panico, eppure noi abbiamo la dieta Mediterranea e abbiamo sempre saputo che frutta e verdura, vanno consumati in abbondanza, poi il pesce, i formaggi…. La regola e’ sempre la stessa, la dieta deve essere varia e non si deve eccedere con il consumo di qualsiasi alimento.

    Mi ritrovo a fare queste considerazioni proprio mentre sono immersa nella mia cucina tra pentole e fuochi, felice e ispirata, come ogni volta che posso dedicare un po’ del mio tempo a sperimentare nuove ricette.  Oggi seguo l’onda della cronaca e ne approfitto per provare una ricetta che avevo pensato da tempo, in perfetto stile vegetariano, bio e soprattutto di stagione. Largo ai  broccoli e alla salute con sapore!

    INGREDIENTI:

    • 500 g di patate al netto degli scarti
    • 300 g di broccoli ( solo le cime)
    • 250 ml latte parzialmente scremato
    • 50 g di parmigiano stagionato 24 mesi
    • 1 uovo
    • sale
    • pepe
    • noce moscata
    • 40 g di burro + una noce per imburrare gli stampi
    • olio extra vergine di oliva
    • pangrattato

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    PROCEDIMENTO:

    Pelare le patate, tagliarle a pezzettoni e cuocerle a vapore. Io uso la cottura a vapore in microonde con 8 minuti a massima potenza, ma vanno benissimo anche la tecnica tradizionale o con la pentola a pressione. terminata la cottura, estrarle  e metterle a raffreddare in una ciotola, cambiare l’acqua della vaporiera e cuocervi le cime del broccolo già lavate e separate dal gambo.  Cuocere anche queste per 5 -6 minuti a potenza massima. Lasciare raffreddare.

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    Passare le patate con lo schiacciapatate, scegliendo se possibile l’inserto con la trama più grande, per mantenere la consistenza  della patata all’assaggio.

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    Mettere le patate schiacciate  in un tegame con il burro, un pizzico di sale e il latte, aggiungendolo poco per volta. Mescolare spesso e cuocere a fiamma bassa. Togliere dal fuoco ed incorporare il parmigiano grattugiato e una buona macinata di noce moscata, mescolare bene.

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    Tagliare a piccoli pezzetti i broccoli già raffreddati e condire con un pizzico di sale, una macinata di pepe e olio extra vergine di oliva.

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    Unire i broccoli conditi e l’uovo al purè di patate. Amalgamare bene. Con l’ausilio di un mestolo dividere il composto ottenuto in piccoli stampi mono porzione, precedentemente imburrati e spolverati con pangrattato.

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    Disporre tutti gli stampini nella teglia del forno in cui avremo versato 1/2 bicchiere di acqua per mantenere l’umidità in cottura. Infornare a 180 gradi per circa 20 minuti.

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    CONSIGLIO: ho scelto di cuocere le verdure separatamente, in tempi diversi, per mantenere ben definiti i loro sapori originali, tuttavia se il tempo a disposizione è poco, si possono tranquillamente cuocere in contemporanea. Le verdure possono anche essere lessate, anziché cotte a vapore, secondo le vostre abitudini.

     

    Pane di segale ai semi di finocchio

  • sabrina
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  • 26 Ottobre 2015
  • Come promesso eccomi qui a postare  la ricetta del pane che ho abbinato all’insalatina di speck, finocchi e melograno.  In verità le due ricette sono state preparate senza pensare al legame che le univa, ovvero il profumo dolce e aromatico del finocchio. Mi piace pensare che in qualche modo i buoni prodotti che ci permettono […]

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    Come promesso eccomi qui a postare  la ricetta del pane che ho abbinato all’insalatina di speck, finocchi e melograno.  In verità le due ricette sono state preparate senza pensare al legame che le univa, ovvero il profumo dolce e aromatico del finocchio. Mi piace pensare che in qualche modo i buoni prodotti che ci permettono di realizzare infinite ricette, genuine e gustose, hanno il potere di ispirarci e forse qualche volta di influenzarci. Così quando meno c’è lo aspettiamo la tavola si imbandisce di un piccolo menù che nasce dal caso, ma lascia la propria impronta per sempre.

    INGREDIENTI:

    • 350 g di farina 00
    • 150 g di farina di segale + 1 manciata per la lavorazione
    • 2 bustine di lievito di birra in polvere (14 g)
    • 320 ml di acqua tiepida
    • 10 g di sale fino
    • 15 g di semi di finocchio

    PROCEDIMENTO:

    In una capiente ciotola miscelare la farina 00 e la farina di segale, fare un foro al centro e versarvi l’acqua tiepida, nella quale avremo precedentemente sciolto il lievito di birra in polvere. Versare anche i semi di finocchio. Intorno alla fontana distribuire il sale. A poco a poco, con la forchetta iniziare a mescolare partendo dal centro, per inglobare gradualmente la farina e il sale. Quando la quota liquida e’ stata assorbita, versare il composto sulla spianatoia infarinata e impastare a mano per qualche minuto. Se necessario aggiungere poca farina, affinché l’impasto sia manipolabile e non si attacchi più alle mani.  Comporre già la forma desiderata, ad esempio piccoli panini o il classico pane in cassetta, utilizzando uno stampo da plum cake, foderato di carta da forno. Infarinare un po’ la superficie del nostro pane con la farina di segale tenuta da parte. Quest’ultima operazione permetterà, di ottenere una bella crosta fragrante e dall’aspetto rustico, che cela al proprio interno una soffice mollica. Mettere a lievitare in forno statico a 50 gradi (questa è la mia tecnica) per circa 1 ora e 1/2 o fino a quando il pane avrà raddoppiato il proprio volume.  Infornare a 180 gradi per circa 15-25 minuti, secondo la pezzatura scelta.

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    Insalatina di finocchi, melograno e speck

  • sabrina
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  • 25 Ottobre 2015
  • Conclusa la raccolta dell’uva, ora è il momento del melograno, poi tocchera’ ai cachi e mio papà e’ diventato il mio fornitore ufficiale. Controlla le piante  ogni settimana poi quando i frutti sono pronti e maturi al punto giusto, mi porta questi cesti di straordinaria bontà, 100% bio, altrimenti che gusto ci sarebbe a coltivare […]

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    Conclusa la raccolta dell’uva, ora è il momento del melograno, poi tocchera’ ai cachi e mio papà e’ diventato il mio fornitore ufficiale. Controlla le piante  ogni settimana poi quando i frutti sono pronti e maturi al punto giusto, mi porta questi cesti di straordinaria bontà, 100% bio, altrimenti che gusto ci sarebbe a coltivare i propri frutti e ortaggi.  Ho cominciato a consultare un po’ i miei libri di ricette, i vecchi appunti e le novità on line, per preparare qualche piatto sfizioso  in grado di esaltare il sapore fresco e leggermente aspro del melograno, poi dopo tante consultazioni, con l’acquolina e lo stomaco borbottante per la fame, ho avuto l’illuminazione. È una giornata di sole, accarezzata da un venticello frizzante, che mi fa venire voglia di una buona insalata, fresca e  croccante per riunire in un unico piatto i prodotti di questa stagione.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 2 finocchi
    • 1 melograno grande
    • 200 g di speck a fiammiferi
    • olio extra vergine di oliva, di buona qualità
    • un pizzico di sale
    • pepe macinato fresco

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    PROCEDIMENTO:

    Per prima cosa l’operazione che richiede maggior pazienza e precauzioni per evitare di tingere di rosso la cucina, sgranare il melograno!  Raccogliere tutti i grani in una terrina e metterli da parte. Lavare i finocchi tagliarli a pezzetti non troppo gradi o fettine sottili. Unire questi e lo speck tagliato a listarelle, ai grani di melograno. Condire con un pizzico di sale, una macinata di pepe e olio extra vergine di oliva quanto basta. Amalgamare bene e servire.

    CONSIGLIO: Se non gradite ritrovarvi i semi di melograno durante la degustazione, potete sostituire i semi con il solo succo di metà frutto. Basterà amalgamarlo con l’olio , il sale e il pepe per creare un’emulsione e condire l’insalata di finocchi e speck. Se adottate questa soluzione, conviene spremere il melograno appena prima di servire, poiché disperde facilmente le proprietà benefiche del frutto.

    Personalmente l’ho gustata, accompagnata dai piccoli panini che vedete nella foto. Si tratta di pane di segale ai semi di finocchio fatto in casa ( naturalmente e’ la prossima ricetta che posterò) dove il richiamo dell’aroma di finocchio e’ davvero piacevole.

     

    Cuori di merluzzo, zafferano e paprika

  • sabrina
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  • 24 Ottobre 2015
  • Quante volte ci poniamo la solita domanda : ” cosa faccio stasera per cena?”. Non importa se siamo cuoche appassionate, semplici provette o per nulla interessate, i pasti sono una costante della nostra vita e non sempre abbiamo a disposizione ore e ore da dedicare a nuove ricette o nuovi ingredienti. Forse dei semplici cuori […]

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    Quante volte ci poniamo la solita domanda : ” cosa faccio stasera per cena?”. Non importa se siamo cuoche appassionate, semplici provette o per nulla interessate, i pasti sono una costante della nostra vita e non sempre abbiamo a disposizione ore e ore da dedicare a nuove ricette o nuovi ingredienti. Forse dei semplici cuori di merluzzo surgelati, acquistati e posti in freezer per ogni evenienza, ci potrebbero aiutare? Ebbene sì! La ricetta che voglio condividere oggi, li vede proprio protagonisti. Non c’è niente di più comodo, per gustare una cena di pesce, che si prepara in pochi minuti e non comporta ulteriori tempi per la pulizia del prodotto, con scaglie, spine, ecc.  Se a tale comodità, poi aggiungiamo una polpa soda, dal sapore delicato che si presta a vari accostamenti, il gioco è fatto. Bastano pochi minuti per legare questi piccoli cuori di merluzzo ad una salsa setosa e profumata, che sa di paprika e zafferano. Le  papille gioiscono, mentre le calde tonalità delle spezie si accendono nel piatto per il godimento degli occhi.

    INGREDIENTI per 4 PERSONE:

    • 8 tranci di polpa di merluzzo
    • 1 bustina di zafferano
    • 1/2 cucchiaio di paprika dolce
    • 1/2 bicchiere di vino bianco
    • 1 cucchiaino di brodo di pesce
    • 1 noce di burro
    • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
    • farina 00 per impanare i tranci di pesce
    • prezzemolo fresco

    PROCEDIMENTO:

    In un capiente tegame, possibilmente antiaderente, sciogliere a fiamma dolce la noce di burro con i 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva, la dose di zafferano, la paprika e il brodo di pesce, mescolare per creare un fondo di cottura omogeneo. A parte lavare i tranci di merluzzo (già scongelati se utilizzate il surgelato), asciugarli ed impanarli nella farina 00. Terminata questa operazione adagiarli nel burro speziato, far rosolare appena su entrambi i lati, poi sfumare con il vino bianco e terminare la cottura, che richiederà circa 3 minuti. Vi consiglio di non restringere troppo il fondo di cottura per poter accompagnare ogni porzione con un po’ di salsa. A piacere guarnire con prezzemolo fresco  e servire.

     

    Tenerina di zucca

  • sabrina
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  • 23 Ottobre 2015
  • E dopo la classica tenerina al cioccolato, non poteva mancare la tenerina alla zucca. Proprio così poiché ora sono di stagione è mai come quest’anno ho avuto il piacere di gustare una collezione di zucche così dolci. L’estate bollente che abbiamo trascorso ha conferito una concentrazione di zuccheri senza eguali, tanto che anche un semplice […]

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    E dopo la classica tenerina al cioccolato, non poteva mancare la tenerina alla zucca. Proprio così poiché ora sono di stagione è mai come quest’anno ho avuto il piacere di gustare una collezione di zucche così dolci. L’estate bollente che abbiamo trascorso ha conferito una concentrazione di zuccheri senza eguali, tanto che anche un semplice trancio cotto al forno, in purezza, rappresenta per me un dessert al cucchiaio. Tuttavia tanta dolcezza e tanta qualità merita di essere valorizzata con mille ricette. Dolci o salate che siano la zucca da sempre il meglio di se. Con il suo spiccato sapore e’ una protagonista assoluta, così oggi anche su richiesta di un’ amica del pentolino smaltato, posto la ricetta della tenerina di zucca, preparata e fotografata la settimana scorsa. La tradizione ferrarese porta i propri principi oltre lo steccato dell’orto, per fondersi in questo dolce che ha un sapore davvero intenso e si degusta con parsimonia a fine pasto. A voi la prova.

    INGREDIENTI:

    • 800 g di polpa di zucca cotta
    • 100 g di burro
    • 150 g di zucchero + 2 cucchiai da distribuire sulla superficie
    • 1 uovo
    • 2 cucchiai di fecola di patate
    • 1/2 bustina di lievito per dolci
    • 50 g di mandorle spellate
    • 20 g di amaretti
    • 1 bustina di vanillina
    • 1 pizzico di sale fino

    PROCEDIMENTO:

    Cuocere come di consueto la zucca al forno a 180 gradi per circa 30 minuti, dopo averla lavata e tagliata a tranci. Lasciare raffreddare, poi con l’ausilio di un cucchiaio separare la polpa dalle bucce. Raccoglierla in una ciotola e lavorarla bene con la spatola, fino ad ottenere una purea. Aggiungere il burro ammorbidito, 150 g di zucchero, 1 uovo intero, la vanillina , il pizzico di sale e  per ultimi la fecola e il lievito setacciati. A parte tritare grossolanamente nel mixer le mandorle e gli amaretti, procedendo a impulsi per non surriscaldare gli ingredienti. Incorporare anche questi al resto del composto ed amalgamare bene. Foderare una pirofila con carta da forno precedentemente inumidita e strizzata per farla aderire bene allo stampo.  Versare l’impasto nella teglia e spolverare la superficie con i 2 cucchiai di zucchero tenuto da parte, affinché possa caramellare in cottura e conferire un tocco ancora più goloso al dolce. Infornare a 160 gradi per 35-40 minuti.

    CONSIGLIO: essendo un dolce molto umido e soprattutto un mix di sapori dolci e spiccati, consiglio di prepararla con anticipo, poiché trovo che dia il meglio di se a freddo, quando è possibile apprezzare tutte le diverse sfumature degli ingredienti e ha raggiunto la giusta consistenza.

    La tenerina

  • sabrina
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  • 22 Ottobre 2015
  • Sembrera’ strano ma ammetto di aver scoperto l’esistenza della torta tenerina da non più di 10 anni! Eppure sono ferrarese dalla nascita. L’ho assaggiata al ristorante ed è stato davvero semplice perdersi in quel capolavoro. Un esplosione cioccolatosa e morbida. Ho iniziato subito a cercare la ricetta giusta per ricrearla e inserirla nel mio ricettario […]

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    Sembrera’ strano ma ammetto di aver scoperto l’esistenza della torta tenerina da non più di 10 anni! Eppure sono ferrarese dalla nascita. L’ho assaggiata al ristorante ed è stato davvero semplice perdersi in quel capolavoro. Un esplosione cioccolatosa e morbida. Ho iniziato subito a cercare la ricetta giusta per ricrearla e inserirla nel mio ricettario personale, ma per un motivo o per l’altro le varianti provate non mi soddisfacevano. Poi lei… la mia collega Catia che un giorno con splendida naturalezza, dopo aver ascoltato le mie perplessità mi disse: ” se vuoi ti porto la mia ricetta? A me piace”! Ebbene accettando ho ritrovato quella sensazione cioccolatosa, morbida e avvolgente che cercavo con ostinazione. Grazie Catia.

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    INGREDIENTI:

    • 200 g di cioccolato fondente
    • 180 g di zucchero
    • 4 uova
    • 1 bustina di vanillina
    • 2 cucchiai di fecola di patate
    • 150 g di burro
    • zucchero a velo per decorare

    PROCEDIMENTO:

    Sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria o se preferite in microonde con la funzione defrost per circa 6-7 minuti, avendo l’accortezza di mescolare di tanto in tanto. Lasciare raffreddare.

    Separare i tuorli dagli albumi. A parte mescolare  bene i tuorli con lo zucchero, la vanillina e la fecola di patate setacciata. Unire il composto ottenuto al cioccolato fuso con il burro, amalgamare bene. Per ultimi montere a neve ben ferma gli albumi ed incorporarli al resto del composto mescolando dal basso verso l’alto per dare volume e morbidezza poiché saranno proprio gli albumi montati a dare la giusta consistenza al dolce, senza l’ausilio del lievito.

    Versare l’impasto in una tortiera del diametro di 24-26 cm foderata con carta da forno precedentemente inumidita e strizzata, per farla aderire bene alla teglia.  Cuocere in forno preriscaldato  a 180 gradi per 20 minuti. guarnire a freddo con zucchero a velo.

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    CONSIGLIO: se dopo le feste, soprattutto dopo la Pasqua vi ritrovate letteralmente sommersi da kilogrammi di cioccolato, magari al latte, niente paura, potete comunque preparare una squisita torta tenerina. Seguite la medesima ricetta, riducendo la quota di zucchero a soli 80 g per 200 g di cioccolato al latte.

     

     

    Scampi e gamberi marinati al mapo

  • sabrina
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  • 19 Ottobre 2015
  • Con mille idee per la testa, vago per il supermercato, felice ed appagata, poiché adoro fare la spesa, lo considero un momento di relax. Spesso in compagnia di mio marito, come una passeggiata dove cerchiamo di destreggiarci tra la lista della spesa e le promozioni, curiosi come due bambini, oppure quando  mi fermo all’uscita dal […]

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    Con mille idee per la testa, vago per il supermercato, felice ed appagata, poiché adoro fare la spesa, lo considero un momento di relax. Spesso in compagnia di mio marito, come una passeggiata dove cerchiamo di destreggiarci tra la lista della spesa e le promozioni, curiosi come due bambini, oppure quando  mi fermo all’uscita dal lavoro. I pensieri e lo stress rimangono nel parcheggio, porto con me solo il carrello e mi lascio guidare dai colori e dai profumi di tutto ciò che c’è ben esposto, consapevole che poi potro’ rifugiarmi nella mia amata cucina e “giocare” con pentole e fornelli.  Così oggi nel banco dell’ortofrutta mi sono imbattuta in questi piccoli agrumi chiamati mapo, di cui ho sentito parlare, ma non ricordo di averli già assaggiati. Li colgo al volo, solo 3 per cominciare e proseguendo nel mio cammino, mi chiedo a cosa potrei associarli, un dolce oggi mi sembra troppo scontato, vorrei di più. Poi ecco la risposta! Davanti a me il banco del pesce, l’occhio e’ presto attirato da scampi e gamberoni. La vecchia cara marinatura della tradizione freme per essere chiamata in causa, non mi resta che terminare la mia spesa, pagare e correre a casa. Non vedo l’ora di portarli in tavola.

    L’apprezzamento finale per questo piccolo agrume di carattere e’ d’obbligo. All’assaggio infatti  la dolcezza dei crostacei e’ esaltata dal mapo in principio, per poi lasciare spazio alla nota acidula con un finale lievemente amaro in cui il piccolo agrume afferma la propria presenza.

    INGREDIENTI per 2 PERSONE:

    • 4 scampi
    • 12 gamberoni
    • 3 mapo
    • olio extra vergine d’oliva di buona qualità
    • pepe macinato fresco
    • sale

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    PROCEDIMENTO:

    Per poter apprezzare al meglio il sapore della marinatura, conviene preparare il tutto almeno 2 ore prima di servire.

    Pulire il pesce, incidendo sia i gamberi che gli scampi sul dorso, per poter estrarre il filamento nero. In questa ricetta ho preferito lasciare il carapace agli scampi per mantenere tutta la loro dolcezza e la loro aromaticità, ho solo dilatato un po’ con le mani i margini del carapace, per permettere alla marinatura di entrare e diffondere il proprio profumo.

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    Per i gamberi invece ho scelto di togliere completamente il carapace, per poterli sistemare agevolmente sugli spiedini e togliere la noia di sgusciare tutto il pesce alla degustazione.

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    Terminate le operazioni di pulitura, preparare la marinatura.  Lavare bene 2 mapo, tagliarli a metà e spremere tutto il loro succo raccogliendolo in una ciotolina, senza preoccuparsi di filtrarlo, poiché a mio parere i pezzetti di polpa sono un valore aggiunto. Aggiungere al succo di mapo  3 cucchiai di olio extra vergine di oliva di buona qualità, un pizzico di sale e un macinata di pepe. Mescolare bene. Con questa emulsione spennellare gli scampi, facendola penetrare all’interno del carapace e mettere i gamberi sgusciati direttamente nell’emulsione avanzata. Coprire con pellicola per alimenti e mettere a riposare in frigorifero. Intanto tagliare a piccoli spicchi l’ultimo mapo rimasto.

    Circa 15 minuti prima di servire mettere a scaldare sul fuoco la piastra per la cottura o la pietra ollare, se non disponete di queste attrezzature, anche un tegame antiaderente andrà benissimo. Estrarre dal frigorifero il pesce.

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    Comporre gli spiedini di gamberi, intervallando a questi gli spicchi di mapo precedentemente preparati.

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    Quando la piastra e’ calda adagiarvi gli scampi e gli spiedini. Con il pennello continuare a inumidire con l’emulsione di mapo e olio d’oliva durante la cottura.

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    Cuocere 1 minuto e 1/2- 2 minuti per lato. Sono cotti appena iniziano a prendere un colore rosato. Impiattare e servire, magari con un buon vino bianco profumato.

    CONSIGLIO: ho provato questa ricetta anche con pesce congelato e il risultato non mi ha delusa. L’importante è decongelare correttamente il pesce, per non alterne le qualità e mangiarlo in piena sicurezza.

     

     

    Torta d’autunno

  • sabrina
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  • 15 Ottobre 2015
  • E’ arrivato l’autunno con tutto il suo caratteristico corredo. Si è adagiato comodo e ha aperto la sua valigia. Ne sono uscite le giornate più brevi, le temperature inferiori e la concreta percezione dell’umidità. Gli orizzonti con i primi accenni di nebbia e poggia si tingono con tutte le tonalità del grigio e vestono con […]

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    E’ arrivato l’autunno con tutto il suo caratteristico corredo. Si è adagiato comodo e ha aperto la sua valigia. Ne sono uscite le giornate più brevi, le temperature inferiori e la concreta percezione dell’umidità. Gli orizzonti con i primi accenni di nebbia e poggia si tingono con tutte le tonalità del grigio e vestono con cappotti di natura. L’oro, il rosso e l’arancione delle foglie spiccano come gioielli, comunicando una sensazione di calore. Dai camini e nell’aria si diffonde il profumo della legna che scoppietta nelle stufe e nei camini. Intanto in cucina nuovi ingredienti fremono, rivendicano la loro stagionalità  salutando gli ultimi ortaggi dai sapori freschi e colori squillanti, che tanto hanno dato per tutta l’estate.

    Davanti a questo scenario tanto malinconico, quanto romantico, sento il desiderio di fare una bella torta, abbastanza classica. La copertura di panna la ingentilisce e bilancia l’aromaticità della farcitura. Ricordo quando da piccola la mia mamma preparava torte alla panna. Armata di un lungo coltello da cucina con la lama piatta e della sua manualità a poco a poco la stendeva per ricoprire tutti i lati, fino a che diventavano perfettamente lisci, mentre io in tutto questo quasi mi incantavo a guardarla a bocca aperta. Oggi mi rendo conto di quanto fossero belle e genuine tutte le cose, non servivano mille strumenti, impastatrici e spatole da pasticceria. Per raggiungere l’obbiettivo prefissato, bastano la buona volontà e l’amore per ciò che si fa.

    Ecco la mia torta, un ‘elogio all’autunno.

    INGREDIENTI:

    • 1 pan di Spagna
    • 500 ml di panna fresca
    • 3 grappoli di uva clinto
    • 5 grappoli di uva fragola bianca
    • 2 g di agar agar
    • il succo di 1 limone
    • 1 bicchiere di latte parzialmente scremato
    • 100 g di zucchero + 2 cucchiai

    PROCEDIMENTO:

    Per prima cosa preparare la gelatina d’uva che utilizzeremo per farcire la torta. Lavare e sgranare i grappoli d’uva, ricordando di tenere da parte un pezzetto di entrambe i tipi di uva, per poter guarnire la torta prima di servire.

    Passare i cicchi d’uva ottenuti con il passaverdura. Versare il succo e la polpa ottenuti in una pentola antiaderente, unire i 100 g di zucchero, il succo di limone e l’agar agar. Portare a bollore e cuocere per circa 20 minuti. Lasciare raffreddare.

    A parte montare a neve la panna fresca e incorporare i due cucchiai di zucchero, mescolando delicatamente. Tenere da parte 1/3 di panna per la farcitura e mettere la rimanente in frigorifero, poiché servirà solo alla fine per la copertura.

    Tagliare il pan di Spagna  dividendolo in 3 strati.

    È giunto il momento di assemblare la torta. Mettere sul piatto da portata il primo disco di pan di Spagna, con un cucchiaio distribuire sulla superficie parte del latte, senza eccedere, poiché le basi devono mantenere la propria consistenza.

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    Spalmare parte della gelatina d’uva già preparata, senza farla fuoriuscire dal margine esterno.

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    Arricchire la farcitura con qualche cucchiaio di panna montata.

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    Coprire con il secondo disco e ripetere gli stessi passaggi con il latte, la confettura e la panna. Coprire con l’ultimo strato di pan di Spagna.

    A questo punto munirsi di pazienza per coprire la torta di soffice panna, cercando di distribuirla in modo omogeneo.

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    Decorare  a piacere con l’uva tenuta da parte.

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    Gnocchi “viola” su stracciatella di bufala

  • sabrina
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  • 9 Ottobre 2015
  • Ai miei occhi la cucina e’ come una galleria d’arte o meglio ancora il laboratorio dell’artista, dove nascono le opere. Si parte da un’idea, apparentemente precisa per poi sviluppare nuovi progetti. C’è sempre un margine di miglioramento e una ricetta che ha un buon potenziale può essere modificata e reinventata ogni volta per rispondere a […]

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    Ai miei occhi la cucina e’ come una galleria d’arte o meglio ancora il laboratorio dell’artista, dove nascono le opere. Si parte da un’idea, apparentemente precisa per poi sviluppare nuovi progetti. C’è sempre un margine di miglioramento e una ricetta che ha un buon potenziale può essere modificata e reinventata ogni volta per rispondere a determinate caratteristiche. La ricetta che ho realizzato oggi è che voglio condividere con voi, sembra proprio spiegare questo pensiero. Nasce con il dono di una cara amica e collega, che mi ha regalato 2 piccole patate viola. Ho resistito con fatica alla tentazione di gustarle subito, per poterle coltivare. La pazienza e il tempo hanno portato piccoli germogli, il tanto che bastava per interrare le mie piccole patate viola e avviare una mini produzione. Ebbene dopo tanta cura, sole, pioggia e giusto tempo ho potuto scavare la terra come il miglior lagotto da tartufi e raccogliere poco più di 1 kg di patate viola. Il momento e’ giunto, posso finalmente assaporare i frutti di tanta costanza e pazienza. Inizio a documentarmi e sono letteralmente avida di dipingere la mia “tela” di viola intenso…….. O quasi! In effetti tutto nasce da un’ispirazione stranamente concreta mentre il traguardo è’ astratto. Il sogno di gnocchetti di un bel viola intenso, svanisce, lasciando il posto a una tenue tonalità di grigio. Quel che conta è il sapore. Avevo deciso che avrebbero avuto il privilegio di un delicato giaciglio di stracciatella di bufala e la ricchezza di un burro con noci e parmigiano. Così è stato, i miei piccoli brutti anatroccoli hanno recitato il ruolo assegnato! Quanto a me, li ho abbinati ad un elegante piatto con le stesse tonalità, tuttavia loro hanno fatto a me il dono più grande, soffici e delicati hanno conquistato il mio cuore.

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    INGREDIENTI per 4

    • 7-8 patate viola medie
    • farina 00 q.b.
    • 1 uovo
    • sale fino
    • Circa 50 g di burro
    • 200 g di stracciatella di bufala
    • 50 g di parmigiano stagionati 30 mesi
    • 40 g di noci al netto dello scarto
    • pepe macinato fresco

    PROCEDIMENTO:

    Per preparare gli gnocchi. Lessare le parete in acqua leggermente salata.

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    Sono cotte quando i rebbi della forchetta affondano nella polpa senza difficoltà. Scolare e tritare a caldo con lo schiacciapatate. Aggiungere un pizzico di sale fino, 1 uovo intero e farina 00 quanto basta per ottenere un impasto omogeneo e soffice. La consistenza e’ giusta quando l’impasto non si attacca alle mani. Infarinare bene il piano di lavoro, prelevare piccole porzioni dal composto, formare dei filoncini, arrotolandoli con le mani infarinare e tagliare piccoli segmenti.

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    A parte preparare il condimento.

    Tritare con il mixer le noci e il parmigiano, procedendo con impulsi a intermittenza per non alterare gli ingredienti.

    Sciogliere il burro nel microonde a 400 watt per 1 minuto.

    Quando l’acqua bolle, aggiungere poco sale e gettarvi gli gnocchi, gradualmente per non arrestare il bollore. Quando emergono. Raccogliere con il mestolo a buchi e tenere in caldo, fino al completamento dei gnocchi necessari. Condire con il burro fuso e la granella di noci e parmigiano.. Amalgamare bene.

    E’ giunto il moment di Impiattare. Sul fondo di ciascun piatto, versare qualche cucchiaio di stracciatella di bufala, adagiarvi la porzione di gnocchi condita e guarnire con una macinata di pepe fresco. Servire caldo.

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    CONSIGLIO: per poter gustare al meglio la stracciatella di bufala e non raffreddare velocemente il piatto, conviene estrarre la stracciatella dal frigorifero almeno un’ora prima di servire.